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The Immortalists di Chloe Benjamin - E se potessi sapere la data della tua morte?



“There are two major theories about how to stop aging…”
“…It sounds like you’re saying we can choose to live. Or we can choose to survive.”

Corre l'anno 1969 e quattro fratelli, ancora ragazzini, decidono di visitare una chiromante. La strana signora che gli apre la porta fa entrare i fratelli separatamente, e a ognuno di loro predice la propria data di morte. La visita influenza tutti e quattro in maniera diversa, e malgrado l'iniziale scetticismo, la previsione della chiromante tormenterà le loro vite per sempre. 

And what if I change?" It seems impossible that Varya's future is already inside her like an actress just offstage, waiting decades to leave the wings. 
"Then you'd be special. 'Cause most people don't."

The Immortalists è un libro che affronta tanti temi interessanti e che fanno senz'altro riflettere il lettore. Credo che la domanda centrale attorno alla quale ruota il romanzo sia "Se sapessi la tua esatta data di morte, vivresti la vita in modo diverso?"
I quattro fratelli prendono tutti strade molte diverse fra loro, ma quante delle loro scelte sono determinate dal destino, e quante sono state frutto della consapevolezza di morire più o meno tardi nella vita?
Simon e Klara decidono di vivere la propria vita appieno, lasciare la loro città e famiglia e inseguire i propri sogni. L'influenza della chiromante li rende spericolati, ma fa anche sì che colgano opportunità che non avrebbero preso in caso contrario. 
Daniel e Varya invece rimangono a casa a prendersi cura della ormai anziana mamma, e nel mentre frequentano l'università e si costruiscono carriere stabili e sicure. 

“You weren’t terrified?” 
“No, not then…When doctors said we should be celibate, it didn’t feel like they were telling us to choose between sex and death. It felt like they were asking us to choose between death and life. And no one who worked that hard to live life authentically, to have sex authentically, was willing to give it up.”

Il libro è diviso in quattro sezioni, una per ogni personaggio, in ordine cronologico. Le sezioni che mi hanno colpito di più sono sicuramente state quelle di Simon e Varya, le cui vite non potrebbero essere più diverse. Simon si trasferisce a San Francisco per essere finalmente se stesso e cercare fortuna come ballerino, mentre Varya diventa una biologa ricercatrice, e dedica gran parte della sua vita allo studio della longevità e dei metodi per prolungare la vita. Se Simon decide di vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo, Varya fa esattamente il contrario, limitandosi a sopravvivere il più possibile. 

The Immortalists è sicuramente un romanzo che fa pensare, e che personalmente ho adorato. È appassionante e ti fa davvero entrare nella mente di quei quattro ragazzi che si sono trovati a fare i conti con la propria mortalità fin troppo presto. Consigliato a chiunque cerchi una lettura affascinante e caratterizzata da temi spinosi e provocanti. 


Difficoltà lettura in lingua-media.



Recensione The Cruel Prince di Holly Black


Holly Black è negli ultimi anni diventata una garanzia per me. Ho amato più o meno ogni suo libro e The Cruel Prince non fa eccezione. Si tratta di una lettura abbastanza unica nel suo genere: una storia dark, colma di twists e colpi di scena che non ti aspetti e con personaggi di cui non puoi fare a meno di entrare in sintonia. 

Il mio parere su "Abbiamo sempre vissuto nel castello" Shirley Jackson




"Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l'Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti."

Recensione Bellezza selvaggia di Anna-Marie McLemore


Buona domenica, lettori!Come state passando la giornata?Oggi vi propongo la recensione di Wild Beauty di Anna-Marie McLemore, libro che uscirà a maggio anche in Italia!Della stessa autrice avevo letto due anni fa The weight of feathers (qui la recensione) e l'avevo adorato, ma credo che Wild Beauty mi sia piaciuto anche di più!


“Because falling in love with a girl who feared nothing in this world had left her ready to love a boy whose heart had been broken before she ever touched him.”

Il giardino delle farfalle Dot Hutchison - Recensione



«Noi lo chiamiamo il Giardiniere», disse in tono secco. «Appropriato, no?».
«Cos’è questo posto?»
«Benvenuta nel Giardino delle farfalle»

Ho conosciuto Dot Hutchison grazie alla sua rivisitazione Young Adult di Amleto, A Wounded Name. Mi sono subito innamorata della sua scrittura, ed ero decisa a leggere tutti i suoi altri romanzi. 
Ero abbastanza sorpresa quando ho scoperto che avrebbe pubblicato una serie di thriller, ma devo dire che questo primo volume non mi ha affatto delusa. 
Il giardino delle farfalle è un thriller estremamente dark e coinvolgente. Non si può fare a meno di rimanere affascinati dalla storia di Maya e delle altre Farfalle sin dalla prima pagina.

Qual'è la trama in breve?Un serial killer rapisce da anni giovani ragazze per rinchiuderle nel suo "Giardino" e marchiarle come sue Farfalle, privandole della loro identità. Quando le ragazze vengono liberate, gli agenti in carica del caso cercano di scoprire cos'è successo nel Giardino interrogando Maya, una delle Farfalle.

Il libro viene quindi narrato tramite un incrocio di punti di vista. Vediamo alternarsi il racconto della permanenza nel Giardino, in prima persona della protagonista, al colloquio che la stessa protagonista ha con due agenti in seguito alla liberazione dalla prigionia.
Ho apprezzato molto questa scelta perché cosi facendo l'autrice ha rivelato ciò che è successo nel Giardino in modo graduale, senza sovraccaricare il lettore di informazioni. Inoltre in questo modo ogni segreto rivelato da Maya durante l'interrogatorio risulta essere ancora più sconvolgente.

Eravamo Farfalle e le nostre brevi vite sarebbero terminate nel vetro.

Nonostante la natura della storia il libro non è troppo "grafico". Le scene peggiori vengono lasciate all'immaginazione del lettore, mentre l'autrice si concentra piuttosto sulle conseguenze, fisiche e mentali, che i continui abusi hanno sulle ragazze. 
Un altro aspetto su cui la Hutchison si è particolarmente soffermata è il rapporto che si viene a creare fra le Farfalle. Sono ragazze tutte molto diverse fra loro, ma nel corso della loro prigionia diventano come sorelle: si proteggono a vicenda e molte di loro sopravvivono proprio grazie al supporto delle altre.

L'unica cosa che non mi ha convinto del tutto è stato il colpo di scena finale. Mi chiedo se fosse davvero necessario introdurre un altro twist nella storia, e se il collegamento fatto dall'autrice abbia senso.
A parte questo dettaglio (che è la ragione per cui non do cinque stelline piene al libro), non posso che consigliare The Butterfly Garden a chiunque sia alla ricerca di un thriller forte e coinvolgente. La storia di Maya e delle altre Farfalle non vi lascerà indifferenti.


Difficoltà in lingua: medio-bassa.

Recensione Fates and Furies Lauren Groff




Fates and Furies è il terzo libro che leggo di Lauren Groff e posso dire che quest'autrice non smette mai di stupirmi. I romanzi che scrive sono tutt'altro che perfetti, i protagonisti delle sue storie sono molto spesso  complicati, difficili da capire ed apprezzare. C'è sempre qualcosa che non mi convince del tutto dei libri della Groff, e c'è sempre qualcosa che amo alla follia (che di solito prevale, e Fates and Furies non fa eccezione). 

Arcadia Lauren Groff-Recensione


I mostri di Templeton, uno dei primi libri (se non il primo in assoluto) di Lauren Groff mi aveva affascinato sin dalla prima pagina per la sua prosa meravigliosa, per la complessità dei personaggi e per quell'alone di realismo magico che circondava la storia. Non l'ho amato completamente, ma si è rivelata sicuramente una delle letture più interessanti fatte quest'anno. E direi che adesso posso dire lo stesso di Arcadia.

All the light we cannot see Anthony Doerr-Recensione




Aprite gli occhi e guardate il più possibile attorno a voi, prima che si chiudano per sempre.

Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro. Non leggo molti romanzi storici, ma quest’anno mi sto impegnando a esplorare nuovi generi, e All the light we cannot see, acclamatissimo e amato pressoché da tutti, mi sembrava il libro perfetto da cui iniziare. E devo dire che non ne sono rimasta affatto delusa. Nonostante il libro non mi abbia conquistato dalla prima pagina, una volta che ho iniziato ad appassionarmi davvero alla storia, non sono riuscita più ad abbandonarne la lettura. All the Light we Cannot See si è rivelato infatti una lettura intensa e malinconica, incentrata su due vite ordinarie ma a modo loro speciali. 

Il solo titolo lascia trasparire quelli che sono i temi centrali del romanzo: come lo stesso autore ha spiegato, All the light we cannot see fa riferimento sia a tutte le storie ancora non narrate sulla seconda guerra mondiale-storie di persone ordinarie che hanno fatto, alla fine, la differenza, sia al modo in cui gli uomini tendono a trascurare tanti aspetti della vita, concentrandosi solo su quelli più “visibili”, all’apparenza più importanti.

Quando ho perso la vista, Werner, le persone mi hanno detto che ero coraggiosa. Quando mio padre se ne è andato, mi hanno detto che ero coraggiosa. Ma non è coraggio; Io non ho scelta. Mi sveglio e vivo la mia vita. Tu non fai lo stesso?

La narrazione si spezza in due parti: da un lato abbiamo la storia di Marie-Laure, ragazza francese, cieca dall’età di sei anni, e dall’altro abbiamo Werner, a servizio dell’esercito tedesco per la sua intelligenza innata. Le due storie corrono parallele per gran parte del libro, alternandosi tra passato e presente, per poi incrociarsi in un brevissimo istante che cambia ogni cosa. 

Non vuoi sentirti vivo prima di morire?


All the light we cannot see è un romanzo che tratta la guerra attraverso gli occhi di due bambini innocenti (e in questo, mi ha un po’ ricordato The Book Thief), e poi due ragazzi che cercano di sopravvivere senza dimenticare ciò che li rende umani. Una storia drammatica, accompagnata da una prosa vivida ed elegante, che non si dimentica facilmente.

The Library at Mount Char Scott Hawkins-Recensione




The Library at Mount Char è senza dubbio uno dei libri più strani e anti-convenzionali che abbia mai letto. Talmente unico, infatti, che trovo difficile perfino porlo in una categoria specifica. Se dovessi fare un tentativo, direi che Fantasy e Horror sono forse i generi che gli si avvicinano di più, il tutto unito forse a un pizzico di Science Fiction. 
La trama ufficiale è davvero molto vaga e anticipa poco sulla storia (ed effettivamente si tratta di uno di quei libri che apprezzi di più leggendolo senza sapere molto su cosa accadrà), quindi a inizio lettura non avevo idea di cosa aspettarmi. Non ero affatto sicura che il libro mi sarebbe piaciuto ma la premessa era troppo interessante per non fare un tentativo: la storia ruota attorno a questa donna, Caroline, che insieme ai suoi fratelli fa parte di una biblioteca decisamente inusuale. Molto tempo fa, Caroline e gli altri sono stati adottati da Father, una figura potente e sinistra che li ha introdotti ai segreti della Biblioteca di Mount Char. 

The Library at Mount Char non fa sicuramente parte del tipo di libri che leggo di solito. È estremamente dark, certe scene non sono facili da leggere-uccisioni, torture, violenza e lotte all’ultimo sangue sono all’ordine del giorno-e non è semplice comprendere i vari personaggi o le loro azioni. Le prime 100 pagine sono abbastanza confusionarie, non è semplice capire cosa stia succedendo o perché stia succedendo, ma superata questa prima parte la storia inizia a delinearsi in modo sempre più chiaro. Arrivata a metà libro, sapevo di avere tra le mani qualcosa di davvero unico e originale, e a quel punto è diventato letteralmente impossibile smettere di leggere.

Per quanto riguarda i personaggi, come ho detto è difficile immedesimarsi in Caroline, che è la protagonista, o anche negli altri personaggi principali, perché pur essendo umani non pensano o non si comportano come tali, ma hanno sicuramente un punto di vista unico sugli eventi (nel libro vi sono diversi punti di vista).
Ho amato la mitologia e il background che Hawkins è riuscito a creare per noi lettori. Ho amato anche la sua scrittura, e ammetto che scoprire che si tratta del suo primo libro pubblicato mi ha sorpreso abbastanza, perché è sicuramente uno dei migliori autori scoperti quest’anno.

The Library at Mount Char è stato paragonato ai lavori di Joe Hill e all’American Gods di Gaiman, e se da un lato non conosco Hill, posso dire che molte scene del romanzo di Hawkins mi hanno effettivamente ricordato di American Gods e di Gaiman in generale (anche se le due storie non potrebbero essere più diverse). 


Difficoltà di lettura in lingua-medio/alta. 


Recensione Uprooted Naomi Novik


Uprooted è  stato definito come un retelling di La Bella e la Bestia, ma anche se il punto di partenza è molto simile, penso non abbia niente a che vedere con la fiaba originale. La trama, almeno nei primi capitoli, mi ha ricordato molto Cruel Beauty e A court of thorns and roses, ma ancora si tratta di una storia completamente diversa da qualsiasi altra rivisitazione. 
Rispetto ai libri della Hodge e della Maas, ho trovato Uprooted molto più dark e gotico, più vicino a fantasy classici che a vere e proprie rivisitazioni e con una mitologia molto lontana da quella comunemente associata a The beauty and the beast. 

In Uprooted, la storia parte con una breve introduzione al mondo creato dall'autrice. Si tratta di un mondo minacciato da La Foresta, una forza così oscura e potente che è capace di corrompere qualsiasi creatura entri in contatto con essa, e che sta avanzando sempre di più sul regno di Polnya.
Il villaggio in cui vive la protagonista, tuttavia, è protetto da uno stregone (The Dragon), che porta con sé una giovane ragazza ogni 10 anni in cambio della sua protezione. Nessuno sa cosa succede alle ragazze che il Dragone sceglie, se non che allo scadere dei 10 anni ognuna di loro torna profondamente cambiata. 
Questa è la premessa (volutamente) molto generale del libro, che in realtà nasconde una trama estremamente complessa in cui ogni tassello viene gradualmente svelato. 

Una delle cose che ho più apprezzato di Uprooted è il modo in cui la Novik ha completamente stravolto le aspettative create dalla sinossi ufficiale. Da lettore, ti aspetti un certo tipo di storia, e poi l'autrice inverte tutte le tue convinzioni su chi è il cattivo e su chi sono gli eroi. Finisci col leggere una storia che ha tutti gli elementi che ti erano stati promessi-magia, mostri, cattivi, principi e stregoni-ma trattati in modi nuovi e originali. 

Nessuno entrava nella foresta e riusciva a venirne fuori, o almeno chi ne veniva fuori non era più intero e non era più se stesso. A volte le persone venivano fuori urlando, ciechi, a volte venivano così distorti e cambiati che nessuno riusciva a riconoscerli; nel peggiore dei casi venivano fuori e sembravano proprio loro, ma dietro le loro facce si nascondeva l'oscurità.

L'ambientazione è sicuramente uno degli elementi più affascinanti del libro. La foresta, questa forza viva e razionale, capace di attrarre umani e usarli per seminare oscurità e dolore, è descritta in modo così vivido e intenso che al lettore sembra quasi di essere lì, tra gli alberi insieme ai protagonisti.
Accanto all'interessantissima ambientazione, abbiamo anche dei personaggi molto realistici e umani, che alla fine non puoi far a meno di apprezzare. 
La protagonista, Agnieszka, non è la più bella ragazza del villaggio, né la più intelligente. Ma possiede a modo suo qualcosa di speciale, ed è per questo che Il Dragone la sceglie. E parlando dello stregone, ho adorato la relazione di amore/odio che si sviluppa tra i due. Dal punto di vista del romance, direi che è molto meno presente rispetto ad ACOTAR e Cruel Beauty, in quanto la Foresta e Agnieszka rimangono sempre i punti focali del libro, ma i momenti che gli dedica l'autrice sono alcune delle migliori parti del libro.

La verità non significava niente se non avevi nessuno con cui condividerla. 

4,5 stelline!Uprooted è un libro a metà tra ACOTAR e Cruel Beauty, ma che personalmente ho trovato migliore di entrambi. Lo consiglio ai fan dei fantasy e a chi è alla ricerca di una lettura diversa dal solito.

Difficoltà in lingua-medio/alta. Il libro è molto lungo (450 pagine circa) e ci sono tantissime parti descrittive. Non il miglior libro per chi si sta avvicinando adesso alla lettura in inglese. 

Recensione Carry On Rainbow Rowell


Carry On è la fanfiction, scritta da Rainbow Rowell, della fanfiction di una serie parallela ad Harry Potter. Ha senso come frase?Vedrò di spiegarvi meglio. La Rowell ha scritto Fangirl. In questo libro, una ragazza ossessionata con una saga di libri famosissima scrive fanfiction su due personaggi appartenenti a questa saga. Ora, la storia in questione è molto molto simile ad HP, ma essendo Fangirl ambientato in una specie di mondo parallelo al nostro, ciò non aveva importanza.
Carry On è l’interpretazione personale della Rowell di una storia che aveva inventato inizialmente solo per Fangirl. Ma, come ha scritto anche lei a fine libro, ce ne siamo innamorati tutti così tanto, che ha deciso di ritornare nel mondo di Simon Snow e raccontare la sua storia completa. E come non amare anche lei per questo?

Carry On è un grandissimo tributo al mondo delle fanfiction, ma anche uno splendido libro young adult. Non è Eleanor & Park, non è Fangirl, non è HP, ma è una storia bella, scritta bene, che si lascia leggere. È la classica storia d’amore della Rowell, ma con così tanti elementi fantasy che le relazioni tra i personaggi passano quasi in secondo piano. Quasi, perché anche mentre i protagonisti stavano combattendo draghi e creature maligne varie tutto ciò che riuscivo a pensare era che finalmente stava cambiando qualcosa tra di loro (si, la rowell è così brava). 

L’originalità non è quindi l’elemento forte del libro, ma ci tengo a specificare che non si tratta di un’imitazione di HP, Hex Hall o qualsiasi altro libro incentrato su scuole di magia. I personaggi sono diversissimi, e gli eventi anche, e se iniziate Carry On pensando che Simon sia Harry Potter e Penelope sia Hermione, finirete per non godervi la lettura. Accettate la storia per quella che è, e vi garantisco che lo amerete.

Saltando i dettagli sulla trama (che in questo caso non hanno molta importanza), vi parlo direttamente della storia in generale e dei personaggi. 
Nel libro si vanno a intersecare due filoni principali: la storyline relativa al mondo della magia e al pericolo che coinvolge tutti i Magi infatti non prende mai il sopravvento su quello che è il percorso di evoluzione dei personaggi principali. Abbiamo innanzitutto Simon, l’eroe più buono dolce e imbranato del mondo, deciso a salvare il mondo anche se significa distruggere se stesso. E poi c’è Baz, lo storico nemico che si trasforma poi in ben altro, Penelope, la miglior amica coraggiosa e intelligente e Agatha, maga desiderosa di vivere una vita “normale”. 

Ho apprezzato molto il fatto che l’autrice abbia preso la storia semplicemente per quello che era, senza tentare di differenziarsi in modo forzato e senza copiare in modo identico aspetti ed elementi di altri libri. 
La Rowell invece ha utilizzato le nostre esperienze con questo tipo di libri come una sorta di background per la storia. Di conseguenza è riuscita a far confluire tutte le parti migliori in un unico libro, senza dover descrivere i 7 anni precedenti della vita di Simon. 

La prima parte del libro è un po’ lenta, soprattutto perché la Rowell doveva introdurre la storia, l’ambientazione, il mondo magico e le sue regole, e qui le somiglianze con HP e saghe simili era semplicemente inevitabile. Appena Baz fa la sua prima comparsa, la storia inizia a coinvolgerti completamente. 
E a proposito di Baz, il rapporto che si instaura tra lui e Simon è semplicemente adorabile, e la cosa che ho amato di più è che viene descritto in modo così realistico, nonostante tutta la parte fantasy. I primi momenti in cui si rivalutano l’un l’altro e iniziano a vedersi per ciò che sono veramente restano alcune delle mie scene preferite del libro. 

Anche se Carry On nasce da un'idea contenuta in Fangirl, il libro è completamente indipendente da quest'ultimo ed è anche autoconclusivo, quindi lo consiglio sia a chi ha letto e amato la storia di Cath, sia a chi non ha mai letto nulla della Rowell. 


Difficoltà di lettura in lingua: medio-bassa

Recensione Fall for Anything Courtney Summers

Buona domenica a tutti, lettori!Scusatemi per l'assenza degli ultimi giorni, settimana prossima ho tre esami, ed essendo i primi e non sapendo bene cosa aspettarmi sto studiando giorno e notte da settimane xD Ho trascurato moltissimo il blog (e non voglio nemmeno aggiornarvi sulla situazione "letture", ottobre è quasi finito e ho letto solo un libro!), ma giovedì dovrei liberarmi e spero di potermi dedicare alla blogosfera per qualche giorno.
Oggi comunque vi lascio il mio parere su Fall for anything della Summers, letto ad aprile e amato moltissimo ^^



Ho letto Fall For Anything qualche mese fa, prima di All the Rage e Cracked up to be (altri libri della Summers), quindi di fatto questo è stato il mio primo contemporaneo dell'autrice dopo This is not a test e il suo seguito, che ho amato moltissimo. Al contrario degli altri romanzi della Summers, la serie di This is not a test non è un contemporaneo ma una sorta di dispotico-apocalittico, e se l'ho amata così tanto è proprio perché l'autrice è riuscita a distinguersi creando una storia che ha molto poco di distopico e davvero tanto di umano.
Fall for Anything mi è piaciuto più o meno per lo stesso motivo. La storia non potrebbe essere più diversa, ma alla base troviamo gli stessi sentimenti, le stesse tematiche. Perdita, dolore, e sopravvivenza fanno da motore a una storia difficile da leggere ma facile da amare. 

Milo esita. "Prima."
"Non farlo,"Dico.
"Non fare cosa?"
"Non dividermi in prima e dopo."

Il padre di Eddie è appena morto. Si è suicidato. Ed Eddie non sa cosa fare. Improvvisamente anche lei si ritrova a lottare per trovare una ragione di vita. La cosa peggiore?Suo padre ha deciso di andarsene senza nessun motivo apparente, ed è questo ciò che fa star più male la ragazza. Sua madre non è affatto in condizioni migliori, e l'unico che sembra parzialmente risollevarla è il miglior amico di sempre, Milo. Ma quando il tentativo di ritornare alla vita "normale" non funziona, ecco che Eddie si allontana sempre di più da sua madre, e da Milo. E poi incontra Culler, allievo di suo padre, l'unico che riesce a capire il suo dolore, è l'unico che in questo momento riesce a farla sentire viva.
Culler vede il mondo attraverso la macchina fotografica ed è solo con le sue foto che riesce ad accettare e comprendere la realtà che gli si presenta davanti: il suo idolo, il suo maestro, è morto e non c'è niente che abbia lasciato indietro che possa aiutarlo. Perché lo ha fatto?Perché era tanto infelice da lasciare tutte le persone che lo amavano?Perché nessuno si è accorto di niente?Il perché di tutto è la domanda su cui si incentra l'intero libro e nessuno dei personaggi, né Eddie, né sua madre, né Culler, sembrano essere capaci di lasciarla andare.

Colgo me stessa allo specchio e realizzo che mio padre non mi vedrà mai così. Sto diventando una persona che mio padre non conoscerà mai.

Come sempre lo stile dell'autrice è magnifico. La Summers riesce a catturare perfettamente il dolore, la solitudine e la rabbia di Eddie e non solo, riesce a trasmettere tutto ciò al lettore tanto da farci entrare nella testa di Eddie, farci sentire come se camminassimo al suo fianco e come se, insieme a lei, anche noi potessimo precipitare da un momento all'altro. Ho amato moltissimo anche i dialoghi e le situazioni che la Summers ha creato. Spesso nei libri accade la cosa giusta al momento giusto, e i personaggi dicono ciò che sentono nel momento in cui lo desiderano. E invece le storie della Summers sono piene di silenzi dolorosi, parole non dette, abbracci rimpianti e conversazioni strazianti. 

I libri di quest'autrice non sono tanto storie d'amore, storie di crescita, ma più storie di sopravvivenza. I suoi personaggi affrontano morte e distruzione e in qualche modo trovano la forza di andare avanti, di vivere nonostante tutto. Ed è questo che mi fa apprezzare i suoi romanzi così tanto. Fall for Anything è un ottimo libro per iniziare a leggere quest'autrice, e non posso fare a meno di consigliarlo.


Difficoltà di lettura in lingua: medio-bassa. Non la consiglio come primo libro, ma è decisamente fattibile per chi ha già un minimo di esperienza di lettura ;)




Recensione Crimson Bound Rosamund Hodge

Buongiorno, lettori!Scusatemi per l'assenza di questi giorni, in settimana sono iniziate le lezioni e sono abbastanza impegnative, in più tra treno e autobus torno a casa molto tardi, e ormai non tocco il pc da circa quattro giorni (sto scrivendo dal cellulare perfino quest'introduzione xD). Fortunatamente ho programmato tutti i post delle prossime settimane, quindi vi avviso già da ora che continuerò a pubblicare almeno tre volte a settimana :) Oggi vi parlo di Crimson Bound della Hodge, la stessa autrice di Cruel Beauty (Bellezza Crudele) che uscirà ad ottobre in Italia :)




Una ragazza, poco più che bambina, si inoltra nella foresta pensando di poter fuggire al mostro. Ma il mostro la trova, e la costringe a diventare un mostro a sua volta. Uccidi qualcuno in 24 ore e diventa come me, o muori. E Rachelle si ritrova ad uccidere, pur di sopravvivere. Tre anni dopo, lavora al servizio del reame come guerriera insieme agli altri bloodbound-creature, non più umane, costrette a scegliere tra l’omicidio e la morte-ma il richiamo della foresta, e del mostro che vive in essa, è più forte che mai. Rachelle negli anni ha conservato parte della sua umanità, ed è decisa a sconfiggere la foresta. Ma come uccidere qualcosa che è ormai diventato parte di lei?

L’anno scorso ho letto Cruel Beauty, retelling di La Bella e la Bestia, (che tra l’altro uscirà presto anche qui) e me ne sono completamente innamorata. La Hodge era riuscita a creare una storia complessa e intrigante, che finiva con l’avere molto poco in comune con la fiaba a cui si era ispirata, ma che non poteva fare a meno di conquistare. Una trama ricca e complessa, personaggi ben costruiti, mitologia unica e interessante, un finale soddisfacente che non dava spazio a possibili seguiti. Non sapevo bene cosa aspettarmi da Crimson Buond, ma per qualche strana ragione avevo la sensazione che non si sarebbe rivelato all’altezza di Cruel Beauty. E invece mi sbagliavo, perché con questo libro la Hodge ha dimostrato di avere un talento a dir poco unico per i retelling. 


Annunciata come rivisitazione di Cappuccetto Rosso, Crimson Bound è una storia di sacrificio, amore e redenzione che si distacca di tanto dalla fiaba da cui prende ispirazione. La trama è molto complessa, piena di colpi di scena e svolte inaspettate, e la mitologia che fa da sfondo alle vicende è unica e mai vista prima. L’ambientazione richiama la Francia medievale, e le descrizioni sono estremamente ricche e dettagliate, non è difficile immaginare quanto la Hodge abbia ricercato per rendere questo mondo il più realistico e credibile possibile.
I personaggi sono un altro elemento che ho particolarmente apprezzato. Non c’è un personaggio in tutta la narrazione che non sia ricco di sfumature e dimensioni, protagonista in primis. Rachelle odia ciò che è diventata, è divorata dai sensi di colpa per aver ucciso, ma ormai ha fatto la sua scelta, ha deciso di vivere ed è decisa a utilizzare la sua nuova natura per aiutare gli altri, è decisa sacrificarsi pur di fare la cosa giusta.

Crimson Bound è una lettura appassionante, complessa, interessante e originale. La consiglio a chi ha amato A Court of Thorns and Roses, The Sin Eater’s Daughter e ovviamente Cruel Beauty


Difficoltà lettura in lingua-Media-Non semplicissimo, perché ambientato in un mondo alternativo sulla linea di Il trono di ghiaccio e The Sin Eater’s Daughter, ma fattibile per chi ha un minimo di esperienza.

Recensione A Court of Thorns and Roses Sarah J.Maas

Buongiorno, lettori!Oggi torno finalmente a scrivere una recensione, e tra i tanti titoli di cui ancora devo parlarvi ho scelto la mia lettura preferita di giugno, A Court of Thorns and Roses della Maas. Che dire di questo libro, la storia è magnifica, la scrittura è magnifica, l'intero romanzo è una meraviglia e la Maas non avrebbe potuto far di meglio. Assolutamente da leggere!




A Court of Thorns And Roses
Sarah J.Maas
Amazon /Goodreads
Editore: Bloomsbsury Children's
Data di uscita: 5 maggio 2015
Pagine: 416
Trama:
Quando la cacciatrice diciannovenne Feyre uccide un lupo nei boschi, una creatura dalle sembianze di lupo si presenta per chiedere un compenso. Trascinata in una terra magica e insidiosa di cui conosce solo leggende, Feyre scopre che colui che la tiene prigioniera non è un animale, ma Tamlin... uno dei Faerie immortali che una volta regnavano sul suo mondo. Durante il soggiorno nella sua tenuta, i sentimenti per Tamlin si trasformano, da una fredda ostilità arrivano a un  passione che brucia ogni bugia e ogni avvertimento le sia stato fatto riguardo il bellissimo e pericoloso mondo dei Fae.Ma un'antica, malvagia ombra avanza sulle terre dei Faerie, e Feyre deve trovare un modo per fermarla... oppure condannerà Tamlin, e il suo mondo, per sempre.

My Review

Piccola premessa: prima di iniziare il libro avevo completamente rimosso dalla mente il fatto che si trattasse di un retelling. E' vero che quando leggo un libro di un'autrice che già conosco e apprezzo, tendo a trascurare trama e genere letterario e mi lancio a capofitto nella lettura senza nemmeno sapere di cosa esattamente tratti la storia, ma in questo caso non so davvero come mi sia sfuggito un dettaglio così importante. Comunque, durante la lettura sono arrivata poi a capire che si trattava di una rivisitazione di La bella e la bestia, e ciò mi ha fatto amare ancora di più il libro. Adoro i retellings, alcuni dei miei romanzi preferiti sono delle rivisitazioni e questa serie è entrata sicuramente a far parte della lista. Come richiamo a La Bella e la Bestia ho letto solo Cruel Beauty di Rosamund Hodge, che ho adorato comunque, ma rispetto a A Court of Thorns and Roses gli manca decisamente qualcosa. 

A Court of Thorns and Roses è probabilmente la serie più promettente dell'anno. I richiami a La Bella e la Bestia sono evidenti, piccoli e grandi dettagli affiorano di tanto in tanto per ricordarci la base da cui il libro parte, ma la Maas allo stesso tempo riesce a portare la storia ad un altro livello rendendola molto più di una semplice rivisitazione. 

La Maas scrive in modo meraviglioso, è un dato di fatto. Con questo libro è riuscita a creare un mondo fatato pieno di vita, tangibile e reale, un mondo in cui ogni dettaglio cattura e attrae maggiormente il lettore alla storia. 

Protagonista è una ragazza che, pur di prendersi cura della sua famiglia, commette un errore fatale. Il prezzo da pagare?Lasciare tutto ciò che ha sempre conosciuto per entrare in un mondo pieno di pericoli di cui sa poco e niente, insieme a una creatura fatata che la terrà prigioniera per il resto della sua vita. 


Feyre ha dovuto crescere in fretta e da anni protegge suo padre e le sue due sorelle, ha sacrificato tutto per loro e continua a farlo fino alla fine, quando è costretta a lasciarli assicurandogli ciò che non è mai riuscita a fargli avere. Il regno fatato in cui viene portata non è di certo fatto per gli umani, e i limiti che Feyre possiede le impediscono di vivere al sicuro, nemmeno sotto la protezione della creatura che l'ha condotta lì in primo luogo. Ma lasciarsi intimidire e nascondersi è qualcosa che Feyre non ha mai fatto, e le sue azioni, molto spesso sventate e pericolose, sono la causa per cui Feyre non è piaciuta a molti. Si tratta di una di quelle eroine che ami o odi, e io ho finito per amarla perché tutto ciò che ha fatto, alla fine, lo ha fatto per coloro che amava, per cui si è sacrificata ancora e ancora anche quando non ne aveva nessun motivo.

La storia d'amore è centrale nel romanzo, ha un ruolo a dir poco fondamentale per lo svolgimento dell'intera storia e ho adorato il modo in cui si è dispiegata. Proprio perché quest'ultima è stata così importante in A court of thorns and roses, escludo (o almeno, spero che la Maas abbia escluso) la possibilità di un triangolo amoroso, perché qui davvero non avrebbe senso. 
Per quanto riguarda i personaggi maschili, è impossibile non amarli. Tamlin ha tutte le qualità per diventare uno dei migliori protagonisti mai incontrati, e Lucien è un personaggio che ha grandi potenzialità, che spero vengano esplorate meglio nei seguiti. Rhysand è uno di quei cattivi non proprio cattivi che prima odi e che poi si rivelano molto più complessi di quanto sembravano inizialmente, e adesso non vedo l'ora di scoprire di più nel resto della serie.

Come primo volume, ho trovato A Court of thorns and roses migliore di Throne of Glass. Throne of Glass è stato fantastico ma gli mancava quel qualcosa in più che poi ho trovato in Crown of Midnight, e poi ancora in Heir of Fire. Viste dunque queste premesse, le mie aspettative per i prossimi libri della serie sono altissime e sono sicura che la Maas non deluderà.


Difficoltà in lingua-medio/alta. La scrittura della Maas non è tra le più semplici, ma se si ha già qualche esperienza di lettura in lingua, non dovreste avere grandi problemi. 

Recensione Half Wild Sally Green

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo la recensione di Half Wild di Sally Green, seguito di Half Bad, libro che ho letto l'estate scorsa e che ho a dir poco adorato!Half Wild non mi ha deluso affatto e sono contenta che non abbia sofferto della classica "sindrome da secondo libro".Adesso non vedo l'ora di scoprire come si concluderà la storia in Half Lost!







Titolo: Half Wild
Autore: Sally Green
Pagine: 400
Data di uscita: 24 marzo 2015 (USA)
Trama:
In un Inghilterra moderna dove due fazioni di streghe vivono tra gli umani, il diciassettenne Nathan è un abominio, figlio illegittimo della strega più potente e pericolosa al mondo. Nathan è in fuga da tutto: nessun posto è sicuro e chiunque potrebbe tradirlo. Ora, Nathan ha acquistato il suo Dono magico-ma i cacciatori lo inseguono, e non si fermeranno finché non lo cattureranno e distruggeranno suo padre.








Selvaggio è una parola interessante. Immaginiamo qualcosa di selvaggio come indomabile e fuori controllo, ma di certo la natura non è cosi;la natura è controllata, ordinata, estrememente disciplinata in tutti i suoi elementi. 

Half Bad è stato probabilmente il libro rivelazione del 2014: originale, coinvolgente, intenso..ho finito per adorare ogni singolo elemento della storia di Nathan e del mondo creato dalla Green. Half Wild è una delle uscite del nuovo anno che più aspettavo e non mi ha affatto deluso. Per certi versi l'ho trovato migliore di Half Bad, per altri no, ma nel complesso è un ottimo sequel che ho adorato sin dalla prima pagina.

La storia riprende proprio dove si era interrotta in Half Bad. Nathan, che ha ricevuto i suoi doni e che sta imparando a controllarli, cerca di un modo per ritrovare Gabriel e per salvare Annalise prima che sia troppo tardi, combattendo al tempo stesso i cacciatori che sono disposti a tutto pur di catturarlo ancora. Durante la sua ricerca incontrerà un gruppo di streghe decise a cambiare le cose e a portare avanti una guerra contro il Consiglio. Ma opporsi al Consiglio si rivelerà più difficile del previsto e presto Nathan dovrà cercare di trovare un modo per continuare la rivolta e allo stesso tempo salvare le persone che ama.

E' come se ci fosse qualcuno, qualcosa, che vive dentro di me. E viene fuori e prende il controllo.  So che sono sempre io, che è semplicemente un'altra parte di me, ma si tratta di un me completamente selvaggio e incurante.

Half Wild è stata una lettura ancora più coinvolgente e veloce di Half Bad. Nathan, ormai libero e in fuga dalle streghe bianche, sta imparando a controllare il suo potere e a scendere a compromessi con esso, il tutto cercando di proteggere Annalise e Gabriel. Ho apprezzato molto il fatto che questo libro si concentra sul lato più selvaggio e violento di Nathan che, se in Half Bad era vittima della crudeltà delle streghe bianche, ora agisce e trova un modo per sistemare le cose, pur conservando la propria umanità. E' un personaggio cosi concreto, reale e per l'appunto umano: non si può dire che sia cattivo, ma uccide per ciò che crede sia giusto e non è nemmeno completamente buono. E' proprio il fatto che si trovi in questa "area grigia" che rende questa serie cosi bella. La meravigliosa scrittura della Green poi rende la voce di Nathan unica e distinta, sempre coerente con le sue azioni e la sua mentalità, che tra l'altro vediamo riflessa non solo in ciò che accade ma anche nella scrittura stessa. 

L'unica cosa che non mi è piaciuta, e per cui non ho dato al libro le 5 stelline piene, è stato il personaggio di Annalise e il suo rapporto con Nathan. La maggior parte delle persone che hanno letto il libro non hanno sopportato Annalise e anche se io non sono arrivata esattamente ad odiarla, sono riuscita a capire, o meglio, intuire,solo alla fine il perché della sua presenza,che per la maggior parte del tempo è risultata inutile e in completo contrasto con ciò che stava accadendo. Capisco perché Nathan si sia innamorato di Annalise e perché voglia salvarla a tutti i costi, ma in Half Wild la ragazza è diventata una vera e propria ossessione e se in Half Bad la loro relazione mi era piaciuta, qui l'ho trovata troppo "fuori posto". Il finale ha ovviamente cambiato le carte in tavola e sono curiosa di scoprire come andrà a finire tra i due in Half Lost. 

Prima di chiudere la recensione non posso non spendere due parole per Gabriel che è stato probabilmente il mio personaggio preferito in questo libro. Se non ho apprezzato il rapporto di Nathan con Annalise, ho amato invece quello con Gabriel. Si tratta di una delle relazioni più interessanti di cui abbia mai letto, e che in questo libro in particolare si sviluppa in modo meraviglioso e intenso. 

Il punto di essere buoni è fare la cosa giusta quando è difficile, non quando è semplice.

Non posso che consigliare di leggere questo libro a chiunque abbia amato Half Bad. Alcuni non l'hanno apprezzato come il primo volume, ma personalmente l'ho amato e sono curiosissima di leggere l'ultimo libro. Half Wild porta gli estremi tutti gli elementi che erano stati introdotti in Half Bad, quindi non piacerà sicuramente a chi già non era rimasto convinto dal primo volume. 







Recensione The Sin Eater's Daughter Melinda Salisbury

Buona domenica a tutti, e tanti auguri a tutte le lettrici del blog :) Sono finalmente tornata a casa, e anche se il mio proposito di continuare a pubblicare qualcosa anche in mia assenza è fallito miseramente, sono pronta a ripartire e ho già tanti bei post in programma per i prossimi giorni!Per oggi ho deciso di non fare il solito Weekly Recap perché la scorsa settimana ho letto un solo libro, e sono rimasta indietro con praticamente ogni cosa relativa al blog, quindi ho pensato di proporvi la 
recensione del bellissimo The Sin Eater's Daughter!


The Sin Eater’s Daughter (The Sin Eater’s Daughter, #1)

Titolo: The Sin Eater's Daughter
Autore: Melinda Salisbury
Editore: Scholastic Children's Books
Pagine: 336
Trama:
La diciassettenne Twylla vive a corte. Ma nonostante sia la promessa sposa del principe, Twylla non è esattamente un membro del castello. Lei è l'esecutore. Come Daunen Embodied, Dea incarnata, Twylla uccide chiunque lei tocchi. Ogni mese viene portata nelle prigioni ed è costretta ad appoggiare le sue mani su quelle degli uomini accusati di alto tradimento. Nessuno potrà mai amare una ragazza come lei. Anche il principe, che in teoria dovrebbe essere immune al tocco fatale di Twylla, evita la sua compagnia.Poi un giorno arriva una nuova guardia, un ragazzo il cui sorriso contraddice la sua abilità nel maneggiare una spada, e che è capace di vedere oltre l'abilità di Twylla, che è capace di vederla come una comune ragazza e non come una Dea. Ma Twylla è promessa al principe, e sa bene cosa succede a chi tradisce la regina. La regina stessa ha un piano per distruggere i suoi nemici, un piano che richiede un enorme sacrificio. Twylla farà tutto ciò che è in suo potere per proteggere il suo Regno?O abbandonerà il suo compito in favore di un amore segnato dal destino?


The Sin Eater's Daughter è uno dei libri che più mi ispiravano tra le uscite di quest'anno. Il titolo, la cover, la trama..tutto sembrava promettere una lettura meravigliosa e la Salisbury non mi ha affatto delusa. The Sin Eater's Daughter è un fantasy dalle tinte dark, appassionante e originale, con una trama tanto complessa quanto avvincente, e una mitologia tra le migliori di cui abbia mai letto.

Ciò che più mi ha colpito del romanzo è sicuramente l'imprevedibilità dell'intera storia. Ho iniziato il libro conoscendo vagamente la trama, ma con un'idea abbastanza chiara di cosa sarebbe successo. In realtà tutte le mie previsioni sono crollate dopo pochi capitoli, e The Sin Eater's Daughter ha continuato a sorprendermi ancora e ancora fino alla fine. Non si tratta della classica storia semplice e lineare dove tutto è chiaro e ha un senso, al contrario, The Sin Eater's Daughter ha una trama contorta, difficile da anticipare ma che riesce a catturarti sin dalla prima pagina.

Uno degli aspetti che più ho amato del libro è sicuramente l'ambientazione. Lormere è un piccolo regno alla cui base vi è l'adorazione di due Dei dai caratteri opposti. L'uno rappresenta la luce, il bene, e l'altro, rappresenta l'oscurità, il male.
Ma ancora più antica della religione, fondamentale per la vita del regno è la Sin Eater, letteralmente la "mangia-peccati". La Sin Eater libera le anime dei morti mangiando i cibi che rappresentano tutti i peccati commessi in vita. Se a un defunto viene negata la cerimonia, la sua anima non troverà mai pace.

Twylla è la figlia dell'attuale Sin Eater, ma è anche Daunen Embodied, la personificazione della figlia del Dio della luce e della Dea dell'oscurità.
Da Daunen, Twylla è destinata a portare pace e speranza alla popolazione, ma allo stesso tempo ha il compito di punire chiunque tradisca il regno. Ed è per questo che ogni mese beve un particolare veleno, che scorre nelle sue vene e le permette di uccidere con un solo tocco.
Quando la regina le offre di vivere al castello, di sposare suo figlio, e portare avanti il suo destino da Daunen Embodied, Twylla, per evitare una vita da Sin Eater, accetta, senza rendersi conto del futuro che la attende.

Twilla non è la tipica eroina forte e coraggiosa, al contrario è una comunissima ragazza che sogna la libertà, la possibilità di scegliere chi essere, e che crede di averla raggiunta, solo per poi vedersela strappata via una seconda volta. Non ha mai voluto la vita a cui era destinata una volta, e alla prima occasione ha abbandonato tutto per la sicurezza e il comfort che il castello offriva. Ma il castello si rivela ben presto una prigione, una dalla quale non potrà mai scappare, e che la trasforma, giorno dopo giorno, in una persona ben lontana da ciò che era e ciò che voleva diventare. Quando una sconvolgente verità si abbatte su di lei, il suo mondo, tutto ciò in cui ha sempre creduto, sembra cadere a pezzi, e Twylla sarà costretta a compiere finalmente la scelta che per tutta la vita le è stata negata.

Ho amato lo sviluppo del suo personaggio nel corso della storia. Twylla passa dall'essere una protagonista passiva, che subisce e segue gli ordini della regina, sicura che sia l'unico modo per salvare se stessa e la sua famiglia, a una ragazza consapevole di ciò che accade intorno a lei e che fa di tutto per rimediare agli errori commessi in passato. La storia d'amore in questo caso è la chiave di tutto, l'elemento dal quale parte l'intero svolgersi della storia, ma è stata inserita all'interno della storia in modo cosi realistico e naturale che non mi è dispiaciuta per niente anzi, si è rivelato uno degli aspetti migliori del romanzo.

Ho trovato il finale, privo di cliffhanger, a dir poco stupendo e anche se sono felice che vi sia un seguito, ho apprezzato il fatto che il libro possa essere letto benissimo come uno stand-alone.



Difficoltà in lingua: medio-bassa. La scrittura della Salisbury di per sé è abbastanza semplice, e potrebbero causare delle difficoltà solo alcune descrizioni e particolari passaggi dove la trama si fa più complessa.

Recensione The Winner's Curse Marie Rutkoski

Buongiorno, lettori!Dove sono finita in questi giorni?Ho avuto una brutta influenza e sono stata malissimo per giorni. Adesso mi sto finalmente riprendendo e ho pensato di pubblicare qualcosa, anche perché settimana prossima non ci sarò (vado a Bologna per l'open day dell'università, e spero di riuscire a programmare un paio di post ma non sono sicura di farcela) e non voglio lasciare il blog troppo vuoto. Quindi, oggi vi propongo la recensione del meraviglioso The Winner's Curse, e tra domani e lunedi il recap del mese!




Titolo: The Winner's Curse
Autore: Marie Rutkoski
Editore: Bloomsbury
Pagine: 355
Trama:
In quanto figlia del generale di un vasto imparo che schiavizza i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha due possibilità: arruolarsi nell'esercito o sposarsi. Ma Kestrel ha altri piani.Un giorno, scopre un giovane schiavo messo all'asta. Gli occhi di Arin sembrano sfidare tutto e tutti.Seguendo il suo istinto, Kestrel lo compra, con inaspettate conseguenze. Presto dovrà iniziare cercare di nascondere i suoi sentimenti sempre più forti per Arin.Ma anche lui ha un segreto, e Kestrel impara presto che il prezzo che ha pagato per una sola persona è molto più alto di quanto avesse mai potuto immaginare.







La felicità dipende dall'essere liberi, e la libertà dipende dall'essere coraggiosi.

Questo libro è stato senza dubbio la rivelazione del mese di gennaio. Non pensavo che l'avrei amato cosi tanto, e so che è la classica frase che uso ogni volta che mi piace un libro, ma per The Winner's Curse in particolare non potrebbe essere più vero. Si tratta di una lettura intensa e appassionante, con un'ambientazione stupenda, dei personaggi forti e realistici, e una scrittura a dir poco meravigliosa.

Prima di leggerlo conoscevo vagamente la trama, e ammetto che non mi sembrava niente di originale o innovativo. In realtà la storia, intricata e complessa e completamente diversa da ciò che mi aspettavo, è probabilmente una delle meglio costruite tra gli young adults, e il libro in sé è entrato a far parte dei miei preferiti più o meno dal primo capitolo.

Tornando alla trama, evito di parlarne in modo dettagliato un po' perché è estremamente complessa, e un po' perché The Winner's Curse è uno di quei libri che ami ancora di più se non sai bene cosa aspettarti.

Non è questo che le storie fanno, rendere false le cose reali, e rendere vere quelle false?

La protagonista del libro, Kestrel, non è la tipica eroina letteraria. Non ha poteri, non sa combattere, ma possiede un'arma infallibile che è la sua stessa mente. Utilizza la sua intelligenza per affrontare faccende di vita quotidiana e per risolvere problemi di stato, la usa per vincere a giochi da tavolo quanto per salvare vite, e lo fa in modo cosi naturale e spontaneo che questa sua caratteristica non risulta per niente forzata. Kestrel è furba, brillante, coraggiosa, riflessiva e non esita a mettersi in pericolo per aiutare gli altri, ma ha anche tante debolezze che la rendono estremamente realistica e umana.

The Winner's CurseHo particolarmente apprezzato il fatto che il libro non si concentri unicamente sull'amore, ma che esso, insieme alla libertà, sia il motivo ispiratore della storia. Il romance, credibile e realistico, è molto lento e graduale. Si riescono a vedere i personaggi evolvere e iniziare a provare qualcosa l'un per l'altro, ma non si tratta di sentimenti improvvisi, forzati o immotivati. The Winner's Curse è una ventata d'aria fresca nel mondo dei fantasy per tanti motivi, e il romance è sicuramente tra i primi.

Il libro termina con un forte cliffhanger che ti fa desiderare ardentemente il seguito. Appena l'ho finito ho iniziato e divorato The Winner's Crime ed è terminato in maniera anche peggiore. A quanto pare i cliffhangers sono la specialità della Rutkoski, ma anche in questo caso i suoi finali sono a dir poco stupendi.

The Winner's Curse è un libro brillante, scritto meravigliosamente, che cattura e conquista il lettore sin dalla prima pagina. Mi ha ricordato vagamente Shadow and Bone della Bardugo e For Darkness Shows the Stars, ma a mio parere supera di gran lunga entrambe le serie. 


Difficoltà in lingua: media.

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