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BIG LITTLE LIES -COSA NE PENSO DEL LIBRO (E SERIE TV)



Big Little Lies è stato il mio primo romanzo di Liane Moriarty, ma non sarà di certo l'ultimo. Conoscevo quest'autrice da tempo ma avevo erroneamente visto sempre i suoi romanzi come soliti chick-lit contemporanei che fatico a leggere e ad apprezzare. L'uscita della serie tv però non ha potuto fare a meno di incuriosirmi, e così ho deciso di dare una possibilità al libro, soprattutto per conoscere la storia da cui era tratto il telefilm. Il risultato?Ho adorato sia il romanzo che la sua trasposizione.

Partendo dal libro, devo dire che una volta iniziato è stato difficile smettere di leggere. La storia mi ha affascinato sin dalle prime pagine, e nonostante il libro in sé non sia brevissimo, l'ho terminato nel giro di pochi giorni.
Al centro della trama ci sono tre donne, le cui vite sono molto diverse ma allo stesso tempo profondamente connesse, in modi che nemmeno loro immaginano inizialmente. Madeline, sfrontata e brutalmente onesta, non ha paura del confronto e di difendere le persone che ama. Jane, mamma single, nuova arrivata in città e immediatamente emarginata perché suo figlio viene accusato di bullismo. E infine Celeste, che sembra condurre la vita perfetta. In realtà ognuna di queste donne nasconde segreti, che verranno rivelati a poco a poco e che le porteranno ad avvicinarsi sempre di più l'una all'altra.

Ogni personaggio presenta diverse sfaccettature. Nessuno di loro è perfetto, al contrario commettono errori, feriscono e vengono feriti a loro volta, e ciò contribuisce a renderli credibili e tangibili agli occhi del lettore.
I temi affrontati dalla Moriarty in questo libro sono abbastanza impegnativi- si va dalla violenza domestica, all'abuso, al bullismo - ma vengono sviluppati in modo tale da non farli mai apparire eccessivamente pesanti. Ciò grazie alla scrittura diretta e scorrevole dell'autrice, caratterizzata molto spesso da note di ironia e umorismo. 

Passando invece alla serie tv, devo dire che il pilot, nonostante mi fosse piaciuto, non mi aveva poi colpito più di tanto. Guardando gli episodi successivi però mi sono appassionata sempre di più, finendo per apprezzare moltissimo anche la trasposizione su piccolo schermo della storia.
In soli sette episodi i produttori sono riusciti a raccontare in modo fantastico le vite di Madeline, Jane e Celeste. Ci sono stati diversi cambiamenti rispetto al libro, ma fondamentalmente ha rispecchiato la storia e i personaggi così come sono stati definiti dalla Moriarty. Ho adorato poi il cast, che penso abbia contribuito a rendere davvero speciale questa piccola serie. 
Adesso sono molto curiosa di vedere come proseguirà la serie con la seconda stagione, data la natura autoconclusiva del romanzo!

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.


Recensione Fates and Furies Lauren Groff




Fates and Furies è il terzo libro che leggo di Lauren Groff e posso dire che quest'autrice non smette mai di stupirmi. I romanzi che scrive sono tutt'altro che perfetti, i protagonisti delle sue storie sono molto spesso  complicati, difficili da capire ed apprezzare. C'è sempre qualcosa che non mi convince del tutto dei libri della Groff, e c'è sempre qualcosa che amo alla follia (che di solito prevale, e Fates and Furies non fa eccezione). 

Rooms Lauren Oliver-Recensione



Rooms è il primo libro della Oliver etichettato come “adult fiction”, e come tale ero curiosissima di leggerlo, avendo amato praticamente ogni suo altro lavoro nel campo young adult. Rooms è un romanzo a metà tra un contemporaneo e una ghost story, che per certi versi mi ha ricordato di Un’inquietante simmetria della Niffenegger (anche se le due storie non potrebbero essere più diverse). 

“Memory is as thick as mud. It rises up, it overwhelms. It sucks you down and freezes you where you stand. Thrash and kick and gnash your teeth. There's no escaping it.” 

Rooms è decisamente diverso dai libri precedenti della Oliver, non solo per la categoria di lettori a cui si rivolge, ma per la trama in sé e i toni che la caratterizzano: quella raccontata in Rooms è una storia dark, dalle sfumature tristi e nostalgiche, che fa riflettere e in cui l’azione è davvero poca. 

Il filo conduttore del libro è la casa in cui è ambientata la storia: Rooms è infatti diviso in 11 parti, ogni parte rappresentante una stanza della casa a cui le vicende si collegano. 
I personaggi sono tanti, tra fantasmi e persone, ma in comune hanno tutti il fatto di aver abbandonato la vita, di aver lasciato che il dolore e la sofferenza si impadronisse di loro fino a lasciare un vuoto che niente e nessuno riesce a colmare. Ogni personaggio del libro si sente “intrappolato”, e ciò vale sia per i fantasmi, imprigionati nelle mura della casa, incapaci di trovare pace, sia per le persone che la abitano, ognuna di loro perseguitata dai demoni del passato.

“Or maybe it's life that is the infection: a feverish dream, a hallucination of feelings. Death is purification, a cleansing, a cure.”

Ho adorato Rooms, ma avrei voluto vedere alcune parti della storia esplorate in modo più approfondito. Il libro è infatti molto breve e si legge nel giro di poche ore, ma a causa del gran numero di personaggi e punti di vista ho trovato difficile riuscire a immedesimarmi nelle vite dei protagonisti. Riusciamo a comprendere, da lettori, le loro azioni e il loro dolore solo alla fine, quando il passato di ogni personaggio viene finalmente svelato.

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.

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