Visualizzazione post con etichetta 2.5 stelline. Mostra tutti i post

Recensione Wink Poppy Midnight April Tucholke




Nel momento in cui guardi nell'oscurità, l'oscurità guarda dentro di te.

Wink, Poppy e Midnight sono i tre protagonisti della storia. C'è Wink, semplice e buona, che ama i libri e le storie di eroi. C'è Poppy, bellissima quanto crudele. E infine c'è Midnight, ordinario, e insicuro, stanco di Poppy e insicuro su Wink. Uno di loro è il cattivo e uno di loro è l'eroe. Uno di loro mente.

Mini-reviews-Il Miniaturista, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Ugly Love


Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo un post un po' diverso dal solito, un insieme di mini-pareri di libri che ho letto ormai da mesi, ma di cui non sono mai riuscita a scrivere le recensioni complete. Si tratta di tre titoli che ho letto tra la fine del 2015 e l'inizio dell'anno nuovo, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Il miniaturista, e Ugly Love della Hoover ^^



Recensione Un'inquietante simmetria Audrey Niffenegger


The Time Traveler’s Wife è stato una delle migliori letture dell’anno scorso e probabilmente uno dei miei libri preferiti di sempre. Dopo averlo finito, ho deciso che prima o poi avrei letto tutto della Niffenegger. Poi ho scoperto che in realtà non aveva scritto molto, se non qualche racconto e Un’inquietante simmetria, il suo libro meno conosciuto e non molto amato che ha ricevuto recensioni negative sin dalla sua uscita. Delusione assicurata?Un po’ si e un po’ no. Non mi aspettavo mi piacesse, e seguendo i consigli di chi l’ha già letto, ho cercato di iniziarlo con una mente aperta.  Sorprendentemente, i primi capitoli promettevano bene. Poi la storia è precipitata, e né la meravigliosa scrittura della Niffenegger, né l’ambientazione particolarissima e interessante, sono riusciti a salvarla.

La trama si incentra su due gemelle, Julia e Valentina. Profondamente legate, quasi in modo morboso, fanno qualsiasi cosa insieme e non riescono a vivere lontane. Quando, dall’Inghilterra, arriva la notizia della morte della zia Elspeth, anch’essa gemella della madre di Julia e Valentina, per le due sorelle cambia tutto. Elspeth ha lasciato loro ogni cosa, appartamento al centro di Londra compreso. Ma prima di venderlo, le gemelle dovranno vivere un anno lì, senza i genitori. 
A Londra scopriranno che Elspeth non se ne è andata ancora del tutto. Il suo fantasma si aggira per la casa, incapace di lasciare l’appartamento. Al piano di sotto, il suo compagno soffre terribilmente per la sua morte. Al piano di sopra, un uomo di mezza età combatte contro un disturbo che ha costretto perfino sua moglie a lasciarlo. Le vite di questi personaggi si intrecciano con quella delle gemelle, tanto da cambiare radicalmente tutto ciò in cui queste hanno sempre creduto.


Potremmo dire che il filo conduttore del libro è l’egoismo, un egoismo che caratterizza, chi più chi meno, ogni personaggio e che li conduce a compiere azioni estreme, disperate, crudeli. Ma il problema principale del libro non sono i personaggi, difficili da comprendere e da apprezzare, ma l’illogicità che regola gli avvenimenti e le scene troppo irrealistiche, troppo innaturali per risultare credibili, anche in un contesto paranormal.

Per la prima metà del libro era disposta ad accettare l’assurdità e la stranezza delle varie situazioni, ma nei capitoli successivi la storia è caduta nel ridicolo, e anche se il colpo di scena nelle ultime pagine mi ha sorpreso e per certi versi mi è anche piaciuto, il modo in cui ci si è arrivati mi ha impedito di apprezzare il libro come avrei voluto. 
Ci sono poi tante altre cose che non mi hanno convinto: l’attrazione improvvisa tra Valentina e Robert, il compagno di Elspeth; la decisione assurda che Valentina compie per vivere libera dalla sorella; i personaggi che finiscono per assecondarla, e ancora, le reazioni innaturali dei genitori delle gemelle a ciò che accade. 


Qualche elemento positivo però c’è, partendo dalla scrittura della Niffenegger. Penso sia stato grazie al suo stile che ho finito il libro in pochi giorni, grazie al suo stile che ho continuato a voltare pagina anche nei momenti più lenti e noiosi (e ce ne sono parecchi). A differenza dell’altro suo libro, in Un’Inquietante simmetria la scrittura dell’autrice è molto più cupa, pur rimanendo sempre elegante e dettagliata, e dà un’aria tormentata e a tratti inquietante all’intera storia. Altro aspetto del libro che mi è piaciuto moltissimo è stata l’ambientazione. L’autrice ha lavorato personalmente all’Highgate Cemetery per usarlo poi come ambientazione, e l’impegno che ha messo nella sua ricerca si nota in ogni descrizione, sempre ricca e dettagliata, che troviamo nel libro.

Penso che, per apprezzare questo libro, si deve semplicemente abbandonare ogni logica e seguire le premesse che la Niffenegger pone all’inizio. Per me tuttavia accettare alcune scelte dell’autrice si è rivelato più difficile di quanto mi aspettassi, e anche se non l’ho completamente odiato, Un’inquietante simmetria non è nemmeno riuscito a convincermi del tutto. 


Difficoltà di lettura in lingua-alta. Lo stile della Niffenegger è molto particolare, e in più il libro è abbastanza lungo (500 pagine circa), quindi non lo consiglio per le prime letture.

Recensione The Haunting of Sunshine Girl Paige McKenzie

The Haunting of Sunshine Girl
Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo di una lettura per certi versi un po' deludente, The Haunting of Sunshine Girl di Paige McKenzie. Questo libro mi ispirava moltissimo, la trama sembrava cosi interessante e in generale pensavo si rivelasse qualcosa a metà tra The Girl from the well e Mara Dyer...e mi sbagliavo completamente xD Si tratta di una storia carina si, a tratti anche inquietante, ma alla fine non è riuscita conquistarmi.



Prima di leggere il libro avevo letto qualcosa sul fatto che si basasse su un canale Youtube, ma non mi ero informata più di tanto e anche ora che ho terminato la lettura non ho ben capito in cosa consista la web series di Paige McKenzie. Comunque, le due storie dovrebbero essere completamente indipendenti e sembra che l'autrice abbia ripreso solo il titolo del libro dal suo canale. 
Ho visto un paio di video dal canale di Paige e la sua web series sembra molto carina e lei è di certo simpaticissima, ma il suo primo libro, The Haunting of Sunshine Girl, non è proprio riuscito a prendermi nonostante le premesse cosi interessanti e originali.

Sunshine si trasferisce in una nuova città insieme alla madre. Sin da subito si accorge che c'è qualcosa che non va nella nuova casa che sua madre ha scelto. Strani rumori, sussurri, ombre e oggetti che si muovono...Sunshine inizia ad indagare sul passato della casa e coinvolge nella ricerca anche Nolan, compagno di scuola estremamente interessato al mondo paranormale. 
Presto i due scopriranno che nella casa si annida qualcosa di più oscuro e molto più pericoloso di un semplice fantasma. Sunshine potrebbe essere la chiave di tutto, ma riuscirà a salvare sua madre, e Nolan, in tempo?


Come trama non è originalissima, ma le prime pagine erano interessanti e inquietanti al punto giusto, almeno fino a quando la protagonista non ha scoperto "la verità". Da lì la storia è diventata estremamente banale, fino al finale, che è ovviamente terminato con un cliffhanger che lascia praticamente tutto in sospeso.



Nel complesso si tratta di un libro carino, scritto anche abbastanza bene, e probabilmente qualche anno fa mi sarebbe piaciuto moltissimo, ma adesso?Lo trovo una storia piacevole e veloce da leggere, ma che non è riuscita a distinguersi più di tanto dagli altri young adults in circolazione. 



Difficoltà di lettura in lingua: bassa
Lo stile è semplice e scorrevole, il libro in sé è molto corto, e si legge tranquillamente in una giornata.

Recensione Opal Jennifer L.Armentrout

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo una mini-recensione di Opal della Armentrout!Mini perché non ho molto da dire, il libro mi è piaciuto e non, cosa che mi ha sorpreso avendo amato i primi due volumi della saga. E' anche vero però che sto passando una "fase" in cui nessun libro della Armentrout sembra più ispirarmi particolarmente. In ogni caso, ecco il mio brevissimo pensiero su Opal!


Titolo: Opal
Autore: Jennifer L.Armentrout
Editore: Giunti
Pagine: 384
Trama:
Daemon e Katy, Katy e Daemon... Ostacolato da tutti, represso, negato, il legame proibito tra la timida studentessa e il misterioso alieno è ogni giorno più potente, inscindibile e rischioso. Il dipartimento della difesa li teme e li spia in ogni momento, ma soprattutto tiene in pugno tutti coloro che amano. Nel disperato tentativo di combattere l'organizzazione segreta che studia e tortura gli ibridi, Katy diventa sempre più consapevole degli straordinari poteri che ha acquisito attraverso la connessione aliena con Daemon: non è più la ragazza ingenua e impacciata di qualche anno prima, ed è pronta a tutto pur di ottenere verità e giustizia. Ma riuscirà a proteggere la sua famiglia e quella di Daemon dalle oscure minacce che incombono su di loro? Quando anche gli amici più stretti si rivelano dei traditori, ogni certezza sembra svanire, ma Daemon e Katy non sono disposti a fermarsi: nemmeno se la lotta dovesse travolgere i loro mondi in modo devastante.


Ho adorato Obsidian e anche di più Onyx. Anche se la serie di Lux non ha mai raggiunto i livelli di quella Covenant, ho sempre trovato la storia di Katy e Daemon appassionante e ben costruita, fino ad Opal. Non so bene cosa sia successo, ma questo terzo volume mi ha abbastanza deluso. Sarà che non leggo la saga di Lux dal 2012, sarà che i romanzi della Armentrout non riescono a entusiasmarmi come una volta, sarà anche che Opal rappresenta chiaramente un volume di transizione, ma non mi è affatto piaciuto e più ci penso più realizzo quanti aspetti del libro non mi abbiano convinta. 

Per  maggior parte del tempo mi è sembrato che in Opal niente stesse accadendo. In breve c'è stato troppo romance, troppa introspezione, e troppo poca azione. 
Con il finale la storia si è abbastanza ripresa, ma anche le ultime pagine mi hanno lasciato con la sensazione che si stessero ripetendo ancora e ancora gli avvenimenti del secondo libro.

Quel poco di trama presente mi è apparsa troppo scontata e banale, e il finale era facilmente prevedibile nonostante sia stato presentato come questo enorme cliffhanger sconvolgente. Non mi è difficile immaginare nemmeno cosa succederà in Origin e sinceramente non so nemmeno se lo leggerò o meno.

I personaggi sono cambiati moltissimo, almeno da come li ricordavo. La Katy che avevo tanto amato in Obsidian sembra ormai essere scomparsa e aver lasciato il posto a una ragazza piena di insicurezze ma che allo stesso tempo vuole dimostrare a tutti i costi di poter combattere e sconfiggere il nemico. Dee è a tratti insopportabile, e se da un lato capisco il suo dolore e il tentativo della Armentrout di renderla umana e realistica, dall'altro la sua testardaggine e il comportamento che assume nei confronti di Katy mi ha dato sui nervi.
Nemmeno Daemon è riuscito a convincermi pienamente. Tecnicamente l'amore per Katy lo ha reso migliore, ma allo stesso tempo ha perso tutto il fascino che lo caratterizzava nel primo e nel secondo volume. E per quanto riguarda Blake, è come se avessi assistito al ripetersi della sua storyline in Onyx. Troppo prevedibile, troppo scontato.

Avevo inizialmente pensato di dare a Opal 3 stelline, ma alla fine ho deciso per le 2.5. Troppi elementi non mi hanno convinto. Spero davvero che la Armentrout abbia fatto un lavoro migliore con Origin, se deciderò di leggerlo.


Recensione The 100 Kass Morgan


Buongiorno, lettori!Mi dispiace essere stata un po' assente ieri (avrei voluto recuperare con il BLP, ma non ne ho avuto proprio il tempo), oggi però vi propongo una nuova recensione (sto finalmente recuperando, ne ho scritte 4 su 9!) che vi prometto da tanto tempo, quella di The 100 di Kass Morgan!Ci ho messo un po' a scriverla perché, beh, non sapevo davvero cosa dire. Mi aspettavo di peggio, viste le recensioni, ma comunque non mi è piaciuto e ho trovato la serie tv cento volte più bella. Quindi, se la storia vi interessa, vi consiglierei di guardare la serie e lasciar completamente perdere il libro ;)



Avendo seguito la prima stagione della serie tv in primavera, avevo ancora ben in mente la storia e, anche se avevo letto quanto il libro fosse diverso, non ero preparata al cambiamento radicale che mi sono trovata davanti leggendo The 100. Ammetto che questo ha influito abbastanza sul mio giudizio, ma in generale ho trovato il libro abbastanza banale e inconcludente. Come cosi tante volte succede nei libri YA, The 100 aveva buonissime premesse, ma lo sviluppo è stato davvero dei peggiori: personaggi insipidi e senza profondità, trama che non va da nessuna parte, quattro punti di vista di cui almeno due erano inutili e un triangolo amoroso che poteva essere evitato.

In realtà, il libro è partito abbastanza bene. Per un paio di capitoli ho anche pensato che mi sarei ricreduta e che la Morgan mi avrebbe sorpresa. La scrittura era buona e la trama di base, nonostante la conoscessi già, era estremamente interessante ed ero curiosissima di vedere come sarebbe stata sviluppata. Il problema?Non è stata sviluppata affatto.

Assistiamo alla spedizione di questi ragazzi sulla terra e al loro atterraggio. Dopo di che non succede essenzialmente niente per tutto il resto del libro. Quando sono arrivata alle 100 pagine (sulle 150 che la mia galley aveva), non facevo altro che aspettare che qualcosa accadesse. Qualunque cosa. E invece niente, fino alla fine che tra l'altro non è stata nemmeno una vera e propria fine, considerando che il libro si interrompe cosi, da un momento all'altro, e lascia tutto, ma davvero tutto, in sospeso. 

Altro grosso problema sono stati i 4 punti di vista. Due settimane fa vi ho parlato di come Sandy Hall era stata brava a gestire 14 Povs tutti insieme e a far si che non influissero troppo sulla storia principale. La Morgan invece non è riuscita a gestirne nemmeno uno, di punto di vista. Oltre a non essere molto diversi l'uno dall'altro (tranne forse quello di Bellamy, che aveva un po' più di carattere), sono fin troppo confusi e ci danno poche informazioni utili alla trama. 

Clarke, la protagonista principale, è indipendente e forte ma non sono proprio riuscita a sopportare il triangolo amoroso in cui è coinvolta. Come ho detto poteva essere certamente evitato, ha occupato cosi tanto spazio nella trama, spazio che poteva essere usato per la trama principale o l'approfondimento dei personaggi.

Wells l'ho trovato abbastanza inutile, mentre Bellamy era il personaggio più interessante ma il coinvolgimento nel triangolo amoroso secondo me l'ha rovinato completamente.
E infine c'è Glass, l'unico personaggio che non si trova sulla terra ma che è stato senz'altro il migliore sia per approfondimento che per storia personale.


Oltre ai personaggi, l'ambientazione è un altro aspetto sviluppato poco e niente. Abbiamo una descrizione all'inizio e delle brevi righe dedicate ai boschi intorno all'accampamento, ma per il resto non si capisce bene se l'aspetto della terra è rimasto invariato o se qualcosa è cambiato. Diciamo che i personaggi sono troppo impegnati ad appartarsi o a litigare tra loro per notarlo.

Tornando al libro, ho iniziato la recensione con l'intenzione di dare una valutazione complessiva abbastanza positiva, ma adesso non riesco a dargli più di 2 stelline e mezzo. Un vero peccato perché le premesse per una bella storia c'erano tutte. Come ho detto all'inizio del post se l'idea di base vi interessa guardate direttamente la serie tv. Se come me avete seguito il telefilm non vi consiglio di leggere il libro, ne rimarreste sicuramente delusi.

2,5 stelline

Difficoltà di lingua: abbastanza semplice, tuttavia i diversi punti di vista e i continui flashback potrebbero confondervi.




Recensione Con te sarà diverso di Jessica Sorensen

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo finalmente la recensione di Con te sarà diverso di Jessica Sorensen!
Avrei davvero voluto amare questo libro, soprattutto considerando i tantissimi pareri positivi che ho sentito sulla Sorensen, ma purtroppo non è stato cosi. Sembra che con i New Adult ultimamente non me ne vada bene una, ma ora confido molto in I cento colori del blu che mi incuriosisce tantissimo (e che spero non mi deluderà).
Intanto ecco il mio pensiero, un po' positivo, un po' negativo, di The Coincidence of Callie & Kayden!Scrivere questa recensione è stato abbastanza difficile perché non sono ancora riuscita a farmi un'idea chiara sul libro. Oggettivamente è una storia carina, ed è probabile che se l'avessi letto in un altro periodo mi sarebbe anche piaciuto molto. Ma ora come ora ho trovato troppi elementi (che magari ho anche tralasciato in precedenza con altri libri) che non mi hanno convinta.

The Coincidence of Callie & Kayden (The Coincidence, #1)



Titolo: The coincidence of Callie & Kayden (Con te sarà diverso)
Autore: Jessica Sorensen
Pagine: 283
Data di uscita (USA): 13 dicembre 2012
Trama:
A volte capita di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. A volte capita che non ci sia nessuno lì a salvarti. E a volte capita di fare incontri che ti cambiano per sempre.Callie non ha mai creduto troppo nel destino, ma di certo la fortuna non era al suo fianco il giorno del suo dodicesimo compleanno, quando ha perso per sempre la sua innocenza. Da allora, Callie ha deciso di chiudersi in se stessa per non permettere più a nessuno di farle del male. Ma, nonostante siano ormai passati sei anni da quel terribile giorno, il suo doloroso passato la ossessiona ancora. Per Kayden, invece, la fortuna è riuscire ad arrivare a fine giornata senza scatenare la violenza di suo padre. Soffrire in silenzio è l’unico modo che conosce per sopravvivere. Ma una notte un terribile errore lo porta a sfiorare la morte, finché un angelo di nome Callie non accorre a salvarlo. Da quel momento Kayden sente che non avrà pace finché non avrà ritrovato quella bellissima ragazza che ha cambiato il suo destino. È convinto che Callie sia entrata nella sua vita per una ragione precisa. Forse anche lei ha bisogno di essere salvata…



Sono passate settimane dalla sua lettura, ma non sono ancora riuscita a capire cosa penso esattamente di The Coincidence of Callie & Kayden.
Con te sarà diverso (The Coincidence, #1)Nel complesso posso affermare che si, il libro mi è piaciuto, ma dall'altro lato non è riuscito a conquistarmi come speravo. Forse perché le mie aspettative erano troppo alte, o forse perché prima di leggerlo mi ero fatta un'idea completamente diversa della storia, ma sta di fatto che la lettura di The Coincidence of Callie & Kayden è stata più o meno piacevole...ma non meravigliosa come invece speravo.

Ciò che non mi è piaciuto affatto del libro è forse il fatto che l'autrice non abbia fatto altro che utilizzare stereotipi e cliché (neanche tanto bene), dall'inizio alla fine.
La protagonista del libro è Callie, e nel primo capitolo la vediamo come una ragazza dal passato oscuro e doloroso che, chiusa in se stessa, si isola da tutto e da tutti. Ciò che Callie desidera più di tutto è andarsene dalla sua città, dove viene costantemente presa in giro e considerata pazza. Con un salto temporale di un paio di mesi ci ritroviamo davanti a una Callie, trasferitasi all'università, più sicura, più aperta, ma che è ancora tormentata dai suoi demoni interiori. Al college Callie incontra quello che diventerà il suo migliore amico, Seth, un ragazzo che ha passato un'adolescenza difficile. Ma si ritroverà davanti anche vecchie conoscenze, tra cui Kayden, il ragazzo della sua città che lei ha salvato una notte di qualche mese prima.

Il problema principale del libro è, almeno per me, il fatto che l'autrice abbia voluto affrontare tante, troppe, tematiche molto forti e difficili, e probabilmente il fatto che abbia incontrato già molti libri NA con argomenti e trame quasi identiche non aiuta molto. E' possibile che ogni singolo personaggio abbia un passato doloroso e problematico?Mi sembra che ormai se nei New Adult se i protagonisti non sono stati abusati/stuprati/maltrattati da piccoli allora non possono considerarsi veri protagonisti.
The Redemption of Callie & Kayden (The Coincidence, #2)Più leggo libro di questo genere, più ho l'impressione che gli autori stiano sfruttando in modo eccessivo queste tematiche, e riproporle senza nemmeno qualche elemento di originalità e novità non fa che peggiorare la situazione.
Durante la lettura, ho avuto più volte la sensazione di aver già letto quella determinata scena o passo. E questo la dice lunga sul libro.
Altra cosa che non mi è piaciuta per niente è stato il modo in cui l'autrice ci ha presentato il personaggio di Daisy, ex-fidanzata di Kayden. Insomma, lo stereotipo (l'ennesimo) della bionda senza cervello come scusa per trattarla come spazzatura regge fino a un certo punto. E il fatto che sia bionda e senza cervello non significa che non provi emozioni e che non sia umana.


Per il resto, il libro si legge davvero molto velocemente, non si fa che passare da un evento tragico ad un altro fino alla fine, e che non si può nemmeno considerare un vero finale in quanto la storia si interrompe di punto in bianco. Per quanto sia curiosa di sapere come proseguirà la storia, non penso leggerò il seguito.

Ora che ne ho scritto la recensione mi sono accorta che il mio parere originariamente di tre stelline è più negativo che positivo, e che nonostante l'abbia iniziato con tutte le buone intenzioni possibili, Con te sarà diverso non è proprio riuscito a conquistarmi.


Recensione The Selection Kiera Cass

Titolo: The Selection
Autore: Kiera Cass

Editore: Harper Teen
Trama(tradotta da me)
Per trentacinque ragazze,la Selezione è l'opportunità della vita.
La giusta occasione per sfuggire da un orribile esistenza prefissata dalla nascita.
Per essere trascinate in un mondo di abiti scintillanti e gioielli di inestimabile valore. Per vivere nel palazzo e competere per il cuore dello splendido principe Maxon.
Ma per America Singer, essere selezionata Ã¨ un incuboSignifica voltare le spalle al suo amore segreto con Aspen, il quale appartiene ad una classe sociale povera.
Lasciare la sua casa per entrare in una concorrenza feroce per una corona che non vuoleVivere in un palazzo che Ã¨ costantemente minacciato da violenti attacchi dei ribelli
Poi America incontra il principe MaxonA poco a poco, comincia a mettere in discussione tutti i piani che si era costruita, e si rende conto che la vita che ha sempre sognato non può assomigliare ad un futuro che non aveva mai immaginato.  



Quando, due giorni fa, ho iniziato The Selection piena di entusiasmo e aspettative, ero sicura che non mi avrebbe deluso. Ed ora eccomi qui, due giorni dopo, a scrivere forse la più difficile recensione della mia vita.

Aspettavo da mesi l'uscita di questo libro, e quando ho potuto finalmente averlo tra le mani, non vedevo l'ora di poterlo iniziare con calma.
Le uniche cose che sapevo al riguardo erano che aveva un titolo originale, una cover magnifica e una trama molto interessante. 
Ho cominciato il libro con eccitazione ed entusiasmo, che però è andato scemando capitolo dopo capitolo, e mi sono ritrovata alla pagina dei ringraziamenti piena di domande senza risposte, delusione e rabbia.

Nella società in cui vive America Singer, La Selezione è ciò a cui ogni ogni ragazza aspira. Essere scelti per andare a competere con altre 34 ragazze per conquistare il cuore di un meraviglioso principe è un sogno che diventa realtà. 
Ma non per America, che è decisa a tutti i costi a non iscriversi alla lotteria per la Selezione, anche se questo potrebbe aiutare molto la sua famiglia, che appartiene a una casta povera. 

Ma quando viene scelta, è obbligata ad abbandonare la sua famiglia, il suo ragazzo, e tutto ciò a cui tiene per andare a vivere con 34 sconosciute che cercano a tutti i costi di diventare principesse. 
Poi incontra il principe Maxon. Tra i due si instaura una grande amicizia che ben presto diventa qualcosa in più...

La trama non è affatto male. E poi è cosi facile farsi abbindolare da quella cover, non sono proprio riuscita a non prenderlo e non leggerlo!
Ma vediamo tutte le cose che mi hanno fatto odiare questo libro, che sono tantissime!

Innanzitutto, ci sono i nomi dei personaggi. Sembra una cosa stupida lo so, ma dopo che avrete finito di leggere questo paragrafo sono sicura che rimarrete sconvolti. 
Partiamo dalla protagonista, che si chiama America Singer. E indovinate qual'è il suo lavoro?Cantare!
Ma andiamo avanti con gli altri personaggi. Il ragazzo di America si chiama Aspen!Esatto, come la cittadina del Colorado, e secondo il dizionario, Aspen significherebbe anche pioppo!

Due delle 34 ragazze selezionate inoltre si chiamano Tuesday e Tiny!Insomma, Martedi e Minuta?Cos'è preso all'autrice?Voleva forse imitare gli assurdi nomi dei personaggi di Hunger Games?
Ma se con la serie della Collins quei nomi funzionavano, evidenziando l'assurdità della società, in The Selection fanno solo sembrare i personaggi stupidi!

E poi ci sono i personaggi veri e propri. America è forse una delle peggiori protagoniste che abbia mai incontrato!E' cosi egoista e irritante, e l'autrice vuole farla sembrare divertente, speciale e beh, perfetta!Quando invece è ovvio che non lo è!

Un piccolo esempio?Il suo rapporto con le domestiche che si occupano di lei durante la Selezione!
Prima continua a ripetere che sono inferiori e che la loro vita gira tutto intorno a lei, e poi al momento del pericolo le "salva" per cosi dire, portandole al sicuro. Il fatto è, che non appena raggiungono il posto in questione, ricomincia a dare ordini a destra e a manca.

E vogliamo parlare di Aspen?Lui è una casta sotto di lei, e la loro è una storia segreta, visto che la famiglia di America è decisa a farle sposare qualche ragazzo ricco e benestante.
Cosi è America che aiuta Aspen, portandogli di tanto in tanto del cibo nel loro nascondiglio segreto. E cosa fa lui?Invece di essere grato per l'aiuto, rompe con lei perché "è lui che dovrebbe prendersi cura di lei", e la lascia improvvisamente. 
Poi però ci ripensa e va a lavorare negli alloggi di America per farsi perdonare e per riconquistarla. Che razza di comportamento è?

Maxon poi è anche peggio. Il classico principe buono, gentile e innamorato. Avrebbe potuto anche funzionare, se l'autrice non l'avesse reso cosi stupido!Non sono riuscita a provare nemmeno un pò di simpatia per lui, come per tutti gli altri personaggi d'altronde!

Ed ora arriviamo alla nota più dolente. La società e il mondo descritto dall'autrice. 
Non ho mai letto un libro costruito cosi male da questo punto di vista. L'unico elemento distopico sono le caste in cui è divisa la popolazione e gli occasionali accenni alla povertà e alla mancanza di make-up.

E l'autrice si contraddice più volte. La famiglia di America appartiene alla quinta casta, ovvero quella degli artisti, che non è ricchissima e che affronta spesso problemi economici. 
Ora, come può una famiglia che d'inverno muore quasi di fame avere un frigo, una TV, e i popcorn??
E come può America avere una camera tutta sua?In più, lei e i suoi fratelli sono stati educati a casa, e America ha imparato a parlare due lingue straniere!E' forse realistico?

Oltre a questo poi, non ci viene data nessuna spiegazione su questo mondo se non per una breve lezione ei storia che le ragazze seguono durante la Selezione. Dopo la terza e la quarta guerra mondiale, la Cina invade gli Stati Uniti, e poi anche la Russia. L'america si trova tra queste due grandi potenze e poi dal nulla appare questo tizio, Gregory Illéa, che riunifica gli Stati Uniti, dando vita al grande stato dell'Illéa.

Perché la Cina e la Russia avrebbero dovuto invadere l'America?Chi è Gregory Illéa e cos'ha fatto per riappacificare i vari paesi?Queste sono le cose di cui volevo leggere!

Il finale poi non mi è piaciuto per niente. Ad un certo punto mi sono ritrovata con questa frase "Fine del primo libro" e con i ringraziamenti dell'autrice!Dico già da ora che non comprerò il seguito!!

Il mio voto è di 2 stelline e mezzo, purtroppo!Non fatevi ingannare dalla copertina e dalla trama, cari lettori, The Selection è forse uno dei peggiori libri dell'anno, assolutamente sconsigliato!!

Recensione Dreamless Josephine Angelini

Titolo: Dreamless. Nell'Aldilà ogni notte è per sempre.
Autore: Josephine Angelini
Editore: Giunti Y
Trama:
Non ci sono più sogni per Helen, ogni volta che si addormenta è costretta a raggiungere l’aldilà. È la prescelta, colei che dovrà discendere agli Inferi e superare prove indicibili per trovare le Furie, liberarle dalla loro ira e rompere il ciclo di faide tra le Case. In più ogni mattina, quando si risveglia ferita e provata, non trova tregua: deve allenarsi duramente per controllare i suoi poteri e, come se non bastasse, andare a scuola. Sempre più spossata e sofferente, non ha nessuna spalla su cui piangere. Perfino Lucas, diventato freddo e ostile, la respinge. Ma è proprio quando ogni speranza sembra perduta, durante una delle sue estenuanti discese agli Inferi, che Helen si imbatte in Orion, un semi-dio bello come il sole, capace di far tremare la terra oltre che il suo cuore. Divisa fra l’attrazione per il nuovo pretendente e l’amore impossibile per il cugino, Helen si trova a sfidare i suoi limiti e le sue paure. È in gioco il destino dell’umanità intera. Ancora più intrigante di Starcrossed, Dreamless è un romanzo intenso, dark, sexy e pieno di azione.




*Attenzione spoiler*

Con Dreamless, speravo con tutto il cuore in un miglioramento della serie, e le positivissime recensioni lette non hanno fatto che alimentare le mie aspettative, che sono cresciute tantissimo, ma che sono state terribilmente deluse, un'altra volta.
Insomma, non mi aspettavo di certo un capolavoro di letteratura, ma una lettura carina e appassionante si!

Un miglioramento rispetto a Starcrossed c'è stato sicuramente, e tutta l'idea dei discendenti e semidei è davvero geniale,  oltre ad esser stata sviluppata davvero bene, lo stile dell'autrice poi non è per niente pesante o troppo ricercato, ed è quindi di facile lettura!
E allora qual'è il problema con questo libro?Qual'è l'elemento che l'ha rovinato e mi ha portato a dargli un voto cosi basso?
I personaggi, e ovviamente, l'odioso triangolo amoroso creato inutilmente dall'autrice!

Partiamo con i personaggi.
Helen. Lei è una delle eroine più insopportabili che abbia mai incontrato. Nel primo libro non era tanto male, ma in questo è stata davvero odiosa!
Voglio dire, l'autrice l'ha rimpizzata di doni e abilità speciali: super velocità, capacità di lanciare fulmini e di volare, una collana che la rende immune ad ogni arma, e la possibilità di scendere negli inferi!

E allora perché è sempre lei a ritrovarsi nei guai e a dover essere salvata?
Perché non ha un cervello!Non riesce nemmeno a compiere i ragionamenti più semplci, come tutti gli altri personaggi d'altronde!

E' possibile che nessuno, tra tutti i parenti e amici della protagonista, non è riuscito a fare un semplice calcolo, e a capire che Helen e Lucas non sono cugini?
Insomma, ci sono riuscita anch'io che in matematica sono completamente impedita!Come è potuto accadere che un gruppo di semidei, che dovrebbero essere super intelligenti tra l'altro, non l'abbiano capito??
Nemmeno una persona ha avuto qualche dubbio, qualche difficoltà ad accettare la cosa, e questo non li fa sembrare solo un banda di stupidi, ma anche irrealistici agli occhi del lettore!

Ma andiamo avanti. Con i due protagonisti maschili del libro. Lucas e Orion.
Che dire di Lucas?Se nel primo libro mi era piaciuto, più o meno, in questo l'ho a dir poco odiato!
Innanzitutto, è l'ennesimo personaggio che decide di allontanarsi dalla protagonista per proteggerla. 
Che razza di raggionamento è?
La tratta male, non le parla (tranne quando non le urla addosso), e non le spiega il perché del suo comportamento!
Sono davvero stanca di questi personaggi che decidono da soli cos'è meglio per la ragazza che amano, in questo modo non sembrano coraggiosi, buoni o valorosi, ma semplicemente stupidi!

E poi c'è Orion. Altro personaggio che, per quanto migliore degli altri, è inutile. 
Insomma, c'era davvero bisogno di un triangolo amoroso, di un ennesimo triangolo amoroso?Neanche ben costruito poi!!
E' chiaro che Helen ama Lucas, e che alla fine sceglierà lui, ma visto che i due non possono stare insieme, lei decide di spassarsela con Orion negli Inferi, sapendo perfettamente che non lo ama veramente. 
Ma d'altronde penso che non ami veramente nemmeno Lucas, altrimenti non l'avrebbe rimpiazzato cosi velocemente, o no?

Il finale mi ha lasciato completamente indifferente, che non è affatto una cosa normale!Un finale ben fatto dovrebbe lasciare il lettore pieno di adrenalina, curiosità, voglia disperata di sapere come continua la storia!Invece io appena l'ho terminato mi sono addormentata, cosa che non mi succede da...che non mi è mai successa!

2 stelline e mezzo, quasi tre, per Dreamless!Nonostante le tantissime lacune, in questo libro ho visto comunque qualche miglioramento, che mi fa sperare in un terzo e ultimo libro, se non spettacolare, almeno decente!

Recensione Illusions Aprilynne Pike

Titolo: Illusions
Autore: Aprilynne Pike
EditoreSperling&Kupfer
Trama:
Un altro anno scolastico sta per cominciare e Laurel è finalmente felice. La sua storia d’amore con David procede a gonfie vele da quando lei ha rinunciato a vivere ad Avalon, tra le fate, per stargli accanto. Certo, non è stato facile dire addio a Tamani, ma Laurel è sicura di aver fatto la scelta giusta. Eppure, proprio quan- do sembra che tutto sia tornato alla normalità, Laurel scopre che Avalon è in pericolo. Qualcuno minaccia di distruggere il Regno, ed è un nemico antico e potente contro cui gli incantesimi delle fate potrebbero non bastare. Per Laurel è un momento cruciale: ignorerà la sua vera natura per restare con David, oppure combatterà per proteggere Avalon al fianco di Tamani?



Dopo aver passato un intero pomeriggio a pensarci, ho finalmente deciso che no, Illusions non mi è piaciuto per niente, e se non fosse stato per quel poco di azione verso la fine del libro, si sarebbe meritato un voto ancora più basso.


Quando, più di due anni fa, lessi Wings, ricordo che lo adorai, ma questo era uno dei miei primi libri Young Adult/Paranormal, e all'epoca impazzivo per qualunque romanzetto mi si presentasse davanti (vedi Fallen e co.). 


Spells, letto durante l'estate scorsa, mi ha deluso parecchio, e una volta terminato ero decisa a non continuare la serie, ma quando due settimane fa ho visto Illusions in libreria, beh la curiosità ha avuto la meglio e l'ho preso, anche perché morivo dalla voglia di sapere se Laurel si decidesse a scegliere finalmente Tamani, e volevo scoprire qualcosa in più sul mondo delle fate e di Avalon, di cui avevamo avuto solo un breve scorcio in Spells.


Ora mi pento di essere andata in libreria quel giorno, perché in Illusions, non solo Laurel non riesce a capire chi ama veramente, ma sembra che l'autrice si dimentichi completamente di Avalon, forse perché troppo intenta a lasciare spazio al triangolo amoroso che occupa quasi tutto il libro, e che è anche la cosa che ho più odiato.


Non ho niente contro i triangoli amorosi, quando sono fatti bene. Un esempio?Il triangolo Tessa/Jem/Will da Shadowhunters. Le Origini, quello si che è un buon triangolo!
Quello della Pike invece non ha nemmeno senso!Per tutto il libro l'autrice ci ripropone gli stessi identici dialoghi e gli stessi identici pensieri di Laurel.


Illusions non è nemmeno un libro vero e proprio, ma solo un romanzetto di passaggio tra Spells e l'ultimo volume della saga, perché gli avvenimenti qui si riducono davvero al minimo. Dire che non succede assolutamente niente è un eufemismo.
La trama del libro parla di vari pericoli dai quali Tamani deve proteggere Laurel. 
Leggendo Illusions, mi sono spesso chiesta, ma quali pericoli?
Oltre ad un mini-attacco dei troll, l'azione è praticamente inesistente. Tutto ruota intorno a Laurel e al triangolo amoroso e alla difficilissima scelta che deve fare.


Unica cosa positiva?L'alternarsi dei punti di vista di Laurel e Tamani, che ci ha permesso di inquadrare meglio il personaggio di questa fata, e che ci ha risparmiato un pò dei vari complessi mentali di Laurel. Se per tutto il libro ci fosse stato solo il punto di vista di Laurel, non so come avrei fatto a terminare la lettura.


Non so se si è capito, ma dopo questo libro, il mio odio per Laurel, che si era cominciato a formare già in Spells, si è triplicato!
Innanzitutto, Laurel è uno dei personaggi più egoisti, egocentrici ed immaturi che abbia mai incontrato. 
E' chiaro che prova qualcosa per Tamani, e allora perché continua a negarlo predendendo che tutti facciano finta che siano solo amici?E soprattutto perché prendersela con David se è geloso, quando ha tutte le ragioni del mondo per esserlo?


Laurel, capisco che sei indecisa, che è difficile scegliere un ragazzo piuttosto che un altro ecc., ma non puoi prima litigare con David perché è geloso, baciarlo e dirgli che lo ami, e cinque minuti dopo buttarti tra le braccia di Tamani, per poi respingerlo un'altra volta e ingelosirti e arrabbiarti quando lo vedi parlare con un'altra ragazza. Non è un comportamento da ragazza normale!Una bambina di 7/8 anni sarebbe più matura!
Non riesce a rendersi conto di quanto li ferisce?Crede forse che questi poveri ragazzi non abbiano sentimenti ed emozioni?


E poi c'è David. Mi dispiace tanto per lui, ma è chiaro che non può stare con Laurel. E' evidente sin dal primo libro. E soprattutto continuare a comportarsi come se andasse tutto bene, e tormentare Laurel sul fatto di frequentare l'università e pretendere di avere una vita normale, è più che assurdo. Laurel non è umana, e di conseguenza non può comportarsi come se lo fosse. David deve semplicemente rassegnarsi e allontanarsi da lei, prima di essere ucciso da qualche troll. 
In più penso che la coppia Chelsea-David potrebbe davvero funzionare!


Nei precedenti libri, ho adorato Tamani, ma in Illusions mi ha infastidito molto, e in certi capitoli avrei solo voluto che sparisse per sempre. 
E' evidente che il ragazzo non sa accettare un no come risposta!Non gli è bastato diventare guardiano di Laurel e poter controllarla 24 ore su 24, ma deve anche approffitare di ogni singolo momento in cui sono da soli per provarci con lei, quando David se ne è appena andato o è a pochi metri di distanza!
E Laurel, sapendo com'è fatto Tamani, non potrebbe esercitare un pochino di autocontrollo su se stessa?E cercare di non baciarlo ogni volta che se ne presenta l'occasione?


Il finale è forse la cosa che mi è piaciuta di meno. Innanzitutto non si può nemmeno chiamare finale, perché ad un certo punto il libro si interrompe semplicemente, ed ecco che c'è il finale. Ho riletto più volte le ultime frasi per essere sicura che finisse davvero cosi!


Ovviamente non penso proprio di leggere anche il seguito, quando uscirà in Italia. Questi tre libri mi sono bastati e poi riesco facilmente a prevedere come finirà la storia. Se però la Sperling manterrà la meravigliosa copertina originale, cosa che sarebbe un vero miracolo, forse, e dico forse, ci farò un pensierino!


Voto, 2.5 stelline!Lettori, se non avete ancora iniziato la serie, non prendetela nemmeno in considerazione!Ci sono libri molto, molto più meritevoli!Se volete leggere una serie sulle fate, prendete Wicked Lovely o The Iron Fey!
Se invece avete già iniziato la saga, non continuatela, si rivelerebbe solo una grande delusione!

Recensione Il Richiamo della Sirena Tricia Rayburn


Titolo: Il Richiamo della Sirena
Autore: Tricia Rayburn
Editore: Piemme Freeway
Trama(contiene spoiler per chi non ha letto il primo volume della serie)
Dopo aver tragicamente perso la sorella maggiore e scoperto chi – o che cosa – realmente è, Vanessa torna a casa. Ma le sirene che ha combattuto e sconfitto adesso vogliono vendicarsi. Ed è il corpo di Vanessa quello che vogliono vedere trascinato dalla corrente. Per proteggere se stessa e coloro che ama, Vanessa ha bisogno di un potere che sa di possedere, ma che non sa usare. L’unica strada è accettare la propria natura e quello che implica. E c’è solo una persona alla quale chiedere aiuto, sfortunatamente è la stessa la cui esistenza Vanessa vorrebbe dimenticare.



Negli ultimi tempi mi stanno capitando tra le mani libri davvero meravigliosi.                 
Ma Il Richiamo della Sirena non è decisamente tra questi. 
Il primo libro della serie mi era piaciuto, e anche tanto. Avevo trovato la storia originale, interessante e innovativa, e anche se non era stata una lettura perfetta, ero molto curiosa di leggere il suo seguito. 

Ora, capisco che sia solo il secondo volume di una serie, che è una lettura di passaggio ecc., ma, anche se questa volta sono stata abbastanza attenta a non crearmi aspettative troppo alte, Il Richiamo della Sirena si è dimostrato un libro deludente, sicuramente non all'altezza di Sirene (che al contrario era stata una lettura innovativa e intrigante) e che ha affievolito di molto, se non annientato completamente, l'originalità e la possibilità di distinguersi dagli altri YA, ormai tutti uguali, che avevo intravisto nel primo libro.

Vanessa è riuscita a sconfiggere le sirene, esseri affascinanti e dalla bellezza straordinaria, che però possono trasformarsi da un momento all'altro in terribili mostri capaci di uccidere, ma la sua vita non è di certo tornata come quella di prima, e mai lo sarà. 
La ragazza infatti rientra a Boston con un enorme segreto che è decisa a non rivelare a nessuno: il fatto che lei stessa è una sirena.

Ma mentre Vanessa cerca di condurre una vita più o meno normale e di scoprire qualcosa sul suo passato sempre più oscuro, la ragazza, insieme a Paige, che si è trasferita con lei a Boston, vedono ovunque le sirene annientate. E' solo paranoia oppure le ammalianti e micidiali creature si sono davvero liberate dai ghiacci, e sono tornate sulla terraferma?

Avete presente questo pezzettino della trama: "Ma mentre Vanessa cerca di condurre una vita più o meno normale e di scoprire qualcosa sul suo passato sempre più oscuro"?
Ecco questa parte dura all'incirca metà libro, se non di più!

All'inizio ero abbastanza felice che l'autrice avesse deciso di approfondire il personaggio di Vanessa e il modo in cui affronta l'intera faccenda delle sirene, ma pensavo durasse tre, quattro, massimo cinque capitoli, ma non cosi tanto!
Sarebbe andato più che bene se, insieme all'approfondimento della situazione della protagonista, l'autrice avesse aggiunto un pò d'azione al tutto, qualche colpo di scena, e invece no, la Rayburn ha ben deciso di far annoiare il lettore per la maggior parte del libro, per poi tempestarlo di rivelazioni, eventi inaspettati e un finale che lascia tutto in sospeso, solo negli ultimi capitoli!

Grazie a questa fantastica scelta sono stata più volte tentata di abbandonare il libro, ed è per questo che ci ho messo quasi una settimana per terminarlo. 

Ma continuando a parlare di Vanessa, se in Sirene l'avevo trovata una protagonista simpatica e carina, in questo libro la mia antipatia verso questo personaggio è salita alle stelle!
Innanzitutto, ha contratto anche lei la sindrome del "decido io cos'è meglio per te", e, invece di affrontare la sua situazione e parlarne (mi riferisco a Simon), si limita a fare spallucce e dire "tanto la nostra storia è impossibile" (ok, non dice esattamente cosi, ma sostanzialmente è ciò che succede).

Altra cosa che non mi è piaciuta per niente è l'inutilissimo triangolo amoroso (non se ne può davvero più) che mi sembra esser stato messo lì solo per allungare il brodo. Non ho ancora capito il perché sia stato inserito il personaggio di Parker. Ok, è un personaggio senza dubbio interessante, ma vorrei tanto chiedere all'autrice: "era davvero necessario?". 
Non mi sembra avere nessun ruolo in particolare se non incasinare ancora di più la vita di Vanessa. 

Il finale, come ho già detto prima, ha lasciato tantissime cose in sospeso, e le tante rivelazioni più l'assolutamente inaspettata scelta di Simon, che mi ha fatto amare ancora di più questo personaggio, faranno aumentare di molto la curiosità del lettore(si, un pochino anche la mia) verso il terzo e ultimo libro della serie!

Voto finale due stelline e mezzo!Il Richiamo della Sirena è un libro deludente e sicuramente non degno del primo, non merita assolutamente i 17 euro spesi!

Recensione La Probabilità Statistica dell'Amore a Prima Vista Jennifer E.Smith

TitoloLa probabilità statistica dell'amore a prima vista
Autore 
Sperling & Kupfer 
Trama:
Poteva andare in mille altri modi. Se non avesse aspettato l'ultimo momento per provarsi il vestito. Se non avesse dimenticato il libro. E se avesse corso un po' più in fretta per raggiungere il gate... Forse sarebbe arrivata in tempo. Hadley non riesce a credere di aver perso il volo che avrebbe dovuto portarla a Londra, al matrimonio di suo padre. Per soli quattro minuti! Che cosa sono quattro minuti? Il tempo di un'interruzione pubblicitaria, di una pausa tra una lezione e l'altra, della cottura di un piatto nel microonde. Eppure è bastato quel piccolo, imprevedibile ritardo per mandare tutto all'aria. E ora eccola lì, costretta ad aspettare il volo successivo, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. Ma, proprio in quel momento, i suoi occhi incontrano quelli di Oliver, il ragazzo più bello che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley scopre di essere seduta accanto a lui in aereo. È timida, ma inspiegabilmente trova naturale confidarsi, come se lo conoscesse da sempre. Gli parla di suo padre, quel padre assente e distante che ora sta per sposare una donna che lei non ha mai avuto il piacere - o il dispiacere - di incontrare. Oliver, invece, è ironico e vagamente misterioso, e per qualche ora riesce a distrarla dai pensieri che le affollano la mente. E a farla innamorare. Quando l'aereo atterra, si scambiano un bacio appassionato subito prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli. 






Dopo aver letto Anna And The French Kiss, libro stupendo, avevo riposto grandi aspettative sui YA romance (genere che per molto tempo ho evitato), e La Probabilità Statistica dell'Amore a Prima Vista era tra questi.

Ora, a fine lettura, sono arrivata ad una conclusione: devo smetterla di crearmi false aspettative prima di aver terminato un libro.
Non intendo dire che questo romanzo mi ha deluso, perché non è stato di certo qualcosa di terribile, ma non è stato nemmeno bello come speravo. Carino...e basta.

La Probabilità Statistica dell'Amore a Prima Vista è una lettura molto veloce. E forse anche troppo. 
L'intera storia di svolge in soli due giorni e questo fattore incide molto sul libro, che non risulta per niente sviluppato. Gli eventi principali infatti sembrano fatti di fretta e furia, e il tutto risulta poco approfondito, soprattutto il finale, che lascia, anzi, che non lascia, assolutamente niente al lettore, se non un vago senso di irrisolto e insoddisfazione.

La trama era piuttosto interessante, tanto da convincere a leggerlo me che generalmente odio i libri senza un elemento fantasy, paranormal ecc, ma, come ho già detto prima, La Probabilità Statistica dell'Amore a Prima Vista non è riuscito a conquistarmi del tutto, anzi, per niente.

Hadly sta andando a Londra per il secondo matrimonio di suo padre con un'altra donna. La ragazza ovviamente non è per niente felice di partecipare alla cerimonia. Perde il suo primo volo per l'Inghilterra ed è costretta a prenderne un altro, e mentre aspetta all'aeroporto, incontra un affascinante ragazzo britannico, Oliver, con il quale parla e si confida per tutto il viaggio. Ma, una volta arrivati a Londra, i due si separano e Hadley è sicura di non rivedere Oliver mai più. Sarà davvero cosi, o il destino ha altri piani per i due ragazzi?

Sono tante le cose che non mi sono piaciute di questo libro, ma cercherò di riassumere quelle più importanti in poche righe.

1. La tecnica narrativa. 
Se c'è una cosa che odio, è la narrazione alla terza persona, però posso facilmente passarci sopra se il libro in questione merita. Ma se la terza persona è abbinata al presente, e, peggio ancora, lo stile dell'autrice non è granché, non riesco in alcun modo ad entrare nella storia e ad immedesimarmi nella protagonista.

Ed è proprio questo ciò che è successo con Hadly. Leggendo il libro, mi sembrava di essere un lontano spettatore che osserva la scena ma che non ne viene realmente coinvolto, riuscivano a catturarmi un pò solo le scene romantiche, e se questo lo dico io, che generalmente odio le scene romantiche, allora la situazione è grave.

2. I personaggi
Forse vi stupirà, ma in questo libro non c'è stato nemmeno un personaggio che mi sia piaciuto. Certo la signora che stava vicino Hadley e Oliver sull'areo mi era simpatica, ma neanche lei è riuscita a conquistarmi poi tanto.

Partiamo da Hadley, l'egocentrismo fatto in persona. Capisco che stia vivendo una situazione difficile a causa del divorzio ecc., ma (attenzione spoiler) abbandonare il matrimonio del padre, e ripeto, del padre, non di un lontano parente o di uno zio mai visto, per andare ad incontrare un ragazzo che ha appena conosciuto o, peggio ancora, scoppiare in lacrime più volte durante la cerimonia, non mi sembra per niente un comportamento da diciassettenne, ormai quasi adulta.

Per non parlare del padre della ragazza. Che razza di messaggio vuole trasmettere questo libro?Che se è "per amore" si può perdonare tutto, perfino l'abbandonare la propria famiglia, di punto in bianco, solo perché si è "innamorati"?

Capisco che Hadley doveva accettare il divorzio dei genitori ecc., ma non si può perdonare il proprio padre cosi facilmente per esser andato improvvisamente dall'altra parte dell'oceano a vivere la sua nuova vita felice dimenticandosi quasi completamente della sua vecchia famiglia.

Per quanto riguarda Oliver, all'inizio mi era piuttosto simpatico, e mi piaceva anche, ma poi mi sono resa conto che, anche se è un personaggio carino, non è niente di speciale, e soprattutto non si è rivelato il meraviglioso ragazzo che mi aspettavo, e che la trama prometteva.

3. Il finale. 
Sicuramente non è stato un finale orrendo, ma neanche qualcosa di memorabile. Dopo essermi annoiata per 150 pagine mi aspettavo decisamente qualcosa in più e il finale che l'autrice ha creato sembra aver lasciato tutto in sospeso.

Il mio voto, purtroppo, è di due stelline e mezzo. Un romanzo sicuramente carino, leggero e divertente, ma su cui consiglio di non nutrire alte aspettative, perché rimarrete sicuramente delusi.

2.5 stelline!

Recensione Blu come gli incubi Laurie Faria Stolarz


Titolo:Blu come gli incubi
Autore:Laurie Faria Stolarz
Editore:Fanucci
Trama:
Stacey ha sedici anni e frequenta le superiori in un collegio, dividendo la stanza con la sua miglior amica Drea. Pratica la magia Wicca grazie ai poteri che ha ereditato dalla nonna, e a volte fa degli incubi sulle persone che le sono care. Le è già successo tre anni prima con Maura, la bambina a cui faceva da baby-sitter, che poi è stata uccisa, e adesso i suoi incubi riguardano Drea e uno stalker che la perseguita. Non è facile spiegare la cosa a Drea, anche a causa del suo ex ragazzo, Chad, di cui Stacey è segretamente innamorata. 
Pur sperando di rimettersi con Chad, Drea flirta con Donovan, il suo compagno di stanza che è innamorato di lei da anni, e inizia uno strano rapporto telefonico con un ragazzo del quale non sa praticamente nulla. Le minacce dello stalker si fanno sempre più insistenti, e quando Drea scompare, Stacey si dirige da sola nel bosco, certa che lo stalker l’abbia portata lì... ma l’uomo misterioso potrebbe anche essere qualcuno che lei conosce molto bene.




Letto in poche ore,Blu come gli Incubi si è rivelato esattamente ciò che mi aspettavo,e che temevo:
un Young Adult leggero e scorrevole,ma niente di più.
L'idea è molto carina,e poteva trasformarsi in una storia fantastica,se solo l'autrice avrebbe saputo svilupparla a pieno,e non accennarla appena.
Tutto,a partire dalle vicende ai personaggi,è stato troppo superficiale,e troppo breve.Capisco che questo è solo il primo volume di una serie composta da quattro libri,ma in sole 284 pagine,(scritte con caratteri enormi)non si può sviluppare una storia che,per essere sviluppata appieno,ne meritava almeno 400. 

Stacey ha sedici anni e sta affrontando il suo primo anno al college,che,tra lezioni,chiacchere,nemici e segreti,non si dimostra per niente facile. Come se questo non bastasse,di notte Stacey viene tormentata da terribili incubi,nei quali Drea,la sua compagna di stanza,si trova sempre in grave pericolo. 
Stacey sa che non può ignorare questi sogni,perché la ragazza non è una normale studentessa,ma una sensitiva,e i suoi non sono semplici incubi,ma sogni premonitori. 
A confermare i sospetti di Stacey riguardo la sicurezza dell'amica,ci saranno le strane telefonate che Drea riceve quasi ogni giorno,insieme agli enigmatici regali che lo stalker le lascia in giro per il campus,tra i quali saranno i gigli,fiori della morte,a scandire il tempo che separa le due ragazze dal fatidico giorno in cui l'incubo diventerà realtà. 
Stacey riuscirà a cambiare il futuro e salvare la sua amiza,o non potrà fare niente per fermarlo e dovrà rimanere a guardare mentre la sua premonizione si avvera?

Blu come gli incubi mescola fantasy e thriller,creando una storia che,sebbene funzioni e faccia passare un paio d'ore piacevoli,non riesce a creare un'atmosfera magica che colpisce e affascina il lettore,né crea la giusta dose di paura e suspense che non fanno staccare gli occhi dal libro fino a quando si arriva alla fine. 
Ok,ammetto che gli occhi da questo libro non li staccherete finché non lo avrete terminato,ma sicuramente non perché siete presi da un impulso irrefrenabile di sapere chi è l'assassino o se la protagonista riuscirà a salvare l'amica,ma semplicemente perché vi ritroverete a voltare l'ultima pagina prima ancora di avere il tempo materiale di porvi tutte queste domande.

Per quanto riguarda i personaggi,che dire,sono mal sviluppati come del resto lo è l'intero libro.
Non sono per niente approfonditi né caratterizzati,l'unico personaggio che ha una storia alle spalle è Stacey,al cui passato però l'autrice dedica si e no qualche paragrafo ogni 50 pagine.

E questo per non parlare del finale e del "cattivo"(che in realtà non si potrebbe nemmeno definire un vero e proprio "cattivo") della storia.
Innanzitutto arrivi a scoprire chi è a circa metà libro. Non ci vuole un genio per capirlo e i personaggi mi sono sembrati fin troppo stupidi a dubitare di tutti tralasciando la persona più ovvia di cui sospettare. 
Mi aspettavo un finale decisamente meno scontato,verso le ultime pagine speravo con tutta me stessa in qualcosa che mi sorprendesse,una svolta,un capovolgimento dell'intera situazione che mi facesse esclamare "Questo non me lo sarei mai e poi mai aspettato!" o qualcosa di simile,e invece...non è accaduto assolutamente niente.
La storia si è conclusa nel modo più banale possibile,lasciandomi con una sensazione di totale indifferenza,perché in effetti,questo libro mi ha trasmesso poco e niente,mi è scivolato addosso come acqua e,anche se l'argomento mi intrigava parecchio,non penso che acquisterò gli altri volumi della saga.

Complessivamente Blu come gli Incubi è fantasy/thriller leggero e scorrevole,consigliato soprattutto ad adolescenti che cercano una storia carina e che si legga in poche ore!

2.5 stelline!

Featured Slider