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Recensione La città di Sabbia Laini Taylor


Ho impiegato un po’ a leggere La Città di Sabbia. L’ho iniziato, poi messo da parte, poi ripreso di nuovo e l’ho concluso infine qualche giorno fa. Con questa premessa non voglio dire che il libro non mi sia piaciuto, anzi. Adoro la Taylor e ho amato La Chimera di Praga, mi aspettavo di amare anche La città di sabbia e infatti così è stato. 

Sequel più attesi del 2016



1.The Raven King Maggie Stiefvater
The Raven King è probabilmente il sequel che aspetto di più. Ho adorato gli altri libri della serie e sono sicura che nemmeno quest'ultimo volume mi deluderà.
2.The Sleeping Prince Melinda Salisbury
The Sin Eater's Daughter mi era piaciuto molto, soprattutto per la mitologia a cui l'autrice si è ispirata. Il libro in realtà era perfettamente autoconclusivo, ma sono comunque curiosa di vedere come sarà sviluppata la storia. In particolare non vedo l'ora di scoprire un po' di più sul mondo creato dall'autrice al di fuori della cittadina dove era ambientato il primo libro.
3.The Winner's Kiss Marie Rutkoski-Ho letto i primi due libri della serie The Winner's Curse a inizio 2015 e li ho amati moltissimo. Era da tempo che una serie del genere non mi appassionava così tanto, e dato il cliffhanger con cui si è concluso The Winner's Crime, ho bisogno di leggere il terzo volume non appena uscirà in libreria.
4,5.The Rose and the Dagger Renee Ahdieh & A torch against the night Sabaa Tahir-The Wrath and the Dawn e Il dominio del fuoco li ho letti entrambi quest'anno e mi hanno colpito molto, anche se per motivi diversi. Anche se per il secondo un sequel non era in realtà programmato, sono felice (per una volta) che l'autrice abbia deciso di continuare la storia e darci la possibilità di c
6.Half Lost Sally Green-Half Bad è stato per me il libro rivelazione dell'anno scorso, e il suo seguito l'ho trovato perfino più bello. Senza dubbio questa è una delle serie migliori degli ultimi anni, e sono sicura che Half Lost sarà all'altezza dei suoi predecessori.
7.A court of Mist and Fury Sarah J.Maas-La Maas ormai non ha più bisogno di introduzioni su questo blog vero?In realtà nella lista avrei voluto includere anche il prossimo volume di Il trono di ghiaccio, ma alla fine ho optato solo per A court of Mist and Fury, sequel di A court of thorns and roses.
8.A Gathering of Shadows V.E. Shwab-E questa è la terza volta di fila che vi parlo della Schwab, e nemmeno l'ultima (una comparsa nelle migliori letture dell'anno la farà sicuramente xD). A Darker Shade of Magic mi è piaciuto davvero tanto, e il suo sequel sembra essere ancora più bello *__+

Recensione Half Wild Sally Green

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo la recensione di Half Wild di Sally Green, seguito di Half Bad, libro che ho letto l'estate scorsa e che ho a dir poco adorato!Half Wild non mi ha deluso affatto e sono contenta che non abbia sofferto della classica "sindrome da secondo libro".Adesso non vedo l'ora di scoprire come si concluderà la storia in Half Lost!







Titolo: Half Wild
Autore: Sally Green
Pagine: 400
Data di uscita: 24 marzo 2015 (USA)
Trama:
In un Inghilterra moderna dove due fazioni di streghe vivono tra gli umani, il diciassettenne Nathan è un abominio, figlio illegittimo della strega più potente e pericolosa al mondo. Nathan è in fuga da tutto: nessun posto è sicuro e chiunque potrebbe tradirlo. Ora, Nathan ha acquistato il suo Dono magico-ma i cacciatori lo inseguono, e non si fermeranno finché non lo cattureranno e distruggeranno suo padre.








Selvaggio è una parola interessante. Immaginiamo qualcosa di selvaggio come indomabile e fuori controllo, ma di certo la natura non è cosi;la natura è controllata, ordinata, estrememente disciplinata in tutti i suoi elementi. 

Half Bad è stato probabilmente il libro rivelazione del 2014: originale, coinvolgente, intenso..ho finito per adorare ogni singolo elemento della storia di Nathan e del mondo creato dalla Green. Half Wild è una delle uscite del nuovo anno che più aspettavo e non mi ha affatto deluso. Per certi versi l'ho trovato migliore di Half Bad, per altri no, ma nel complesso è un ottimo sequel che ho adorato sin dalla prima pagina.

La storia riprende proprio dove si era interrotta in Half Bad. Nathan, che ha ricevuto i suoi doni e che sta imparando a controllarli, cerca di un modo per ritrovare Gabriel e per salvare Annalise prima che sia troppo tardi, combattendo al tempo stesso i cacciatori che sono disposti a tutto pur di catturarlo ancora. Durante la sua ricerca incontrerà un gruppo di streghe decise a cambiare le cose e a portare avanti una guerra contro il Consiglio. Ma opporsi al Consiglio si rivelerà più difficile del previsto e presto Nathan dovrà cercare di trovare un modo per continuare la rivolta e allo stesso tempo salvare le persone che ama.

E' come se ci fosse qualcuno, qualcosa, che vive dentro di me. E viene fuori e prende il controllo.  So che sono sempre io, che è semplicemente un'altra parte di me, ma si tratta di un me completamente selvaggio e incurante.

Half Wild è stata una lettura ancora più coinvolgente e veloce di Half Bad. Nathan, ormai libero e in fuga dalle streghe bianche, sta imparando a controllare il suo potere e a scendere a compromessi con esso, il tutto cercando di proteggere Annalise e Gabriel. Ho apprezzato molto il fatto che questo libro si concentra sul lato più selvaggio e violento di Nathan che, se in Half Bad era vittima della crudeltà delle streghe bianche, ora agisce e trova un modo per sistemare le cose, pur conservando la propria umanità. E' un personaggio cosi concreto, reale e per l'appunto umano: non si può dire che sia cattivo, ma uccide per ciò che crede sia giusto e non è nemmeno completamente buono. E' proprio il fatto che si trovi in questa "area grigia" che rende questa serie cosi bella. La meravigliosa scrittura della Green poi rende la voce di Nathan unica e distinta, sempre coerente con le sue azioni e la sua mentalità, che tra l'altro vediamo riflessa non solo in ciò che accade ma anche nella scrittura stessa. 

L'unica cosa che non mi è piaciuta, e per cui non ho dato al libro le 5 stelline piene, è stato il personaggio di Annalise e il suo rapporto con Nathan. La maggior parte delle persone che hanno letto il libro non hanno sopportato Annalise e anche se io non sono arrivata esattamente ad odiarla, sono riuscita a capire, o meglio, intuire,solo alla fine il perché della sua presenza,che per la maggior parte del tempo è risultata inutile e in completo contrasto con ciò che stava accadendo. Capisco perché Nathan si sia innamorato di Annalise e perché voglia salvarla a tutti i costi, ma in Half Wild la ragazza è diventata una vera e propria ossessione e se in Half Bad la loro relazione mi era piaciuta, qui l'ho trovata troppo "fuori posto". Il finale ha ovviamente cambiato le carte in tavola e sono curiosa di scoprire come andrà a finire tra i due in Half Lost. 

Prima di chiudere la recensione non posso non spendere due parole per Gabriel che è stato probabilmente il mio personaggio preferito in questo libro. Se non ho apprezzato il rapporto di Nathan con Annalise, ho amato invece quello con Gabriel. Si tratta di una delle relazioni più interessanti di cui abbia mai letto, e che in questo libro in particolare si sviluppa in modo meraviglioso e intenso. 

Il punto di essere buoni è fare la cosa giusta quando è difficile, non quando è semplice.

Non posso che consigliare di leggere questo libro a chiunque abbia amato Half Bad. Alcuni non l'hanno apprezzato come il primo volume, ma personalmente l'ho amato e sono curiosissima di leggere l'ultimo libro. Half Wild porta gli estremi tutti gli elementi che erano stati introdotti in Half Bad, quindi non piacerà sicuramente a chi già non era rimasto convinto dal primo volume. 







Recensione Vanish. La Traditrice di Sophie Jordan



Titolo: Vanish. La traditrice
Autore: Sophie Jordan
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Trama:
Per salvare la vita del ragazzo che ama Jacinda ha fatto l'impensabile: ha tradito il più prezioso segreto della sua razza. Ora deve tornare sui propri per proteggere il proprio orgoglio, sapendo che potrebbe non rivedere Will mai più— e peggio ancora, che a causa dell'incantesimo di offuscamento di cui è vittima, le memorie di Will su quella fatidica notte e sul perché lei è dovuta volare via, sono scomparse. 
Una volta a casa, Jacinda viene accolta con ostilità e deve lottare per provare la propria lealtà per la propria famiglia e la propria razza. Tra i pochi che ancora le rivolgono la parola c'è Cassian, il fiero erede Draki che l'ha sempre desiderata e sua soralla, Tamra, che è cambiata per sempre a causa di un gioco del destino. Jacinda sa che dovrebbe dimenticare Will e andare avanti—che se lui ricordasse e mantenesse la sua promessa di trovarla, servirebbe solo a mettere entrambi in pericolo. Eppure si aggrappa alla speranza che un giorno saranno ancora assieme. Quando arriverà l'opportunità di seguire il proprio cuore, sarà disposta a rischiare tutto per amore?


RECENSIONE:



Firelight (qui la mia recensione) non mi aveva colpito particolarmente. Avevo riposto tante speranze in un libro che sembrava meraviglioso, ma che poi mi ha completamente deluso.

Speravo in un grosso miglioramento in Vanish, miglioramento che però non è stato esattamente come me lo aspettavo. Devo dire però che questo sequel mi è piaciuto molto di più di Firelight, soprattutto perché ho imparato a vedere e ad apprezzare la serie semplicemente per quello che è, e non per quello che dovrebbe essere.

Mi spiego. Il tema dei Draki era cosi originale e innovativo, l’autrice avrebbe potuto creare un capolavoro, eppure ha creato una storia banale con dei personaggi anonimi e per niente sviluppati. 
Cover originale
Finendo Firelight ero cosi delusa e amareggiata che ho iniziato ad odiare immediatamente la serie. Ho invece iniziato Vanish senza nessuna particolare aspettativa, e alla fine il libro si è dimostrato abbastanza piacevole e a tratti perfino emozionante!

Questo però non cambia il fatto che Vanish abbia, come Firelight, più tratti negativi che positivi, come i continui cliché del genere YA, il tanto odiato triangolo amoroso senza senso, e la classica protagonista “Mary Sue” agli occhi degli altri ma che in realtà per me non ha nulla di perfetto.
Vanish quindi mi è piaciuto molto di più di Firelight, ma questo non cambia la presenza delle tantissime lacune in una serie che aveva tantissimo potenziale.

Partiamo dai lati positivi. Primo fra tutti, l’ambientazione nel clan dei Draki. Firelight era ambientato nel mondo degli umani, ed era una cosa che non mi era piaciuta per niente.
Con questo sequel invece conosciamo meglio il mondo dei Draki, il clan di Jacinda e i suoi membri. Ovviamente l’autrice non ha perso tempo a descriverci in modo dettagliato la mitologia di queste creature e il funzionamento del clan, Jacinda che rimuginava su Will e Cassian era una cosa molto più importante di cui parlare.

Altro lato positivo è Tamra, che è sinceramente il mio personaggio preferito. In Vanish subisce un gran bel cambiamento, che la porterà a competere con Jacinda, da sempre 
elogiata e apprezzata da tutti. 
Primo volume
Finalmente Tamra esce dall’ombra di sua sorella ed inizia a essere vista diversamente dal clan, e ho molto apprezzato questo suo maggior coinvolgimento nella storia. Con Vanish ho capito che avrei preferito di gran lunga se a narrare la storia fosse stata Tamra, o meglio, se la storia fosse stata incentrata su Tamra. La serie sarebbe stata di gran lunga più interessante.

Jacinda ovviamente non mi è piaciuta per niente. E’ sempre più egoista ed egocentrica. Non riesco davvero a capire perché tutti sembrano amarla cosi tanto. Will è ossessionato da lei, Cassian è ossessionato da lei, perfino un altro personaggio in Vanish sarà ossessionato da lei!
E io mi chiedo, perché?Cassian più volte dice che lei è diversa dalle altre, ma escludendo il suo egoismo e la sua superficialità, non vedo cosa possa avere di diverso da qualsiasi altra adolescente.
                                                                                                                                   
Come ho già detto è egoista, si lamenta e piagnucola tutto il tempo su quanto le manca Will. Le piace volare, ma mi sembra una cosa più che normale considerando il fatto che ha delle ali. Escluso questo, non mi sembra poi cosi diversa.

A un certo punto Tamra chiede perfino a Cassian cosa trova di speciale in Jacinda, e questo è stato sicuramente uno dei momenti più spassosi del libro, perché effettivamente Cassian non sapeva cosa risponderle!

Anche in questa serie compare il tanto odiato, da me e da tutti penso, triangolo amoroso, che avevo già intravisto in Firelight. Il triangolo è l’elemento principale del libro, infatti in circa 300 pagine essenzialmente non accade nulla, ovvero, qualcosa di rilevante succede, ma è talmente inutile e superfluo che non riesco nemmeno a considerarlo come evento importante.
Terzo volume

Will in questo volume è fisicamente inesistente, se non per qualche sporadica comparsa, mentre è costantemente presente nei pensieri di Jacinda. Se nello scorso libro Will non mi era andato tanto a genio, in questo l’ho praticamente odiato. Non riesco a capire perché Jacinda ne sia cosi innamorata, o perché Will sia cosi innamorata di lei.

Il fatto è che l’autrice ci descrive un amore cosi forte e potente che potrebbe superare tutto, ma che non riesco a vedere nei due personaggi. Quando Will e Jacinda sono insieme sembrano solo una normale coppia di adolescenti innamorati, tra di loro non c’è quel qualcosa di magico o speciale, quel qualcosa che può rendere il loro amore unico ed eterno.

Passando al contenuto della storia, in Vanish non accade niente di che. A parte due o tre eventi abbastanza importanti, assistiamo constantemente a una Jacinda che non riesce ad andare avanti e che passa da Will e Cassian come una pallina da ping pong. Il finale lascia praticamente tutto in sospeso (anche se non è un vero e proprio cliffhanger), perché ovviamente due libri non bastano per contenere tutti questi eventi cosi importanti ed essenziali.

3 stelline per Vanish, perché innanzitutto è stato migliore di Firelight e perché tutto sommato è una lettura piacevole! Consiglio di leggerlo solo a chi ha davvero amato il primo volume. Sconsiglio la serie ha chi ha già letto molti YA, i tanti cliché e soprattutto il triangolo amoroso ve la farebbero odiare, mentre direi che è più adatta a chi si sta approcciando al genere solo adesso!

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