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Recensione Sadie Courtney Summers




Sadie
Courtney Summers
Editore: Wednesday Books
Data di uscita: 4 ottobre 2018 (USA)
Pagine: 311
Trama
Sadie non ha avuto una vita facile. Abituata a cavarsela da sola, sta cercando di crescere sua sorella Mattie in una piccola e isolata cittadina e darle una vita normale. 
Quando Mattie  viene trovata morta, l'intero mondo di Sadie crolla. Dopo un'investigazione da parte della polizia inconclusiva, Sadie decide di farsi giustizia da sola e cercare l'assassino.  
Quando West McCray, una personalità nel mondo della radio, scopre la storia di Sadie in una stazione di benzina, diventa ossessionato dal trovare la ragazza scomparsa. Inizia un podcast e segue le traccie lasciate da Sadie, sperando di trovarla prima che sia troppo tardi. 

R E C E N S I O NE

"È morta," Sussurro e non so perché è questa la cosa che ho deciso di dire ad alta voce perché fa male anche solo pronunciarla, sentire la verità di quelle parole attraversare le mie labbra, vedere come sono reali in questo mondo. Ma "É morta" è la ragione per cui sono ancora viva.
È morta è la ragione per cui ucciderò un uomo. 


Ho conosciuto la Summers ormai sei anni fa con This is not a Test, innamorandomi della sua scrittura. 

The Immortalists di Chloe Benjamin - E se potessi sapere la data della tua morte?



“There are two major theories about how to stop aging…”
“…It sounds like you’re saying we can choose to live. Or we can choose to survive.”

Corre l'anno 1969 e quattro fratelli, ancora ragazzini, decidono di visitare una chiromante. La strana signora che gli apre la porta fa entrare i fratelli separatamente, e a ognuno di loro predice la propria data di morte. La visita influenza tutti e quattro in maniera diversa, e malgrado l'iniziale scetticismo, la previsione della chiromante tormenterà le loro vite per sempre. 

And what if I change?" It seems impossible that Varya's future is already inside her like an actress just offstage, waiting decades to leave the wings. 
"Then you'd be special. 'Cause most people don't."

The Immortalists è un libro che affronta tanti temi interessanti e che fanno senz'altro riflettere il lettore. Credo che la domanda centrale attorno alla quale ruota il romanzo sia "Se sapessi la tua esatta data di morte, vivresti la vita in modo diverso?"
I quattro fratelli prendono tutti strade molte diverse fra loro, ma quante delle loro scelte sono determinate dal destino, e quante sono state frutto della consapevolezza di morire più o meno tardi nella vita?
Simon e Klara decidono di vivere la propria vita appieno, lasciare la loro città e famiglia e inseguire i propri sogni. L'influenza della chiromante li rende spericolati, ma fa anche sì che colgano opportunità che non avrebbero preso in caso contrario. 
Daniel e Varya invece rimangono a casa a prendersi cura della ormai anziana mamma, e nel mentre frequentano l'università e si costruiscono carriere stabili e sicure. 

“You weren’t terrified?” 
“No, not then…When doctors said we should be celibate, it didn’t feel like they were telling us to choose between sex and death. It felt like they were asking us to choose between death and life. And no one who worked that hard to live life authentically, to have sex authentically, was willing to give it up.”

Il libro è diviso in quattro sezioni, una per ogni personaggio, in ordine cronologico. Le sezioni che mi hanno colpito di più sono sicuramente state quelle di Simon e Varya, le cui vite non potrebbero essere più diverse. Simon si trasferisce a San Francisco per essere finalmente se stesso e cercare fortuna come ballerino, mentre Varya diventa una biologa ricercatrice, e dedica gran parte della sua vita allo studio della longevità e dei metodi per prolungare la vita. Se Simon decide di vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo, Varya fa esattamente il contrario, limitandosi a sopravvivere il più possibile. 

The Immortalists è sicuramente un romanzo che fa pensare, e che personalmente ho adorato. È appassionante e ti fa davvero entrare nella mente di quei quattro ragazzi che si sono trovati a fare i conti con la propria mortalità fin troppo presto. Consigliato a chiunque cerchi una lettura affascinante e caratterizzata da temi spinosi e provocanti. 


Difficoltà lettura in lingua-media.



5 Autrici da leggere d'estate


Buongiorno, lettori!In questi giorni sono sempre in giro e non avendo il pc con me e difficile stare su blogger, per fortuna ho un po' di post e recensioni giá pronti da proporvi!Oggi parlo di autrici i cui libri sono a mio parere perfetti per l'estate!Ne conoscete qualcuna?

Liane Moriarty - Conoscerete la Moriarty grazie a Big Little Lies, ma quest'autrice ha scritto molti altri libri del genere fiction per adulti/contemporanei. I romanzi della Moriarty sono appassionanti, affrontano tanti temi e riescono a catturare l'attenzione del lettore sin dalla prima pagina. 

Lauren Groff - Ho letto quasi tutti i libri della Groff e mi piace tanto come autrice!I miei titoli preferiti sono Arcadia e Fato e Furie, ma anche la sua nuova uscita, Florida, sembra super interessante!

Rainbow Rowell & Stephanie Perkins - La Rowell è l'autrice a cui faccio affidamento quando voglio un libro che mi appassioni e mi faccia sognare, che sia una storia d'amore dolcissima come Per una volta nella vita, o un fantasy come Carry On!Lo stesso vale per la Perkins: Anna and the french kiss, Lola and the boy next door, e Isla and the happily Ever After sono tutti libri carinissimi e che si leggono in un soffio. Da citare anche la raccolta di novelle estive Summer Days and Summer Nights, perfetta per chi ha voglia di racconti ambientati durante l'estate!

Jenny Han & Morgan Matson - Per quanto riguarda il genere contemporaneo/young adult, la Rowell e la Perkins rimarranno le mie autrici preferite, ma la Han e la Matson sono alternative molto valide. La Han mi ha conquistato con la serie To all the boys i've loved before, mentre la Matson scrive per lo più libri autoconclusivi. Il mio preferito è al momento Since You've Been Gone!

Il mio parere su "Ti ho trovato tra le stelle" di Francesca Zappia




Eliza Mirk è un’adolescente che all’inizio del libro odia il mondo reale e preferisce rifugiarsi nel mondo di internet, dove grazie alla comunità incentrata sul suo web comic, ha trovato persone che la comprendono e che può considerare a tutti gli effetti amici. 
L’incontro con Wallace, un ragazzo appena arrivato a scuola, le fa capire che anche la vita al di fuori della sua camera vale la pena di essere vissuta. 

Recensione Tartarughe all'infinito John Green

Buongiorno, lettori!Come state?Per me la settimana di vacanza dallo studio è quasi terminata, domani torno a Bologna e da lunedì riprenderò le lezioni, ma in questi giorni ho letto davvero tantissimo e non potrei esserne più felice!Oggi vi lascio il mio parere su Turtles all the way down, il nuovo libro di John Green ^^ 
 

BIG LITTLE LIES -COSA NE PENSO DEL LIBRO (E SERIE TV)



Big Little Lies è stato il mio primo romanzo di Liane Moriarty, ma non sarà di certo l'ultimo. Conoscevo quest'autrice da tempo ma avevo erroneamente visto sempre i suoi romanzi come soliti chick-lit contemporanei che fatico a leggere e ad apprezzare. L'uscita della serie tv però non ha potuto fare a meno di incuriosirmi, e così ho deciso di dare una possibilità al libro, soprattutto per conoscere la storia da cui era tratto il telefilm. Il risultato?Ho adorato sia il romanzo che la sua trasposizione.

Partendo dal libro, devo dire che una volta iniziato è stato difficile smettere di leggere. La storia mi ha affascinato sin dalle prime pagine, e nonostante il libro in sé non sia brevissimo, l'ho terminato nel giro di pochi giorni.
Al centro della trama ci sono tre donne, le cui vite sono molto diverse ma allo stesso tempo profondamente connesse, in modi che nemmeno loro immaginano inizialmente. Madeline, sfrontata e brutalmente onesta, non ha paura del confronto e di difendere le persone che ama. Jane, mamma single, nuova arrivata in città e immediatamente emarginata perché suo figlio viene accusato di bullismo. E infine Celeste, che sembra condurre la vita perfetta. In realtà ognuna di queste donne nasconde segreti, che verranno rivelati a poco a poco e che le porteranno ad avvicinarsi sempre di più l'una all'altra.

Ogni personaggio presenta diverse sfaccettature. Nessuno di loro è perfetto, al contrario commettono errori, feriscono e vengono feriti a loro volta, e ciò contribuisce a renderli credibili e tangibili agli occhi del lettore.
I temi affrontati dalla Moriarty in questo libro sono abbastanza impegnativi- si va dalla violenza domestica, all'abuso, al bullismo - ma vengono sviluppati in modo tale da non farli mai apparire eccessivamente pesanti. Ciò grazie alla scrittura diretta e scorrevole dell'autrice, caratterizzata molto spesso da note di ironia e umorismo. 

Passando invece alla serie tv, devo dire che il pilot, nonostante mi fosse piaciuto, non mi aveva poi colpito più di tanto. Guardando gli episodi successivi però mi sono appassionata sempre di più, finendo per apprezzare moltissimo anche la trasposizione su piccolo schermo della storia.
In soli sette episodi i produttori sono riusciti a raccontare in modo fantastico le vite di Madeline, Jane e Celeste. Ci sono stati diversi cambiamenti rispetto al libro, ma fondamentalmente ha rispecchiato la storia e i personaggi così come sono stati definiti dalla Moriarty. Ho adorato poi il cast, che penso abbia contribuito a rendere davvero speciale questa piccola serie. 
Adesso sono molto curiosa di vedere come proseguirà la serie con la seconda stagione, data la natura autoconclusiva del romanzo!

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.


PRIMA DI DOMANI - RECENSIONE LIBRO & FILM


Buongiorno, lettori!Nonostante mi fossi ripromessa di continuare a pubblicare anche ad agosto sul blog, ho dovuto prendermi una pausa involontaria per diverse ragioni, di cui magari vi parlerò meglio in qualche altro post. 
Oggi invece torno ufficialmente sul blog con una doppia recensione, del libro e del film di Prima di Domani (E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver). Recentemente ho riletto il libro e visto il film, quindi ho pensato di "rivisitare" la mia vecchia recensione del romanzo (ormai vecchia di cinque anni!) e di dirvi anche cosa ne penso della sua trasposizione. Voi avete già visto il film?Fatemi sapere nei commenti!

C O S A   N E   P E N S O   D E L   L I B R O


Ho letto E finalmente ti dirò addio nel lontano 2012. Prima di iniziarlo conoscevo la Oliver solo attraverso la sua serie Delirium, che avevo amato alla follia e che mi aveva convinto a leggere qualsiasi lavoro della Oliver. Salto nel 2017, e ho effettivamente letto quasi tutti i libri di quest'autrice. Ma E finalmente ti dirò addio rimane sicuramente uno dei miei preferiti tra i suoi romanzi e tra i romanzi young adults in generale.


"Forse voi potete permettervi di aspettare. Forse per voi un domani c’è. Forse avete
mille domani, o tremila, o dieci, tanto tempo da poterci sguazzare, rotolare, dilapidarlo come monete.
Tanto tempo da poterlo sprecare.
Ma per qualcuno di noi c’è soltanto l’oggi. E la verità è che non si può mai sapere con certezza."

Sam Kingston Ã¨ la classica ragazza bella e super popolare, con un fidanzato altrettanto bello e popolare e tre amiche con le quali condivide tutto. La sua è una vita meravigliosa- fino a quando non muore in un tragico incidente stradale. 
Ma le accade qualcosa di strano. Sam si risveglia nel suo letto, nello stesso momento del giorno precedente, con la sua sorellina che le va incontro. Ben presto Sam si rende conto che non si tratta di un semplice déjà-vu, ma che al contrario sta rivivendo il giorno della sua morte ancora e ancora. 
Intrappolata in una sorta di limbo, Sam dovrà riuscire a capire il perché della sua presenza sulla terra per liberarsi e trovare pace. 

Prima ho scritto che la vita di Sam è meravigliosa, lei si crede felice, ma è una felicità solo apparente: le sue amiche sono pronte a voltarle le spalle al primo passo falso. Il suo ragazzo non è poi così perfetto come tutti pensano. E Sam non è una brava persona. È abituata a trattar male le persone, incurante dei loro sentimenti e di come le sue azioni possano influire sugli altri. Lo fa per sentirsi bene con se stessa, per credersi migliore degli altri, ma anche perché vuole essere accettata da tutti. 
Rivivere il suo ultimo giorno le farà gradualmente realizzare di quanto sia stato sbagliato e ingiusto il suo comportamento. Ma forse non è troppo tardi per cambiare qualcosa. 

L’autrice ha fatto una scelta abbastanza coraggiosa e anche rischiosa, scegliendo come protagonista la classica ragazza “cattiva” che solitamente tormenta l’eroina di ogni altro romanzo. 
Non si può fare a meno di odiare Sam all'inizio del libro, e alla fine non si può fare a meno di amarla. Questo perché la Oliver è riuscita a farle avere un cambiamento tanto radicale quanto realistico. Sam non può tornare indietro e rimanere in vita, ma può salvare la vita di qualcun altro e in qualche modo, salvare così anche se stessa. 

C O S A   N E   P E N S O   D E L   F I L M

Passando alla trasposizione cinematografica, ho notato che il film è stato ampiamente criticato, definito banale e ripetitivo e non abbastanza fedele al libro. Si, sono state lasciate fuori tante scene e tanti dettagli, il passato di molti personaggi non viene esplorato a dovere o non viene esplorato affatto, alcuni elementi sono stati un po' stravolti. Ma alla fine il passaggio da libro a film necessita di tagli e cambiamenti, e ovviamente nessuna trasposizione sarà tanto comprensiva e approfondita quanto il libro. Detto questo, non credo che Prima di Domani sia un film perfetto, ma nel complesso mi è piaciuto e ho apprezzato il modo in cui la storia di Sam sia stata ricreata su grande schermo. 

Ho adorato Zoey Dutch nei panni di Sam. Nel film Sam non viene resa come la ragazza cattiva vera e propria, in quello spicca la sua migliore amica Lindsay, ma più come la ragazza fondamentalmente buona che però si è lasciata trascinare dagli altri fino a perdere se stessa. Esempio emblematico è la scena in cui Sam, in una delle sue "ripetizioni", chiede alle amiche il motivo esatto per cui odiano così tanto Juliet, la ragazza strana ed emarginata che si divertono a tormentare. Penso che ciò abbia reso ancora più credibile il personaggio di Sam: è facile lasciarsi influenzare e ignorare le conseguenze delle proprie azioni solo perché altri fanno lo stesso. 

"Forse dirsi addio è sempre così: come tuffarsi da uno scoglio. La parte peggiore è decidere. Una volta
che sei in aria non puoi fare altro che lasciarti andare."

In generale credo che Prima di Domani sia riuscito senz'altro a catturare lo spirito del libro della Oliver e il messaggio che questa voleva trasmettere. Ne consiglio la visione a chiunque abbia amato il libro!

Confess & Forse un Giorno di Colleen Hoover



Buongiorno lettori!Oggi vi parlo di due libri della stessa autrice: Colleen Hoover. Ho un rapporto un po' strano con quest'autrice, alcuni suoi libri mi conquistano, altri non riescono proprio a convincermi. Ho letto Forse un Giorno a fine 2016, ed è stato uno dei romance più belli dell'anno. Ho letto Confess qualche settimana fa, spinta dalla curiosità soprattutto verso la serie tv, ma non mi è piaciuto poi così tanto. Ma meglio parlarvi dei due libri separatamente. 

Recensione Fates and Furies Lauren Groff




Fates and Furies è il terzo libro che leggo di Lauren Groff e posso dire che quest'autrice non smette mai di stupirmi. I romanzi che scrive sono tutt'altro che perfetti, i protagonisti delle sue storie sono molto spesso  complicati, difficili da capire ed apprezzare. C'è sempre qualcosa che non mi convince del tutto dei libri della Groff, e c'è sempre qualcosa che amo alla follia (che di solito prevale, e Fates and Furies non fa eccezione). 

Rooms Lauren Oliver-Recensione



Rooms è il primo libro della Oliver etichettato come “adult fiction”, e come tale ero curiosissima di leggerlo, avendo amato praticamente ogni suo altro lavoro nel campo young adult. Rooms è un romanzo a metà tra un contemporaneo e una ghost story, che per certi versi mi ha ricordato di Un’inquietante simmetria della Niffenegger (anche se le due storie non potrebbero essere più diverse). 

“Memory is as thick as mud. It rises up, it overwhelms. It sucks you down and freezes you where you stand. Thrash and kick and gnash your teeth. There's no escaping it.” 

Rooms è decisamente diverso dai libri precedenti della Oliver, non solo per la categoria di lettori a cui si rivolge, ma per la trama in sé e i toni che la caratterizzano: quella raccontata in Rooms è una storia dark, dalle sfumature tristi e nostalgiche, che fa riflettere e in cui l’azione è davvero poca. 

Il filo conduttore del libro è la casa in cui è ambientata la storia: Rooms è infatti diviso in 11 parti, ogni parte rappresentante una stanza della casa a cui le vicende si collegano. 
I personaggi sono tanti, tra fantasmi e persone, ma in comune hanno tutti il fatto di aver abbandonato la vita, di aver lasciato che il dolore e la sofferenza si impadronisse di loro fino a lasciare un vuoto che niente e nessuno riesce a colmare. Ogni personaggio del libro si sente “intrappolato”, e ciò vale sia per i fantasmi, imprigionati nelle mura della casa, incapaci di trovare pace, sia per le persone che la abitano, ognuna di loro perseguitata dai demoni del passato.

“Or maybe it's life that is the infection: a feverish dream, a hallucination of feelings. Death is purification, a cleansing, a cure.”

Ho adorato Rooms, ma avrei voluto vedere alcune parti della storia esplorate in modo più approfondito. Il libro è infatti molto breve e si legge nel giro di poche ore, ma a causa del gran numero di personaggi e punti di vista ho trovato difficile riuscire a immedesimarmi nelle vite dei protagonisti. Riusciamo a comprendere, da lettori, le loro azioni e il loro dolore solo alla fine, quando il passato di ogni personaggio viene finalmente svelato.

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.

Landline di Rainbow Rowell-Recensione




Landline è l’ultimo libro, tra quelli pubblicati finora dalla Rowell, che mi rimaneva da leggere, e ammetto che mi ha un po’ deluso. Probabilmente se non avessi letto nient’altro della Rowell l’avrei amato alla follia, ma è proprio perché ho letto e adorato Eleanor & Park, Fangirl e Carry On, così come il suo primo lavoro, Attachments, so che Landline non esprime a pieno le potenzialità di quest’autrice. Ci tengo a dire che in ogni caso il libro è ben scritto, parte da una premessa stupenda e affronta tanti temi importanti che spingono anche a riflettere. Il mio è un parere un po’ di parte, perché ho semplicemente constatato che in Landline manca quel qualcosa in più che caratterizza e ha reso speciali gli altri suoi romanzi. 

La storia ruota intorno a Georgie, una donna che persegue la sua carriera con passione e dedizione, a volte però a discapito della sua famiglia e soprattutto di suo marito Neal. Quando, proprio a causa del lavoro, è costretta a rimanere a casa durante le vacanze natalizie, mentre il resto della famiglia si sposta nella città natale di suo marito, Georgie ha l’opportunità di riflettere sui 15 anni passati insieme a Neal, rivivendo così tutto ciò che hanno passato insieme. Un telefono “magico” l’aiuta a connettersi al passato, dandole la possibilità di rivedere gli eventi, gli incontri e le conversazioni con Neal in una luce tutta nuova. 

Ho apprezzato molto il tema centrale del libro, la domanda che ognuno di noi non può fare a meno di porsi guardando al passato: “e se avessi preso una decisione diversa?E se avessi scelto l’altra strada?”. Ho anche adorato il concetto dell’amore e del matrimonio che la Rowell fa trasparire dalle pagine del romanzo: come l’amore non è sempre abbastanza, ma fai del tuo meglio affinché lo sia, affinché due persone completamente diverse riescano a incastrare le loro vite, nonostante tutto. 

Cosa allora non mi ha convinto?Innanzitutto la Georgie e il Neal del presente, la prima troppo accecata dalla sua carriera per realizzare di essere in procinto di perdere la famiglia, il secondo troppo distante e lontano, apparentemente deciso a non risolvere la situazione. E a proposito di Neal, avrei voluto conoscere meglio anche il suo punto di vista. Non sappiamo molto di cosa gli succede nel periodo lontano da Georgie, e a tal proposito il finale lascia tante domande senza risposta.
A livello di trama poi non succede poi molto. È vero che dal punto di vista temporale la storia si svolge nel corso di una settimana, ma a parte gli eventi di inizio e fine libro, e i flashback sul passato, Georgie non fa che ripetere le stesse azioni per tutta la parte centrale di Landline. 

Infine, mi è mancata un po’ l’ironia che caratterizza la scrittura della Rowell. Mi rendo conto che questo è un libro per adulti, e che i temi affrontati sono più importanti e delicati rispetto ad Attachments, ma si tratta di un qualcosa che distingue la Rowell come autrice, e mi sarebbe piaciuto vederla anche in questo libro.

Difficoltà lettura in lingua-bassa.

Summer Days & Summer Nights By Stephanie Perkins

Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo di una lettura perfetta per questo periodo: la raccolta di 12 novelle ad ambientazione estiva curate da Stephanie Perkins, Summer Days & Summer Nights.


Ammetto che mi aspettavo qualcosina in più da questa raccolta. In generale mi è piaciuta, tuttavia trovo impossibile non paragonarla alla precedente raccolta della Perkins (My True Love Gave to Me), che avevo completamente adorato. Tra le due, i racconti presenti in My True Love Gave to Me mi hanno convinto sicuramente di più. 

Mini-recensioni: Nimona, Attachments, La Straniera



Cosa significa, "ci sono regole"?Perché dovresti seguire le regole?Non è quello l'intero punto dell'essere un cattivo, non seguire le regole?


Nimona è in assoluto la mia prima graphic novel, e se inizialmente ero un po' insicura su quanto mi sarebbe effettivamente piaciuta (per qualche motivo ho sempre pensato che le graphic novel non facessero per me), mi sono ritrovata a divorarla in un pomeriggio. 

Si tratta di una storia ambientata in un mondo medioevale (dove tuttavia è presente anche la tecnologia) che si incentra su tre personaggi principali: Nimona, Ballister Blackheart e Ambrosius Goldenloin. Tutto ha inizio quando Nimona, una ragazza con la capacità di trasformarsi in qualsiasi essere vivente, animale o umano, si propone come aiutante del malvagio Ballister Blackheart, che è apparentemente il cattivo della storia. Ma ciò che ho amato di più di Nimona è proprio il modo in cui la Stevenson gioca sulle identità dei personaggi: in questa graphic novel le linee tra chi è buono e cattivo, tra ciò che è giusto e sbagliato, si confondono sempre di più ad ogni pagina. In più la Stevenson affronta anche tanti altri temi importanti: amicizia, fiducia, vendetta, morale..tutti elementi che arricchiscono ancora di più la storia.

Come avrete capito Nimona mi ha appassionato davvero tanto e sono felice di avergli dato una possibilità, perché adesso sono decisa a prendere ogni altro lavoro della Stevenson al più presto. 



Finora ho amato ogni singolo libro e novella di Rainbow Rowell, ed ero sicura che Attachments non facesse eccezione. In realtà questo libro non si è rivelato all'altezza dei suoi altri romanzi, ma mi è piaciuto tanto in ogni caso, e poi si tratta pur sempre del suo primo lavoro in assoluto, quindi la presenza di elementi non del tutto convincenti è più che comprensibile.

Attachments ha una struttura un po' particolare, nel libro infatti si alterna la narrazione degli eventi dal punto di vista del protagonista principale, Lincoln, e lo scambio di email tra altri due personaggi significativi, Jennifer e Beth (che Lincoln, a causa del suo lavoro, finisce col leggere). La storia che ne emerge è sicuramente molto originale, e la Rowell riesce anche a rendere gli eventi che portano al finale abbastanza realistici. Ovviamente la cosa che ho più apprezzato del libro è la freschezza della storia e le relazioni che si instaurano tra i personaggi, oltre allo stile dell'autrice che ho imparato ad amare con gli altri suoi titoli. 
In più ho anche adorato la scelta di ambientare la storia alla fine degli anni '90, a ridosso del nuovo millennio, quando computer ed email erano ancora una novità per molti. 


Ce ne ho messo di tempo, ma alla fine mi sono decisa anch'io a leggere La straniera. E devo dire che non mi ha affatto delusa. Come serie mi ha sempre intimidito abbastanza, un po' per le dimensioni di ogni volume, un po' perché non ho molto esperienza con i libri storici e non avevo idea di cosa aspettarmi. Ma la Gabaldon è riuscita a conquistarmi totalmente con la sua scrittura, i suoi personaggi e le ambientazioni che troviamo nel libro. 

Ammetto che ho avuto un po' di difficoltà con i capitoli iniziali, ma dopo aver superato il primo centinaio di pagine, il viaggio di Claire mi ha appassionato moltissimo, e mi sono ritrovata a finire il libro in pochi giorni. 

La storia è piena di svolte inaspettate e colpi di scena, e se l'aspetto principale è il romance, c'è anche da dire che La Straniera ruota attorno a moltissimi altri temi ed elementi che vengono esplorati dalla Gabaldon e che contribuiscono a rendere il romanzo semplicemente unico.

Recensione Wink Poppy Midnight April Tucholke




Nel momento in cui guardi nell'oscurità, l'oscurità guarda dentro di te.

Wink, Poppy e Midnight sono i tre protagonisti della storia. C'è Wink, semplice e buona, che ama i libri e le storie di eroi. C'è Poppy, bellissima quanto crudele. E infine c'è Midnight, ordinario, e insicuro, stanco di Poppy e insicuro su Wink. Uno di loro è il cattivo e uno di loro è l'eroe. Uno di loro mente.

Recensione Hurt Tabitha Suzuma


Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo di una delle mie ultime letture, Hurt di Tabitha Suzuma. Si, si tratta della stessa autrice che, un po' di anni fa, ha fatto tanto parlare di sé con il suo libro più famoso, Proibito. Hurt è una storia molto diversa, e premetto che non raggiunge sicuramente i livelli di Proibito, ma nel complesso mi è piaciuta, soprattutto perché anche qui la Suzuma è riuscita a trattare molto bene un argomento difficile e che nei libri per adolescenti non vede spesso la luce.

Recensione The Dumplin' Julie Murphy



La trama di Dumplin' prometteva la storia di una ragazza che non lascia definirsi dal suo aspetto fisico e che persegue quello che vuole indipendentemente da ciò che pensano gli altri, e questo è esattamente quello che noi lettori abbiamo ottenuto, seppur in modo diverso da ciò che mi aspettavo. 
Ci sono tante cose che ho apprezzato molto di questo libro, e poi ci sono un paio di elementi che avrei preferito non ci fossero o che venissero trattati diversamente. In ogni caso però, ho trovato Dumplin' una splendida storia di crescita e accettazione, e questo non solo per quanto riguarda la protagonista e i suoi chili in più, ma anche per tanti altri temi e tanti altri personaggi che abbiamo la possibilità di incontrare nel corso del romanzo.

Questa sono io. Sono grassa. Non è una parolaccia. Non è un insulto. O almeno non lo è quando lo dico io. Quindi perché non dirlo sin da subito?

Mini-reviews-Il Miniaturista, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Ugly Love


Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo un post un po' diverso dal solito, un insieme di mini-pareri di libri che ho letto ormai da mesi, ma di cui non sono mai riuscita a scrivere le recensioni complete. Si tratta di tre titoli che ho letto tra la fine del 2015 e l'inizio dell'anno nuovo, Simon vs.the Homo Sapiens Agenda, Il miniaturista, e Ugly Love della Hoover ^^



Recensione The Monsters of Templeton Lauren Groff


Buongiorno, lettori. Oggi vi parlo di un libro letto qualche settimana fa, The Monsters of Templeton. La mia esperienza con questo libro è stata abbastanza particolare, soprattutto perché il libro in sé è una delle letture più strane e complesse che abbia fatto negli ultimi tempi. Il mio parere dunque è abbastanza contrastante, da un lato mi è piaciuto, dall'altro non ho potuto fare a meno di notare alcuni difetti che ne hanno in parte rovinato la lettura.
In ogni caso, ho scoperto giusto qualche giorno fa che il libro è stato tradotto anche in italiano poco dopo la sua uscita (col titolo I mostri di Templeton e una cover completamente stravolta), quindi chi non legge in lingua non avrà difficoltà a trovarlo ^^


Recensione The Accident Season Moïra Fowley-Doyle


The Accident Season parte da una premessa molto particolare: ogni anno, ogni ottobre, per la famiglia di Cara arriva la stagione degli incidenti. Ogni cosa va nel verso sbagliato, e nessuno può dirsi al sicuro perché nuovi incidenti sono sempre dietro l'angolo. Ponti che crollano, auto che perdono il controllo, lampadari che cadono dal soffitto. Durante gli anni più fortunati, ognuno se la cava con alcune ossa rotte e qualche visita in ospedale. Negli anni peggiori, qualcuno muore. 
Quest'anno, alla stagione degli incidenti si aggiunge il mistero di una ragazza che sembra aver seguito  e osservato la vita di Cara per anni, e che potrebbe addirittura aver qualcosa a che fare con la maledizione di famiglia. Ma la ragazza è scomparsa, e nessuno sembra sapere dove è finita. 

Gli incidenti avvengono. Le nostre ossa si rompono, la nostra pelle si spacca, i nostri cuori si spezzano. Bruciamo, affoghiamo, cerchiamo di sopravvivere.
The Accident Season appartiene chiaramente al genere del realismo magico, a metà tra contemporaneo e paranormal, e per la maggior parte del tempo il lettore non riesce nemmeno a distinguere quali aspetti della storia sono realtà e quali sono frutto di sogni e immaginazione della protagonista. La stessa Cara non è affatto un narratore affidabile, in quanto il modo in cui racconta gli eventi è molto spesso annebbiato dal suo stato emotivo o dall'alcol, ma ciò ha contribuito a rendere la storia ancora più interessante e coinvolgente.
Molti eventi e situazioni, come la stessa accident season, non vengono spiegati mai completamente e sono avvolti da un'aura di mistero sino alla fine, e se normalmente non apprezzerei questa scelta, penso che in questo caso lasciare certi aspetti del libro inesplorati abbia migliorato l'intera storia.

I personaggi sono tutti molto diversi tra loro, e in generale danno vita a una trama di relazioni molto complessa e intricata. La protagonista, Cara, è un po' sognatrice, un po' ingenua, ma è anche estremamente coraggiosa quando si tratta di proteggere la sua famiglia.
Sua sorella Alice, popolare, intelligente e pragmatica, è colei che crede di meno alla stagione degli incidenti e che vuole allontanarsi il più possibile dal passato della sua famiglia. Poi c'è l'ex-fratrellastro Sam, ormai parte della famiglia, ma ancora in bilico tra chi era e chi vuole diventare. E infine, la migliore amica di Cara, Bea, la ragazza più strana della scuola, che ostenta la sua eccentricità e la sua forza d'animo, ma che alla fine è un'adolescente come le altre.


Non c'è nessun fantasma; solo polvere nell'aria, il nostro respiro e il rumore del vento nel silenzio, e la sensazione che qualcosa, tanti qualcosa, ci stiano osservando. E forse alla fine ci sono davvero fantasmi.
Altre considerazioni random sul libro:
Ho adorato l'ambientazione irlandese, finalmente qualcosa di diverso dalla classica cittadina americana dispersa nel nulla.
Il personaggio di Elsie è per me rimasto un mistero fino alla fine, non ho compreso del tutto ciò che le è successo ma penso sia stata una scelta dell'autrice lasciare il lettore un po' confuso.
Lo stile della Dowley è a tratti molto semplice e ordinario, ma in altre parti diventa poetico ed evocativo e ti trascina completamente nella storia.
Il libro si legge davvero molto velocemente, principalmente per il modo in cui è strutturata la narrazione e il mistero che ti coinvolge sin dall'inizio.
Alcune scene del libro sono davvero inquietanti, soprattutto perché da lettore non riesci a capire cosa è reale e cosa sta accadendo veramente. The Accident Season sarebbe davvero un'ottima lettura per Halloween.
Il libro mi ha ricordato i romanzi della Quinn (Another little piece & Don't You Forget About Me), ma per lo stile e la parte realistico/magica anche un po' Ava Lavender.

E allora brindiamo alla stagione degli incidenti,
Al fiume in cui lasciamo affondare le nostre anime,
Ai lividi e ai segreti,
Ai fantasmi che vagano in soffitta
In conclusione direi che The Accident Season è stato un'ottimo debutto per la Dowley, e leggerò senz'altro i suoi prossimi libri. Non è un romanzo perfetto, molte cose non hanno senso nemmeno alla fine, i personaggi non sono memorabili e il finale era prevedibile, ma per la premessa e la storia in generale lo consiglio a chi ama questo tipo di libri. 4 stelline!


Difficoltà in lingua: medio-bassa. Come ho detto, alcuni passi sono molto semplici, altri estremamente descrittivi e forse un po' più complessi da comprendere.










Mini-recensioni: Let It Snow, Le domande di Brian, Modern Monsters

Buongiorno, lettori!Alla fine sono riuscita a trovare un modo per accedere a internet (anche se per un'oretta al giorno), e visto che non volevo lasciare il blog vuoto tutta la settimana, per oggi ho pensato di proporvi tre mini-recensioni, tra le quali ho inserito anche la raccolta Let It Snow (so che di questo libro se ne è parlato ormai tantissimo, ma volevo farvi conoscere anche il mio parere). Ci sono poi due titoli che dovevo recensire da tantissimo: Le domande di Brian di David Nicholls (Starter for Ten), e Modern Monsters di Kelly York. Il primo molto carino (è pur sempre Nicholls), il secondo molto coinvolgente (anche se non la consiglio come lettura natalizia xD).
Me ne sono accorta solo alla fine, ma ho dato a tutti e tre i libri esattamente lo stesso voto xD


Let It SnowQuest'anno Let It snow è stata la mia unica lettura natalizia e anche se non mi ha conquistata del tutto, non posso nemmeno dire che non mi sia piaciuta. 
Probabilmente conoscerete già a grandi linee in cosa consiste questa raccolta, quindi salterò direttamente al mio parere. 
In ogni raccolta di storie c'è quella novella che trovi più bella delle altre, quella che ti piace ma da cui ti aspettavi un tantino di più, e quella che invece non ti convince dall'inizio alla fine. E questo è esattamente quello che è successo con le tre storie della Johnson, di Green e della Myracle. 
Non ho particolarmente amato i libri della Johnson, ma devo ammettere che con le novelle ci sa fare. The Jubilee Express è stata la mia preferita tra le tre storie. Una ragazza rimane bloccata in una cittadina in mezzo al nulla a causa di una bufera di neve, e da lì si snoda tutta una serie di eventi che la porta a riconsiderare la sua relazione con il ragazzo che pensava di amare. L'ho trovata una storia molto dolce e divertente, la protagonista è il classico personaggio sveglio e ironico che non puoi fare a meno di apprezzare. È vero, certe situazioni erano al limite del ridicolo, ma durante la lettura vieni semplicemente trascinato dagli eventi senza accorgerti di quanto questi possano essere irrealistici. 4 stelline!
Ammetto invece di essere rimasta un po' delusa da A Cheertastic Christmas Miracle. Sarà che da John Green mi aspettavo qualcosina in più, ma in generale l'ho trovata una storia si carina, si scritta bene, ma non così appassionante. La prima parte è stata un po' lenta e in realtà le scene che mi sono piaciute di più sono proprio le ultime. 3 stelline!
L'ultima novella, The Saint Patron of Pigs, è stata invece quella che mi è piaciuta di meno. L'idea di base, una ragazza egocentrica che si rende conto degli errori commessi e matura, il tutto a causa di una serie di eventi dallo sfondo natalizio, non era affatto male. Il problema è che la protagonista non è riuscita proprio a conquistarmi, nemmeno quando inizia a comprendere che il modo in cui si comporta è sbagliato e decide di fare qualcosa a riguardo. L'intera faccenda del maialino però l'ho trovata carinissima. 2,5 stelline!
Voto complessivo: 3,5 stelline
Difficoltà in lingua-bassa. Il fatto che sia una raccolta di short stories poi rende il libro molto adatto per principianti ^^



Starter for Ten
Starter for ten è (in Italia, Le Domande di Brian) il primo libro di David Nicholls, autore che, prima col bellissimo Un giorno, e poi con il più recente Noi, si è ormai fatto strada nella lista dei miei scrittori preferiti.Ero curiosa di leggere Starter for Ten, nonostante i pareri contrastanti, perché si trattava pur sempre di Nicholls, e perché ormai sono decisa a leggere tutti i suoi libri. E alla fine non mi ha esattamente deluso, ma non l’ho nemmeno amato come avrei voluto. In breve, si tratta di un libro lontanissimo sia da Noi che da Un Giorno, e che probabilmente deluderà i lettori che hanno amato i suoi ultimi lavori, perché leggendolo non si può fare a meno di paragonarlo all’uno o l’altro titolo-entrambi nettamente migliori di Starter for Ten.
Questo non significa che il libro non mi sia piaciuto, anzi. È una storia molto carina, che si legge velocemente e che diverte, ma a cui manca semplicemente quel qualcosa in più presente invece negli altri libri di Nicholls. 
La trama si incentra su un ragazzo alle prese col primo anno di college: Brian è disposto a tutto pur di rendere la sua esperienza universitaria perfetta. I suoi obiettivi?Far parte del team di un famoso show televisivo dedicato agli studenti, conquistare la ragazza dei suoi sogni, unirsi a decine di club e società. Ma tante cose possono andare storte, e l’anno si rivelerà completamente diverso da ciò che Brian si aspettava.

Come ho detto la storia è molto carina, ho apprezzato il modo in cui Nicholls ha sviluppato la trama e anche il finale mi è piaciuto abbastanza. Ma se c’è una cosa che mi ha dato fastidio sono le troppe situazioni inverosimili, quasi forzate, di cui è protagonista Brian. È difficile pensare che un personaggio cosi imbranato, goffo e ingenuo, possa esistere anche nella realtà. 
Starter for ten è dunque nel complesso un buon libro, ma se sono sicura che Noi, farà parte dei preferiti dell’anno, Starter for Ten rimarrà qualche gradino più in basso, e troverà il suo posto tra le letture piacevoli, ma non speciali. 
Difficoltà in lingua-alta. Lo stile in sé non è difficile, ma lo slang inglese non è affatto semplice da capire, quindi non la consiglio affatto come prima lettura!


Modern Monsters
Modern Monsters è una storia di stupro raccontata dal punto di vista del ragazzo accusato come responsabile. Quando l’ho visto ho subito pensato che sarebbe stato un libro interessante da leggere. E che dire, non l’ho trovata una lettura perfetta, e non l’ho nemmeno particolarmente amata, ma nel complesso mi è piaciuta. L’argomento affrontato poi è difficile e intenso e l’autrice è riuscita a trattarlo, molto bene, oltre da una prospettiva mai vista prima. 
Vic è il classico bravo ragazzo della porta accanto. Timido, riservato, solitario. Non penseresti mai che sarebbe capace di marinare la scuola, tanto meno di violentare una ragazza ubriaca a una festa. E poi la polizia si presenta davanti alla sua porta di casa, e compare una foto che lo mostra con la vittima, ed ecco che per tutti diventa un mostro e improvvisamente nemmeno sua madre riesce più a guardarlo negli occhi. Vic è innocente, ma non può provarlo, a meno che non trova il vero colpevole.
L’intera storia si concentra sulla ricerca del ragazzo che ha violentato Callie Wheeler, ricerca che si intreccia a problemi familiari di Vic e un legame con un’amica di Callie che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più. 
Modern Monsters si legge in mezza giornata, ha un ritmo veloce e incalzante e cattura il lettore sin dalla prima pagina. Non è di certo paragonabile a titoli come All the rage o Speak, ma nel complesso si è rivelata una lettura interessante e terrò sicuramente d’occhio l’autrice se mai scriverà altri libri.

Difficoltà in lingua-bassa. Il linguaggio è molto semplice e in generale il libro si legge velocemente.

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