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Recensione L'incubo di Hill House di Shirley Jackson



Eccomi con un'altra recensione di un libro di Shirley Jackson. "Abbiamo sempre vissuto nel castello" mi ha davvero colpita ed ero molto curiosa di leggere qualcos'altro di quest'autrice. Ho scelto L'incubo di Hill House come seconda lettura perché è uno dei libri più famosi della Jackson, e devo dire che nemmeno stavolta sono rimasta delusa. 

To kill a kingdom Alexandra Christo - Una rivisitazione dark e avvincente di La Sirenetta




To kill a kingdom si è rivelata una piacevole sorpresa. Adoro i retelling ma finora non avevo mai letto una rivisitazione di La sirenetta che risultasse abbastanza convincente, ma devo dire che To kill a kingdom mi ha appassionato moltissimo. 

“Technically, I’m a murderer, but I like to think that’s one of my better qualities.” 

Il mio parere su "Ti ho trovato tra le stelle" di Francesca Zappia




Eliza Mirk è un’adolescente che all’inizio del libro odia il mondo reale e preferisce rifugiarsi nel mondo di internet, dove grazie alla comunità incentrata sul suo web comic, ha trovato persone che la comprendono e che può considerare a tutti gli effetti amici. 
L’incontro con Wallace, un ragazzo appena arrivato a scuola, le fa capire che anche la vita al di fuori della sua camera vale la pena di essere vissuta. 

Recensione The spellbook of the lost and found Moïra Fowley-Doyle


Conoscevo già Moira Doyle, avendo letto il suo primo lavoro, The Accident Season. Se ricordate la mia recensione di quel libro, saprete che ciò che mi aveva colpito di più della storia era l'atmosfera surreale e magnetica del libro. Ecco, Spellbook of the Lost and Found in questo non è molto diverso da The accident season, ma ha un qualcosa tra le sue pagine che me l'ha fatto adorare ancora di più. 

“Be careful what you wish for; 
Not all lost things should be found.”

Il libro è incentrato intorno alle vite di diversi adolescenti, inizialmente sconnesse tra loro. Tutto comincia quando tre ragazze, Ash, Holly e Laurel, trovano un libro di incantesimi e ne mettono in atto uno per ritrovare cose perdute. Ma tralasciano una parte dell'incantesimo: per ogni oggetto ritrovato, qualcosa deve essere sacrificato, o la magia deciderà da sola cosa prendersi in cambio. Intanto, Olive e la sua migliore amica Rose iniziano a perdere le loro cose, insieme agli altri abitanti della città, e cercano di capire il perché di queste scomparse.
Lo stesso succede a Ivy, Rowan e sua sorella Hazel. Strani eventi fanno sì che i cinque ragazzi si incontrino. Insieme, proveranno a rimediare a ciò a cui Ash, Holly e Laurel hanno dato inizio.

La trama sembra confusa e non nascondo che nelle prime pagine il lettore non ha la minima idea di cosa stia accadendo: abbiamo almeno cinque punti di vista diversi, con varie timelines ed eventi che si incrociano o che vengono narrati con prospettive differenti. All'inizio può essere difficile seguire tutto, ma la scrittura della Doyle rende impossibile abbandonare la lettura.  

“If you’re not careful you can spend your whole life looking for what you’ve lost.” 

La storia è ambientata nella campagna irlandese, tra foreste che nascondono angoli magici e misteriosi (in questo, mi ha ricordato un po' The raven boys), fiumi che scompaiono e compaiono e case vecchie di secoli. Come mi era successo con The Accident Season, anche qui la cosa che più ho adorato è il fatto che tutta la narrazione si basa sulle percezioni dei protagonisti, che molte volte sono distorte. Non sappiamo bene cosa stia accadendo, e anche se ci sono eventi decisamente soprannaturali,  per la maggior parte non sappiamo se quello che leggiamo è reale o è solo frutto della mente del personaggio. 

Lo stile della Doyle è molto scorrevole ma allo stesso tempo poetico e pieno di metafore. Lascia diversi indizi nel corso del libro e incastra tutto insieme nelle ultime pagine. Non viene lasciato nulla in sospeso, essendo un auto conclusivo, quindi il finale risponde a tutte le domande sollevate durante la lettura. 

The spellbook of the lost and found è un libro coinvolgente e veloce da leggere, con un'aria di mistero (e a tratti di inquietudine) che lo rende perfetto per questa stagione. Se amate il genere del realismo magico e cercate un young adult un po' diverso dal solito, questa lettura fa per voi!

Difficoltà in lingua - medio/bassa (ambientato in Irlanda quindi c'è un po' di slang presente, ma niente di troppo incomprensibile)

PRIMA DI DOMANI - RECENSIONE LIBRO & FILM


Buongiorno, lettori!Nonostante mi fossi ripromessa di continuare a pubblicare anche ad agosto sul blog, ho dovuto prendermi una pausa involontaria per diverse ragioni, di cui magari vi parlerò meglio in qualche altro post. 
Oggi invece torno ufficialmente sul blog con una doppia recensione, del libro e del film di Prima di Domani (E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver). Recentemente ho riletto il libro e visto il film, quindi ho pensato di "rivisitare" la mia vecchia recensione del romanzo (ormai vecchia di cinque anni!) e di dirvi anche cosa ne penso della sua trasposizione. Voi avete già visto il film?Fatemi sapere nei commenti!

C O S A   N E   P E N S O   D E L   L I B R O


Ho letto E finalmente ti dirò addio nel lontano 2012. Prima di iniziarlo conoscevo la Oliver solo attraverso la sua serie Delirium, che avevo amato alla follia e che mi aveva convinto a leggere qualsiasi lavoro della Oliver. Salto nel 2017, e ho effettivamente letto quasi tutti i libri di quest'autrice. Ma E finalmente ti dirò addio rimane sicuramente uno dei miei preferiti tra i suoi romanzi e tra i romanzi young adults in generale.


"Forse voi potete permettervi di aspettare. Forse per voi un domani c’è. Forse avete
mille domani, o tremila, o dieci, tanto tempo da poterci sguazzare, rotolare, dilapidarlo come monete.
Tanto tempo da poterlo sprecare.
Ma per qualcuno di noi c’è soltanto l’oggi. E la verità è che non si può mai sapere con certezza."

Sam Kingston Ã¨ la classica ragazza bella e super popolare, con un fidanzato altrettanto bello e popolare e tre amiche con le quali condivide tutto. La sua è una vita meravigliosa- fino a quando non muore in un tragico incidente stradale. 
Ma le accade qualcosa di strano. Sam si risveglia nel suo letto, nello stesso momento del giorno precedente, con la sua sorellina che le va incontro. Ben presto Sam si rende conto che non si tratta di un semplice déjà-vu, ma che al contrario sta rivivendo il giorno della sua morte ancora e ancora. 
Intrappolata in una sorta di limbo, Sam dovrà riuscire a capire il perché della sua presenza sulla terra per liberarsi e trovare pace. 

Prima ho scritto che la vita di Sam è meravigliosa, lei si crede felice, ma è una felicità solo apparente: le sue amiche sono pronte a voltarle le spalle al primo passo falso. Il suo ragazzo non è poi così perfetto come tutti pensano. E Sam non è una brava persona. È abituata a trattar male le persone, incurante dei loro sentimenti e di come le sue azioni possano influire sugli altri. Lo fa per sentirsi bene con se stessa, per credersi migliore degli altri, ma anche perché vuole essere accettata da tutti. 
Rivivere il suo ultimo giorno le farà gradualmente realizzare di quanto sia stato sbagliato e ingiusto il suo comportamento. Ma forse non è troppo tardi per cambiare qualcosa. 

L’autrice ha fatto una scelta abbastanza coraggiosa e anche rischiosa, scegliendo come protagonista la classica ragazza “cattiva” che solitamente tormenta l’eroina di ogni altro romanzo. 
Non si può fare a meno di odiare Sam all'inizio del libro, e alla fine non si può fare a meno di amarla. Questo perché la Oliver è riuscita a farle avere un cambiamento tanto radicale quanto realistico. Sam non può tornare indietro e rimanere in vita, ma può salvare la vita di qualcun altro e in qualche modo, salvare così anche se stessa. 

C O S A   N E   P E N S O   D E L   F I L M

Passando alla trasposizione cinematografica, ho notato che il film è stato ampiamente criticato, definito banale e ripetitivo e non abbastanza fedele al libro. Si, sono state lasciate fuori tante scene e tanti dettagli, il passato di molti personaggi non viene esplorato a dovere o non viene esplorato affatto, alcuni elementi sono stati un po' stravolti. Ma alla fine il passaggio da libro a film necessita di tagli e cambiamenti, e ovviamente nessuna trasposizione sarà tanto comprensiva e approfondita quanto il libro. Detto questo, non credo che Prima di Domani sia un film perfetto, ma nel complesso mi è piaciuto e ho apprezzato il modo in cui la storia di Sam sia stata ricreata su grande schermo. 

Ho adorato Zoey Dutch nei panni di Sam. Nel film Sam non viene resa come la ragazza cattiva vera e propria, in quello spicca la sua migliore amica Lindsay, ma più come la ragazza fondamentalmente buona che però si è lasciata trascinare dagli altri fino a perdere se stessa. Esempio emblematico è la scena in cui Sam, in una delle sue "ripetizioni", chiede alle amiche il motivo esatto per cui odiano così tanto Juliet, la ragazza strana ed emarginata che si divertono a tormentare. Penso che ciò abbia reso ancora più credibile il personaggio di Sam: è facile lasciarsi influenzare e ignorare le conseguenze delle proprie azioni solo perché altri fanno lo stesso. 

"Forse dirsi addio è sempre così: come tuffarsi da uno scoglio. La parte peggiore è decidere. Una volta
che sei in aria non puoi fare altro che lasciarti andare."

In generale credo che Prima di Domani sia riuscito senz'altro a catturare lo spirito del libro della Oliver e il messaggio che questa voleva trasmettere. Ne consiglio la visione a chiunque abbia amato il libro!

Confess & Forse un Giorno di Colleen Hoover



Buongiorno lettori!Oggi vi parlo di due libri della stessa autrice: Colleen Hoover. Ho un rapporto un po' strano con quest'autrice, alcuni suoi libri mi conquistano, altri non riescono proprio a convincermi. Ho letto Forse un Giorno a fine 2016, ed è stato uno dei romance più belli dell'anno. Ho letto Confess qualche settimana fa, spinta dalla curiosità soprattutto verso la serie tv, ma non mi è piaciuto poi così tanto. Ma meglio parlarvi dei due libri separatamente. 

Rooms Lauren Oliver-Recensione



Rooms è il primo libro della Oliver etichettato come “adult fiction”, e come tale ero curiosissima di leggerlo, avendo amato praticamente ogni suo altro lavoro nel campo young adult. Rooms è un romanzo a metà tra un contemporaneo e una ghost story, che per certi versi mi ha ricordato di Un’inquietante simmetria della Niffenegger (anche se le due storie non potrebbero essere più diverse). 

“Memory is as thick as mud. It rises up, it overwhelms. It sucks you down and freezes you where you stand. Thrash and kick and gnash your teeth. There's no escaping it.” 

Rooms è decisamente diverso dai libri precedenti della Oliver, non solo per la categoria di lettori a cui si rivolge, ma per la trama in sé e i toni che la caratterizzano: quella raccontata in Rooms è una storia dark, dalle sfumature tristi e nostalgiche, che fa riflettere e in cui l’azione è davvero poca. 

Il filo conduttore del libro è la casa in cui è ambientata la storia: Rooms è infatti diviso in 11 parti, ogni parte rappresentante una stanza della casa a cui le vicende si collegano. 
I personaggi sono tanti, tra fantasmi e persone, ma in comune hanno tutti il fatto di aver abbandonato la vita, di aver lasciato che il dolore e la sofferenza si impadronisse di loro fino a lasciare un vuoto che niente e nessuno riesce a colmare. Ogni personaggio del libro si sente “intrappolato”, e ciò vale sia per i fantasmi, imprigionati nelle mura della casa, incapaci di trovare pace, sia per le persone che la abitano, ognuna di loro perseguitata dai demoni del passato.

“Or maybe it's life that is the infection: a feverish dream, a hallucination of feelings. Death is purification, a cleansing, a cure.”

Ho adorato Rooms, ma avrei voluto vedere alcune parti della storia esplorate in modo più approfondito. Il libro è infatti molto breve e si legge nel giro di poche ore, ma a causa del gran numero di personaggi e punti di vista ho trovato difficile riuscire a immedesimarmi nelle vite dei protagonisti. Riusciamo a comprendere, da lettori, le loro azioni e il loro dolore solo alla fine, quando il passato di ogni personaggio viene finalmente svelato.

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.

Recensione The Forbidden Wish Jessica Khoury


The Forbidden Wish è stata per me una piccola sorpresa perché, nonostante i tanti pareri positivi letti in giro (e il mio amore incondizionato per i retellings), non nutrivo grandi aspettative verso la Khoury. Tuttavia ho finito con l’adorare il modo in cui quest’autrice è riuscita a rivisitare la storia di Aladdin, conservando i suoi aspetti di base ma allo stesso tempo arricchendola con sfumature ed elementi del tutto unici. 

Recensione La città di Sabbia Laini Taylor


Ho impiegato un po’ a leggere La Città di Sabbia. L’ho iniziato, poi messo da parte, poi ripreso di nuovo e l’ho concluso infine qualche giorno fa. Con questa premessa non voglio dire che il libro non mi sia piaciuto, anzi. Adoro la Taylor e ho amato La Chimera di Praga, mi aspettavo di amare anche La città di sabbia e infatti così è stato. 

Recensione Red Rising Pierce Brown


Avrei vissuto in pace. Ma i miei nemici mi hanno trascinato in guerra. 

Red Rising è uno dei libri di cui si è parlato di più negli ultimi tempi, quindi sorvolerò sulla trama e dettagli vari e vi parlerò direttamente di quella che è la mia opinione sul romanzo. In breve, ho adorato Red Rising e lo considero sicuramente il primo volume di una delle serie più promettenti del momento. 
Ormai tendo a non leggere molti libri appartenenti al genere science fiction/distopia perché dopo averne incontrati già così tanti nel corso degli anni è diventato quasi impossibile che qualcosa di nuovo riesca a conquistarmi completamente. Ora, non ho trovato Red Rising una lettura perfetta, ma mi ha appassionato molto, e in più l'ho trovato estremamente originale e innovativo.  

L'idea da cui parte tutta la storia è a dir poco geniale, e a ciò poi si aggiungono anche un ottimo world-building e una buona caratterizzazione dei personaggi. Ho apprezzato in particolare la struttura che l'autore ha dato alla società in cui vive il protagonista, le diverse caste, la gerarchia, i richiami al mondo romano. Per quanto riguarda i personaggi invece, li ho trovati tutti molto complessi ma allo stesso tempo ben definiti. In un primo momento avevo trovato il protagonista abbastanza piatto e distaccato rispetto agli avvenimenti che lo coinvolgono (un po' anche per l'andamento lento dei primi capitoli), poi ho finito per adorare il suo sviluppo come personaggio. Ho anche apprezzato la narrazione in prima persona, che ha permesso a noi lettori di entrare a tutti gli effetti nella mente di Darrow. Dalle pagine del libro traspariva chiaramente tutto ciò che il protagonista provava, dalla disperazione e il dolore per aver perso ciò che amava, alla sua rabbia verso la società, alla determinazione a portare avanti ad ogni costo ciò che aveva iniziato. 

Come ho anticipato, la parte iniziale del libro è abbastanza lenta, il primo centinaio di pagine infatti è tutto dedicato all'introduzione della vita su Marte, e al lettore vengono fornite tante informazioni che potrebbero un po' disorientare. Tuttavia, superata questa prima parte introduttiva, veniamo trascinati nel pieno dell'azione, e da qui la storia diventa veramente interessante e non si può fare a meno di restare incollati alle pagine per sapere come continuerà.

Altro tratto tipico del romanzo è la sua imprevedibilità. In un certo momento pensi di sapere perfettamente cosa sta succedendo, e poi leggi il capitolo successivo e tutte le tue convinzioni vengono stravolte. In questo senso il libro è pieno di svolte inaspettate e colpi di scena, cosa che insieme al ritmo veloce e scorrevole della seconda parte contribuisce a rendere Red Rising una di quelle letture impossibili da abbandonare.













Recensione Hurt Tabitha Suzuma


Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo di una delle mie ultime letture, Hurt di Tabitha Suzuma. Si, si tratta della stessa autrice che, un po' di anni fa, ha fatto tanto parlare di sé con il suo libro più famoso, Proibito. Hurt è una storia molto diversa, e premetto che non raggiunge sicuramente i livelli di Proibito, ma nel complesso mi è piaciuta, soprattutto perché anche qui la Suzuma è riuscita a trattare molto bene un argomento difficile e che nei libri per adolescenti non vede spesso la luce.

Mini-reviews-Il Miniaturista, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Ugly Love


Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo un post un po' diverso dal solito, un insieme di mini-pareri di libri che ho letto ormai da mesi, ma di cui non sono mai riuscita a scrivere le recensioni complete. Si tratta di tre titoli che ho letto tra la fine del 2015 e l'inizio dell'anno nuovo, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Il miniaturista, e Ugly Love della Hoover ^^



Recensione The Monsters of Templeton Lauren Groff


Buongiorno, lettori. Oggi vi parlo di un libro letto qualche settimana fa, The Monsters of Templeton. La mia esperienza con questo libro è stata abbastanza particolare, soprattutto perché il libro in sé è una delle letture più strane e complesse che abbia fatto negli ultimi tempi. Il mio parere dunque è abbastanza contrastante, da un lato mi è piaciuto, dall'altro non ho potuto fare a meno di notare alcuni difetti che ne hanno in parte rovinato la lettura.
In ogni caso, ho scoperto giusto qualche giorno fa che il libro è stato tradotto anche in italiano poco dopo la sua uscita (col titolo I mostri di Templeton e una cover completamente stravolta), quindi chi non legge in lingua non avrà difficoltà a trovarlo ^^


Recensione The Accident Season Moïra Fowley-Doyle


The Accident Season parte da una premessa molto particolare: ogni anno, ogni ottobre, per la famiglia di Cara arriva la stagione degli incidenti. Ogni cosa va nel verso sbagliato, e nessuno può dirsi al sicuro perché nuovi incidenti sono sempre dietro l'angolo. Ponti che crollano, auto che perdono il controllo, lampadari che cadono dal soffitto. Durante gli anni più fortunati, ognuno se la cava con alcune ossa rotte e qualche visita in ospedale. Negli anni peggiori, qualcuno muore. 
Quest'anno, alla stagione degli incidenti si aggiunge il mistero di una ragazza che sembra aver seguito  e osservato la vita di Cara per anni, e che potrebbe addirittura aver qualcosa a che fare con la maledizione di famiglia. Ma la ragazza è scomparsa, e nessuno sembra sapere dove è finita. 

Gli incidenti avvengono. Le nostre ossa si rompono, la nostra pelle si spacca, i nostri cuori si spezzano. Bruciamo, affoghiamo, cerchiamo di sopravvivere.
The Accident Season appartiene chiaramente al genere del realismo magico, a metà tra contemporaneo e paranormal, e per la maggior parte del tempo il lettore non riesce nemmeno a distinguere quali aspetti della storia sono realtà e quali sono frutto di sogni e immaginazione della protagonista. La stessa Cara non è affatto un narratore affidabile, in quanto il modo in cui racconta gli eventi è molto spesso annebbiato dal suo stato emotivo o dall'alcol, ma ciò ha contribuito a rendere la storia ancora più interessante e coinvolgente.
Molti eventi e situazioni, come la stessa accident season, non vengono spiegati mai completamente e sono avvolti da un'aura di mistero sino alla fine, e se normalmente non apprezzerei questa scelta, penso che in questo caso lasciare certi aspetti del libro inesplorati abbia migliorato l'intera storia.

I personaggi sono tutti molto diversi tra loro, e in generale danno vita a una trama di relazioni molto complessa e intricata. La protagonista, Cara, è un po' sognatrice, un po' ingenua, ma è anche estremamente coraggiosa quando si tratta di proteggere la sua famiglia.
Sua sorella Alice, popolare, intelligente e pragmatica, è colei che crede di meno alla stagione degli incidenti e che vuole allontanarsi il più possibile dal passato della sua famiglia. Poi c'è l'ex-fratrellastro Sam, ormai parte della famiglia, ma ancora in bilico tra chi era e chi vuole diventare. E infine, la migliore amica di Cara, Bea, la ragazza più strana della scuola, che ostenta la sua eccentricità e la sua forza d'animo, ma che alla fine è un'adolescente come le altre.


Non c'è nessun fantasma; solo polvere nell'aria, il nostro respiro e il rumore del vento nel silenzio, e la sensazione che qualcosa, tanti qualcosa, ci stiano osservando. E forse alla fine ci sono davvero fantasmi.
Altre considerazioni random sul libro:
Ho adorato l'ambientazione irlandese, finalmente qualcosa di diverso dalla classica cittadina americana dispersa nel nulla.
Il personaggio di Elsie è per me rimasto un mistero fino alla fine, non ho compreso del tutto ciò che le è successo ma penso sia stata una scelta dell'autrice lasciare il lettore un po' confuso.
Lo stile della Dowley è a tratti molto semplice e ordinario, ma in altre parti diventa poetico ed evocativo e ti trascina completamente nella storia.
Il libro si legge davvero molto velocemente, principalmente per il modo in cui è strutturata la narrazione e il mistero che ti coinvolge sin dall'inizio.
Alcune scene del libro sono davvero inquietanti, soprattutto perché da lettore non riesci a capire cosa è reale e cosa sta accadendo veramente. The Accident Season sarebbe davvero un'ottima lettura per Halloween.
Il libro mi ha ricordato i romanzi della Quinn (Another little piece & Don't You Forget About Me), ma per lo stile e la parte realistico/magica anche un po' Ava Lavender.

E allora brindiamo alla stagione degli incidenti,
Al fiume in cui lasciamo affondare le nostre anime,
Ai lividi e ai segreti,
Ai fantasmi che vagano in soffitta
In conclusione direi che The Accident Season è stato un'ottimo debutto per la Dowley, e leggerò senz'altro i suoi prossimi libri. Non è un romanzo perfetto, molte cose non hanno senso nemmeno alla fine, i personaggi non sono memorabili e il finale era prevedibile, ma per la premessa e la storia in generale lo consiglio a chi ama questo tipo di libri. 4 stelline!


Difficoltà in lingua: medio-bassa. Come ho detto, alcuni passi sono molto semplici, altri estremamente descrittivi e forse un po' più complessi da comprendere.










Recensione Cracked Up to be Courtney Summers

Buongiorno, lettori!In questo momento sono in viaggio verso Benevento, e a casa non avrò internet, quindi volevo avvertirvi che probabilmente sarò un po' più assente del solito xD Tornerò a Bologna agli inizi di gennaio, ma un modo per connettermi in qualche modo lo troverò. Il 1 gennaio poi il blog compie 4 anni (4 anni!!) e organizzerò sicuramente qualcosa di carino per festeggiare.
Intanto oggi vi lascio la recensione di Cracked Up to be della Summers. Poche settimane fa lo avevo inserito nella lista dei libri che non ero ancora riuscita a recensire, e sono felice di aver trovato il modo di parlarvene :)



Cracked Up to be è la classica storia della ragazza popolare caduta in disgrazia, ma la Summers la rende speciale a modo suo. 
Prima, Parker era la ragazza perfetta. Non c’era niente in cui non avesse successo-dalla scuola allo sport all’amore. Poi qualcosa di terribile è accaduto, qualcosa che Parker ha sepolto nella sua coscienza, ma che non è riuscita a dimenticare. E ci ha provato, a dimenticare. Alcol, pillole, e poi ancora alcol. Dopo un tentativo di suicidio, Parker è messa alle strette: o seguirà le regole, o sarà portata in un istituto e non potrà diplomarsi. E lasciare la scuola, la vita di prima, per Parker è essenziale: solo così potrà andare avanti. 
Intanto Parker cerca di dimostrare a tutti che no, non c’è niente di buono in lei, non c’è niente che possa essere salvato. Ma il nuovo ragazzo arrivato in città-insieme al suo ex e alla sua famiglia- non sembra pensarla così. Gentile, troppo gentile, quando tutti gli altri la ignorano. Deciso a conquistare Parker, anche dopo le decine di insulti che lei gli rivolge. Jake non ha nessuna intenzione di arrendersi, ed è ciò che spaventa Parker di più. Il suo obiettivo era allontanarsi da tutto e da tutti, non affrontare mai le conseguenze del suo passato e andare avanti, ma come farlo se c’è anche una sola persona nel pianeta che pensa che lei possa essere salvata?

Anche se Jake rappresenta una parte importante della storia, il romance (che comunque non è la classica storia d’amore) si trova sempre in secondo piano rispetto al percorso di Parker. Il rapporto tra i due è poi tutt’altro che perfetto. Si tratta più che altro di un inizio, è un legame fatto di attrazione e amicizia che potrebbe o non potrebbe trasformarsi in qualcosa di più, ma che aiuta Parker ad accettare il fatto che ha bisogno di affrontare il passato, prima di poter andare avanti.

Come sempre la Summers riesce a condurti nell’animo della protagonista sin dalla prima pagina. Il suo senso di colpa, la rabbia che prova, con se stessa e con il mondo, sono perfettamente tangibili e reali. Parker pensa di non avere il diritto di perdonarsi per ciò che ha fatto, e il suo comportamento non è altro che un modo per punirsi, ancora e ancora, perché niente sembra mai abbastanza.

Prima impari a vivere con i tuoi errori, meglio sarà per te. Non sei responsabile di tutto. Non puoi controllare come le cose vanno alla fine.

Ultima cosa, amo i finali creati dalla Summers. I suoi libri si concludono sempre in modo aperto-non sai come andranno le cose, non conosci i dettagli, ma sai che in un modo o nell’altro i personaggi troveranno ciò che stavano cercando. I suoi sono finali sempre pieni di speranza-svelano poco si, ma ti ritrovi ad apprezzarli proprio per questo.

Cracked Up to be è una storia intensa, che insegna tanto. Parker non solo impara a perdonare se stessa per gli errori passati, ma accetta anche che la perfezione è solo un’illusione, e che è inutile dedicare la propria vita a raggiungerla. Questo è il primo romanzo della Summers e, avendo letto i suoi lavori successivi, posso dire che non è il suo libro migliore, ma rimane una lettura stupenda, e non posso fare a meno di consigliarla.


Consigliato a chi ha letto e amato altro della Summers. Se non l’avete ancora fatto, cosa state aspettando?

Difficoltà lettura in lingua-bassa. L’ho trovato molto semplice (anche più semplice di All the Rage e Fall for Anything). Si legge poi molto velocemente, quindi consigliatissimo per inesperti ;)


Recensione Il dominio del fuoco (An Ember in the Ashes) Sabaa Tahir




An Ember in the ashes è uno di quei titoli di cui si è parlato incessantemente per mesi. Poche le persone a cui non è piaciuto, moltissime quelle che l’hanno amato. Ammetto che, inizialmente, non avevo intenzione di leggerlo. Negli ultimi mesi ho letto così tanti libri appartenenti più o meno allo stesso genere-mondo alternativo, ambientazione greco-romana-medievale-che mi sembrava di averne avuto abbastanza per quest’anno. Poi ho iniziato An Ember in the ashes e me ne sono innamorata. Ambientazione, personaggi, dialoghi, azione, ho amato praticamente ogni singolo elemento del romanzo e anche se il libro in realtà sarebbe autoconclusivo, anche se c’è una sorta di chiusura della storia, attendo impazientemente il seguito. 

La vita è fatta di così tanti momenti senza nessun valore. E poi, un giorno, arriva quel singolo momento che definisce ogni secondo successivo della tua vita.

Il libro è ambientato in un impero simile a quello romano, e segue due storie, apparentemente separate, che poi si intrecciano e diventano una sola: quella di Laia e di Elias. 
Laia appartiene agli Scholar, gente condannata alla miseria e molto spesso alla morte per mano delle Maschere, soldati al servizio dell’Impero. Quando suo fratello viene portato via Laia non ha scelta: deve unirsi ai ribelli per cercarlo. Thomas intanto è pronto a disertare-addestrato a diventare una Maschera sin da bambino, non ha nessuna intenzione di diventare un assassino-ma quando qualcosa di inaspettato accade, il ragazzo è costretto a restare per porsi al servizio di un bene più grande. 

Quella di narrare la storia da due punti di vista completamente diversi è stata davvero una scelta azzeccata, perché ha permesso a noi lettori di conoscere entrambi i mondi da cui i protagonisti provengono, e anche di comprendere meglio le ragioni che stanno dietro le azioni di quest'ultimi. 
Laia è una comune ragazza che si ritrova in una situazione molto più grande di lei, una situazione che non sa come affrontare. Il suo unico obiettivo è salvare suo fratello, e anche se porsi al servizio dei ribelli come potrebbe costarle la vita, Laia accetta comunque una missione-infiltrarsi come serva nel castello e fare la spia-da cui nessuno è mai tornato vivo. Ed è nel castello che il suo destino si intreccia con quello di Elias. La loro relazione, che si sviluppa solo da metà libro in poi, si allontana da qualsiasi stereotipo, ed è probabilmente la cosa che ho apprezzato di più. 

An Ember in the Ashes ha tutti gli elementi di un ottimo fantasy: è appassionante, ha un world-building fantastico e i personaggi sono tutti interessanti e ben costruiti (e, nel corso del libro, si evolvono moltissimo). Inutile dire che non vedo l'ora di scoprire come proseguirà la storia nel prossimo volume!

Difficoltà in lingua-media. Non è una lettura impossibile, ma nemmeno semplicissima, anche perché ambientato in un mondo alternativo, e di conseguenza le descrizioni sono tante e ricche di dettagli.

Recensione The Wrath & The Dawn Renee Ahdieh

Buongiorno, lettori!Sono rientrata dalle vacanze e spero di rimettermi presto in pari con tutto ciò che mi sono persa in questi giorni. Mi dispiace aver postato così poco ma la connessione  nella zona in cui sono stata era pessima e assente il più delle volte, e purtroppo anche qui a casa internet mi sta dando un po' di problemi, infatti penso che non riuscirò a rispondere a commenti/email almeno fino a domani.
Comunque, ho approfittato dell'assenza di internet per leggere e non vedo l'ora di parlarvi delle mie ultime letture!Oggi però vi propongo la recensione di The Wrath and the Dawn, libro letto a giugno che ho adorato!





The Wrath and the Dawn aveva tutte le premesse per diventare uno dei fantasy migliori dell'anno, e nonostante l'abbia letto con aspettative abbastanza alte, non mi ha affatto deluso. Il libro si ispira a "Le mille e una notte", che non ho letto ma che in generale conosco, e considerando il fatto che amo più o meno ogni tipo di retelling, The Wrath and the dawn non poteva proprio sfuggirmi.

Vivrò per vedere il tramonto di domani. Giuro che vivrò per vedere tutti i tramonti necessari. E ti ucciderò. Con le mie stesse mani.


Ambientato nel regno di Khorasan, il libro narra la storia di Shahrzad, una ragazza che si offre volontaria per diventare la sposa del giovane Caliph, Khalid. Il suo vero intento è tuttavia uccidere Khalid, così come lui ha mandato alla morte la migliore amica di Shahrzad e tante altre ragazze prima di lei, tutte spose che non hanno sopravvissuto nemmeno un giorno a corte. Ma Shahrzad invece viene, per qualche ragione, risparmiata da Khalid, la prima notte e anche le successive. A corte Shahrzad scopre che c'è molto di più dietro gli atti orribili che compie il Caliph di quanto pensasse, e realizza che in Khalid potrebbe non esserci il mostro che tutti si aspettano. Ma come farà a portare avanti la missione, come farà a uccidere il Caliph se inizia a provare qualcosa per lui?

Per amore, le persone considerano l'impensabile..e spesso raggiungono l'impossibile.

Inizialmente la trama sembra abbastanza banale e prevedibile, ma proseguendo la lettura si rivela molto complessa e affascinante. Ammetto che mi aspettassi più un libro fantasy e meno un libro romance, ma una volta compreso il vero centro della storia ho adorato il modo in cui si è sviluppata. La relazione che si instaura lentamente tra Shahrzad e Khalid-prima odio, poi intesa, e poi ancora qualcosa che somiglia all'amore-è estremamente realistica e credibile. Il loro amore non è qualcosa di dato ma è al contrario continuamente soggetto a evoluzione e cambia sino alla fine, tant'è che fino all'ultimo capitolo-e anche dopo-ci chiediamo come le cose andranno per i due. 

Ho sempre creduto che un uomo fosse ciò che fa, non ciò che gli altri dicono di lui.

Shahrzad è forse una delle eroine migliori di cui abbia letto negli ultimi tempi. E' furba, è intelligente, sa cosa vuole e come raggiungerlo. E' anche estremamente onesta, con gli altri e con se stessa, e capace di riconoscere sin da subito i suoi sentimenti per il Caliph, pur non abbattendo completamente quella parte di lei che vuole vendicare la sua amica. 
Altro aspetto del libro che ho apprezzato di più è l'ambientazione. Innanzitutto è completamente diversa da qualsiasi cosa abbia mai letto, così esotica e unica e lontana da ciò a cui siamo abituati nei romanzi fantasy. La scrittura dell'autrice, a dir poco meravigliosa, non ha fatto che valorizzarla e farmela amare ancora di più. 

Uniche note negative: avrei voluto vedere maggiormente esplorato il legame tra Shazi e la sua migliore amica, cosa ha reso la loro amicizia tanto forte da rendere Shazi pronta alla morte pur di vendicarla, e avrei anche voluto scoprire di più sull'aspetto fantasy della storia. Il fatto che l'autrice si sia concentrata quasi interamente sul romance non mi ha infastidito, ma mi sarebbe piaciuto sapere altro sulla magia di questo mondo. Inoltre non si è ben capito cosa abbia spinto Khalid a risparmiare Shazi quando lei era essenzialmente ancora una sconosciuta come tutte le altre. Senz'altro non è stata l'unica a tentare di far cambiare idea al Caliph, no?

Oltre a questi piccoli dettagli, ho adorato The Wrath and the Dawn e lo consiglio a tutti coloro che stanno cercando una lettura molto particolare e diversa dal solito. 


Difficoltà in lingua-medio-alta. Non consiglio questo libro a chi ha appena iniziato a leggere in lingua perché le descrizioni sono abbastanza dettagliate e in generale non è semplicissimo seguire la lettura. 

Per maggiori informazioni link a Goodreads & Amazon

Recensione Jackaby William Ritter





Jackaby è stato annunciato come il libro in cui “Doctor Who incontra Sherlock”. Ora non ho mai guardato Doctor Who (imperdonabile lo so, ho intenzione di rimediare), ma adoro Sherlock e un libro con queste premesse non poteva di certo essere ignorato. Non mi ero informata molto sulla trama (anche qui, cover e premessa mi hanno convinta a comprarlo), ma sono rimasta piacevolmente sorpresa. Non so quanto di Doctor Who ci sia in questo libro, ma adesso che l’ho letto lo descriverei davvero come uno “Sherlock dai tratti soprannaturali”. 

"Tutto il mondo è un palcoscenico, dicono, e sembra che io abbia l'unico posto con una visione dietro le quinte."

Jackaby è lo Sherlock della situazione, un investigatore privato estremamente intelligente, ma anche eccentrico e stravagante, dotato di una straordinaria sensibilità, che gli permette di vedere gli esseri soprannaturali che si nascondono in piena vista nel mondo. 
La storia (ambientata nel 1892) è tuttavia narrata da Abigail Rook, una giovane ragazza approdata in New England dopo essersi lasciata indietro l’Europa, e i suoi genitori, e che, alla ricerca di un lavoro e di avventura, arriva alla porta di Jackaby. Diventare l’assistente di un investigatore del supernaturale si rivela un’esperienza tutt’altro che facile, ma rappresenta anche l’avventura che Abigail ha sempre desiderato.

"Ho smesso di pensare a come le cose sembrano agli altri, Abigail Rook. Ti suggerisco di fare lo stesso. Secondo la mia esperienza, generalmente gli altri hanno torto."

Jackaby è una lettura veloce e appassionante, che non puoi fare a meno di adorare. Jackaby è chiaramente ispirato a Sherlock, ma per molti versi si distacca anche da quest’ultimo e ha alcuni tratti originali che me lo hanno fatto apprezzare ancora di più. 
Abigail è una ragazza semplice, ordinaria, ma sin da bambina ha voluto vivere le avventure che il padre le precludeva, e ciò l’ha spinta a viaggiare prima, e lavorare per Jackaby poi. Abigail è una protagonista credibile e molto “umana”, soprattutto se paragonata alle capacità fuori dal comune di Jackaby, ma è capace di superare i propri limiti e affrontare anche le situazioni peggiori con coraggio. 

Non c’è nessuna storia d’amore, e questa scelta è stata probabilmente uno degli aspetti che più ho apprezzato. Al centro della storia c’è il rapporto, non romantico, tra Jackaby e Abigail, e un interesse amoroso che coinvolgeva altri personaggi sarebbe stato inutile, soprattutto considerando la brevità della storia. Il mistero che viene introdotto all’inizio del libro era poi un tantino prevedibile, ma ancora una volta, non penso fosse quello il centro della trama.

Nel complesso Jackaby è decisamente una bella lettura, che cattura e affascina il lettore e che si legge in una giornata o poco più. Consigliatissima ai fan di Sherlock!

Difficoltà di lettura in lingua-medio-bassa. Forse le descrizioni possono rivelarsi un pochino complesse, c’è poi da considerare il fatto che il libro ha ambientazione storica e il linguaggio si adatta all’epoca.



Qui i link Goodreads & Amazon del libro per maggiori informazioni!

Recensione The Paper Magician Trilogy di Charlie N.Holmberg

Buona domenica, lettori!Oggi vi parlo di una serie terminata qualche settimana fa, The Paper Magician di Charlie Holmberg. In realtà ho divorato la trilogia in pochissimi giorni, avevo tutti i libri già nel kindle e la storia (anche se lontana dall'essere perfetta) mi ha appassionato così tanto che ho letto i volumi uno dopo l'altro. Se siete alla ricerca di una serie originale e non troppo impegnativa, The Paper Magician potrebbe rivelarsi la perfetta lettura estiva ;)





The Paper Magician Trilogy 
Charlie N.Holmberg 
Amazon /Goodreads
Data di uscita: 1 settembre 2014 (USA)
Pagine (primo volume): 224
Trama: Ceony Twill arriva al cottage del mago Emery Thane col cuore spezzato. Appena diplomata con il massimo dei voti alla Scuola Tagis Praff, a Ceony è assegnata la specializzazione in magia di carta anche se il suo sogno era controllare il metallo. E una volta legata alla carta, la carta sarà il suo unico materiale...per sempre. Eppure gli incantesimi che Ceony impara con lo strano eppure gentile Thane si rivelano stupefacenti-animare creature di carta, portare storie alla vita, leggere il futuro. E poi una Excisioner, una praticante di magia oscura, invade il cottage e ruba letteralmente il cuore di Thane. Per salvare la sua vita, Ceony è costretta ad affrontare la maga malvagia e iniziare un'avventura che la porterà nelle profondità del cuore di Thane, e che rivelerà la vera anima di quest'ultimo.



My Review

The Paper Magician parte da una premessa a dir poco geniale: un mondo in cui la magia esiste, ma può essere esercitata solo attraverso determinati materiali, come il metallo, il vetro o la carta. 
La magia di carta è quella che, nell'Inghilterra di inizio 900' in cui vive Ceony, viene considerata la più inutile. E proprio perché i maghi di carta sono ormai così pochi, Ceony, una volta diplomatasi dalla scuola di magia, è costretta a scegliere la carta, nonostante il suo desiderio di legarsi al metallo, e a trasferirsi in un luogo sperduto per diventare l'allieva di Emery Thane. Ma qui Ceony scoprirà che la carta è un materiale a dir poco speciale. Piegandola e infondendola di magia, essa si anima e dà vita alle creazioni più uniche e meravigliose. Ma proprio quando Ceony inizia ad accettare il suo destino e ad amare la carta, una donna che pratica magia di sangue attacca il suo maestro e fa l'impensabile: gli strappa, letteralmente, il cuore per poi scappare. E da qui la vita di Ceony viene completamente stravolta: la ragazza decide di provare a salvare la vita del maestro, e ciò la conduce ad un viaggio nel suo cuore (anche qui, in senso letterale), dove incontra ogni ricordo, ogni momento, ogni emozione provata da Thane. 
Questa è in linee generali la trama del primo volume, che poi si sviluppa ulteriormente nel secondo, dove conosciamo meglio questo universo magico alternativo e il modo in cui la magia funziona, e in cui viene approfondita anche la magia del vetro (che riguarda principalmente gli specchi, e che ho apprezzato moltissimo). Nel terzo volume invece abbiamo un bel salto temporale, un altro cattivo da sconfiggere, e la risoluzione finale di ogni vicenda.

La storia aveva moltissimo potenziale, che però non è stato sviluppato al meglio. La serie, nel complesso, mi è piaciuta e anche tanto, ma avrei tanto voluto che la Holmberg avesse reso la trama più complessa, più lunga, e che avesse approfondito maggiormente il mondo da lei creato. Per molti aspetti, la storia mi è sembrata fin troppo semplice, gli eventi trovano una soluzione veloce e il fatto che ogni libro non superasse le 200/250 pagine non ha aiutato.
Ma parlando dei lati positivi, ho adorato l'idea di base, le diverse specializzazioni di ogni mago, e le creazioni di carta che incontriamo nei diversi capitoli (la mia preferita?il cagnolino che Thane crea per Ceony, e che Ceony ripiega in borsetta ogni volta che ne ha bisogno).
Ceony come protagonista mi è piaciuta abbastanza, all'inizio il suo comportamento può infastidire ma col progredire della storia, scopriamo di più sulla sua vita, sul suo passato, ed emerge un altro lato di lei che non si può non apprezzare. Emery Thane è un insegnante un po' eccentrico ma a dir poco grandioso a ciò che fa, e ha anche un passato oscuro che si va poi a legare agli eventi della serie. 

Ho adorato il fatto che il romance sia appena accennato nel primo volume e sviluppato meglio, ma sempre come elemento non centrale, negli altri libri. La storia d'amore mi è piaciuta, soprattutto nel secondo e terzo volume, ma nel primo mi ha lasciata un po' perplessa. Non avevo letto bene la trama e i primi capitoli del libro mi hanno fatto pensare che la relazione tra Ceony ed Thane non fosse altro che uno di quei classici rapporti insegnante-discepolo, e che Ceony avrebbe avuto un altro interesse amoroso. Scoprire che Ceony, in modo così improvviso, inizia a provare dei sentimenti per Thane mi ha abbastanza infastidito, anche se nei seguiti ho finito per adorare il loro rapporto.

Rating The Paper Magician-3.5 stelline
Rating The Glass Magician-4 stelline
Rating The Master Magician-3,5 stelline

Difficoltà di lettura in lingua-bassa. Lo stile è molto semplice, quindi ottimo per iniziare a leggere in lingua, ma ci sono delle scene che scorrono lente (soprattutto nel primo volume).

Recensione Impulse e Perfect Ellen Hopkins

Buon sabato, lettori!Oggi vi parlo di due libri scritti da Ellen Hopkins (l'autrice del meraviglioso Crank. Cronaca di una dipendenza), appartenenti alla stessa serie ma totalmente indipendenti tra loro: Impulse e Perfect. Ho letto il primo l'anno scorso e il secondo all'inizio di quest'anno, li ho adorati entrambi e ho trovato lo stile della Hopkins migliorato moltissimo rispetto a Crank, quindi consiglio a  chiunque se la cavi con l'inglese di dare una possibilità a questa fantastica autrice!Non ho inserito trama e dati del libro perché si tratta di due storie diverse e non potevo mettere solo l'una o solo l'altra (di entrambe poi vi parlo già nella recensione), quindi vi rimando alle due pagine Goodreads (qui e qui) per ulteriori informazioni!




My Review

La cosa che rende unici i libri della Hopkins è sicuramente il suo stile. Ogni pagina dei suoi romanzi è scritta in versi, quasi come una poesia ma non proprio. Ogni parola è scelta in modo estremamente accurato e ha sempre più di un significato. Ciò che amo di più della scrittura della Hopkins è che per cogliere davvero ciò che vuole trasmetterti non basta fermarsi a una lettura veloce: le parole usate, la loro disposizione, le loro ripetizioni, gli spazi vuoti...ogni elemento viene messo insieme per dare al lettore un'esperienza sempre più diretta, intensa e concreta della storia.

Tre 
strade separate
si intersecano in un posto
dove nessuna persona sana di mente
vorrebbe mai andare.
Tre
persone, senza niente
in comune 
se non l'età, la vicinanza,
e il desiderio di morire.

Impulse si concentra su tre adolescenti che hanno cercato di suicidarsi. Tony, Vanessa e Connor si trovano al centro di Aspen Springs per guarire ed affrontare ciò che li ha spinti a tentare il suicidio, e durante la terapia i tre stringono un'amicizia che li lega sempre di più, fino a quando non sono costretti a scegliere di nuovo tra la vita e la morte. "A quale impulso si arrendersi?Quale scelta fare?" sono le due domande su cui si incentra l'intero libro e a cui i tre ragazzi cercano di dare disperatamente una risposta.

Finto
è ciò che sei
se decidi di cambiare
il tuo essere imperfetto?

Perfect narra la storia di 4 ragazzi che hanno in comune il bisogno di diventare perfetti, per se stessi, per le loro famiglie o per i loro amici. Tutti i personaggi si trovano davanti a una situazione difficile e oltre a dover fare i conti con la realtà esterna devono anche affrontare i demoni interiori che minacciano di distruggerli. Sin dalla prima pagina è chiaro il messaggio della Hopkins: la perfezione è un'illusione, e perdere se stessi, la propria identità, per qualcosa che nemmeno esiste è proprio ciò che fanno Kendra, Cara, Sean e Andre, ognuno per motivi diversi.

Un'altra cosa che amo della Hopkins è il modo in cui riesce a trattare temi difficili e delicati in modo così semplice eppure efficace, senza mai cadere nel banale e senza mai fare ciò che il lettore si aspetta. Come tutti i suoi libri, Impulse e Perfect sono due storie realistiche, dove il lettore viene messo di fronte alla realtà dei fatti e in cui non c'è nessun finale "felice" nel vero senso della parola. Alla fine dei suoi libri c'è speranza, ma c'è anche verità: la Hopkins scrive per diffondere dei messaggi e non solo per intrattenere. 

I miei ricordi più felici non trovano posto nel passato. 
Sono ricordi che devo ancora creare.

Impulse e Perfect sono sostanzialmente indipendenti tra loro (si può leggere anche solo il primo e viceversa), ma sono anche legate da un sottile filo e leggere le due storie in ordine sarebbe l'ideale, anche se io stessa ho preferito Perfect a Impulse. Ho trovato infatti un po' più difficile riuscire a comprendere e identificarmi con le storie di Impulse, forse perché si tratta di situazioni molto estreme rispetto a Perfect, che oltre a tematiche altrettanto difficili tratta anche argomenti con cui ogni ragazzo, chi più chi meno, ha avuto a che fare.
Consiglio entrambi i libri a chi è fan della Hopkins e dei romanzi in versi, ma anche a chi vorrebbe iniziare qualcosa dell'autrice e non sa da dove iniziare!



Difficoltà in lingua-molto bassa. La storia è narrata in versi, ma le parole usate sono semplici e chiunque abbia una conoscenza base dell'inglese non dovrebbe avere problemi!






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