Visualizzazione post con etichetta 3.5 stelline. Mostra tutti i post

Recensione Oltre il bosco di Melissa Albert


T H E   H A Z E L   W O O D   

The Hazel Wood è stata una lettura abbastanza sorprendente, ho iniziato il libro aspettandomi un certo tipo di storia ma già dopo un paio di capitoli mi sono trovata a dover cambiare idea.
Questo è un libro perfetto per chi ama le rivisitazioni e il realismo magico, ma allo stesso tempo cerca una storia alquanto dark e particolare. 


“Everyone is supposed to be a combination of nature and nurture, their true selves shaped by years of friends and fights and parents and dreams and things you did too young and things you overheard that you shouldn’t have and secrets you kept or couldn’t and regrets and victories and quiet prides, all the packed-together detritus that becomes what you call your life.” 

La nonna della nostra protagonista, Alice, è una scrittrice famosa per la sua raccolta di storie "Tales from the Hinterland". L'editore ha però smesso di pubblicare il libro dopo qualche anno e adesso la raccolta è praticamente introvabile. Alice ha sempre voluto sapere di più sul libro e su sua nonna Althea, che vive nel cosiddetto "Hazel Wood", una tenuta fuori New York, e che la ragazza non ha mai incontrato. Quando Alice e sua madre Ella ricevono una lettera che le informa della morte di Althea, cose strane e inquietanti iniziano ad accadere. Ella scompare in circostanze misteriose e Alice inizia a vedere persone e cose parecchio bizzarre. L'unica cosa che Alice può fare è andare alla tenuta Hazel Wood per scoprire cos'è successo a sua madre. 

“And while they're being told, stories create the energy that makes this world go. They keep our stars in place. They make our grass grow.” 

Il libro ha un'atmosfera che sa davvero tanto di fiaba, anche se le fiabe di cui parliamo in questo caso sono estremamente dark e twisted. Tutto ruota intorno al potere delle storie e di come queste abbiano cambiato la vita della famiglia di Alice. Il libro a tratti diventa decisamente inquietante, soprattutto nella seconda parte, quando entriamo nel mondo di The Hazel Wood e incontriamo i personaggi sinistri e bizzarri che ne fanno parte. 
L'unica cosa che avrei voluto vedere sono i racconti effettivi che compongono "Tales from the Hinterland", nel libro ne leggiamo solo due e mi sono piaciuti entrambi moltissimo. Altra nota negativa è la protagonista: seppur è stato facile immedesimarmi in lei e capire la sua situazione, certe azioni e comportamenti davvero non avevano senso e hanno influito negativamente su tutta la storia. 

Non l'ho amato alla follia ma ci sono così tanti elementi che mi hanno conquistato, per non parlare della scrittura estremamente scorrevole e coinvolgente, che è difficile dare un voto a questo libro!Vado per le 3 stelline e mezzo, sperando che in futuro l'autrice decida di scrivere di nuovo del mondo di Hinterland e Hazel Wood!


Difficoltà in lingua: media

Thornhill Pam Smy - Una storia di solitudine e bullismo a metà tra romanzo e graphic novel


“We are the voiceless ones.”

Thornhill è una lettura molto veloce, infatti metà storia è data da disegni sequenziali e l'altra metà è costituita da pagine di diario. Le parti illustrate sono fatte benissimo (la Smy ha un vero talento per i paesaggi) e riflettono bene la natura gotica della storia. Le illustrazioni sono anche le pagine a cui ho prestato più attenzione per assorbire completamente quello che l'autrice voleva trasmettere. 

Il mio parere su Caraval di Stephanie Gerber e perché non mi ha convinto del tutto



“Welcome, welcome to Caraval! The grandest show on land or by sea. Inside you’ll experience more wonders than most people see in a lifetime. You can sip magic from a cup and buy dreams in a bottle. But before you fully enter into our world, you must remember it’s all a game.”

Caraval è uno dei libri più amati del 2017, e volevo leggerlo sin dalla sua uscita principalmente per la magica premessa. Il libro è infatti ambientato per la maggior parte all'interno del Caraval, uno show che mescola magia e realtà. Partecipare al Caraval come spettatore è un'esperienza stupenda, ma parteciparvi da giocatore, prendendo parte al concorso che permette al vincitore di ottenere premi meravigliosi, può diventare pericoloso. La protagonista del libro, Scarlett, non aveva nessuna intenzione di partecipare attivamente al Caraval, ma quando sua sorella scompare, non ha altra scelta se non quella di giocare. 

Recensione Fidanzati dell'inverno Christelle Dabos - Review Party




Buon lunedì a tutti, lettori!Oggi ho l'occasione di parlarvi di un libro in uscita tra pochi giorni in Italia. Si tratta del primo volume della serie L'attraversaspecchi di Christelle Dabos, I fidanzati dell'inverno, di cui vi propongo la recensione grazie al Review Party organizzato da Tania di My Crea Bookish Kingdom. 
In fondo al post trovate il mini calendario dell'evento e le informazioni sul giveaway dedicato (partecipando potrete vincere un segnalibro magnetico)!

Recensione Tartarughe all'infinito John Green

Buongiorno, lettori!Come state?Per me la settimana di vacanza dallo studio è quasi terminata, domani torno a Bologna e da lunedì riprenderò le lezioni, ma in questi giorni ho letto davvero tantissimo e non potrei esserne più felice!Oggi vi lascio il mio parere su Turtles all the way down, il nuovo libro di John Green ^^ 
 

This Savage Song Victoria Schwab-Recensione

Buon sabato, lettori!Mi rendo conto di essere sparita, prossima settimana iniziano gli esami del secondo anno e al momento sono nella fase studio matto e disperato essendo le quattro materie da studiare molto più difficili di quanto mi aspettassi xD 
Quindi, perdonate la mia assenza ancora per un po', intanto continuerò a pubblicare post regolarmente sul blog ^^ E a proposito di post, oggi vi parlo di This savage song della Schwab. Si tratta (oltre che di un libro di un'autrice che amo), anche il primo titolo che ho completato della lista 10 libri preferiti da 10 persone diverse, quindi sono particolarmente soddisfatta di questa lettura (anche se nel libro in sé ho riscontrato un po' di difetti) xD
 


This savage song è il mio terzo libro di Victoria Schwab, un'autrice che finora ho adorato alla follia e che non ha mancato di conquistarmi anche con questo suo ultimo lavoro. 
This Savage Song è un libro dark, a metà tra il paranormal e la distopia, pieno di azione e suspance, che parte da una premessa assolutamente geniale. Mentirei se dicessi che si tratta del mio preferito della Schwab, ma solo perché ho trovato i suoi libri per adulti (Vicious e A Darker Shade of Magic) oggettivamente migliori in termini di storia e personaggi. Questo non significa tuttavia che non abbia amato This Savage Song, e che non lo consigli a chiunque voglia avvicinarsi a quest'autrice.

“We are the darkest acts made light.”

This Savage Song è ambientato nella città di Verity, divisa in due fazioni. Ciò che la contraddistingue dalle altre città è il fatto che sia popolata da mostri, mostri che nascono dalle azioni "malvagie" che le persone compiono. Violenza, omicidi, uccisioni di massa..ogni volta che accade qualcosa del genere, un eco di quell'evento prende la forma di un essere mostruoso che, insieme agli altri, semina il terrore tra le strade di Verity. 

“People are users. It’s a universal truth. Use them, or they’ll use you.” 

I due protagonisti, Kate e August, appartengono alle due fazioni opposte tra loro. Kate torna a Verity per dimostrare a suo padre che è capace di lottare e sopravvivere in una città così pericolosa, dimostrare che anche lei se vuole, può diventare spietata e mostruosa. August al contrario, cerca disperatamente di sentirsi umano, vivo. 
Rispetto agli altri libri della Schwab, in cui i personaggi sono estremamente complessi, quasi impenetrabili, ho trovato Kate e August molto più aperti, molto più semplici da comprendere a livello di pensieri e azioni. Ho anche apprezzato il fatto che, nonostante la storia abbia come protagonisti un ragazzo e una ragazza, nel libro non ci sia nemmeno un accenno di romance. È sempre bello trovare romanzi in cui la storia d'amore non prende il sopravvento sulle vicende a metà libro. 

“Even if surviving wasn't simple, or easy, or fair.

Even if he could never be human.

He wanted the chance to matter.

He wanted to live.” 

Come ho detto, ho trovato la premessa e il world-building fantastici. La sola idea di mostri che nascono dalle cattive azioni degli umani rende il libro speciale. Il fatto che uno dei personaggi principali sia uno dei mostri poi, e che non tutti i mostri siano completamente malvagi rende la storia ancora più interessante. This Savage Song non è un libro perfetto, ma riesce a coinvolgerti e ad appassionarti e merita assolutamente una possibilità.

Difficoltà lettura in lingua: medio-bassa.

Recensione A Madness So Discreet di Mindy McGinnis

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo una nuova recensione, di A Madness so discreet della McGinnis. Scusatemi per la qualità dell'immagine che ho usato oggi ma ho fatto il banner veramente di fretta (e ho dovuto usare un sito online perché il pc dove ho photoshop è fuori uso xD). 



A Madness so Discreet è uno di quei libri il cui inizio ti cattura come poche altre storie, ma che poi non riescono a convincerti fino in fondo. Con questo non voglio dire che il romanzo non mi sia piaciuto, ho trovato infatti la storia creata dalla McGinnis estremamente affascinante e coinvolgente. Quali sono le note negative dunque?Da un lato il fatto che, dopo i primi capitoli, mi aspettavo che la trama si sviluppasse in un certo modo, quando invece ha seguito un orientamento del tutto differente. Dall'altro il finale, che non mi ha lasciato quel senso di completezza che un autoconclusivo (non si hanno notizie del seguito, quindi lo prendo come uno stand-alone), dovrebbe dare. 
A volte i posti più adorabili ospitano i mostri peggiori

La storia, ambientata nell'America di fine '800, ha come protagonista l'aristocratica Grace Mae, che viene rinchiusa in un manicomio perché rimasta incinta di un bambino che la sua famiglia non riconoscerà mai. All'interno del manicomio Grace viene sottoposta a ogni tipo di tortura e umiliazione. Quando trova il coraggio di ribellarsi, viene relegata nelle celle sotterranee, dove solo il buio, e le grida degli altri pazienti, le fanno da compagnia. 
Poi un enigmatico dottore si presenta a Boston e diventa l'ancora di salvezza di Grace. Improvvisamente la ragazza ha una nuova vita: di giorno è la paziente silenziosa dell'ospedale psichiatrico di un'isolata cittadina in Ohio, di notte diventa l'assistente personale del dottor Thornstein, che investiga omicidi sulla base dell'allora nascente psicologia criminale. 

É una pazzia cosi discreta che può camminare per le strade ed essere applaudita da alcuni, ma è pazzia in ogni caso.

Grace è una ragazza sveglia e intelligente la cui vita viene rovinata dalla sua famiglia. Il Dr Thorstein le darà la possibilità di vivere solo come l'ombra della ragazza che una volta era, nascosta da tutto e da tutti e destinata a poter essere se stessa solo di notte. 
Una cosa che ho apprezzato moltissimo del libro è come non vi sia nessun tipo di romance. Continuavo ad aspettarmi che nascesse qualcosa tra i protagonisti, ma una storia d'amore sarebbe stata fuori luogo, e inoltre avrebbe tolto spazio alla storyline principale, che è la rinascita di Grace, quindi sono più che felice della scelta della McGinnis.

Veniamo alle cose che non mi hanno convinto completamente. Innanzitutto, non mi aspettavo affatto la svolta investigativa che ha preso la storia, e anche se non ne sono rimasta esattamente delusa, avrei preferito che questa fosse stata introdotta sin dall'inizio o in ogni caso in modo più graduale. 
Non mi aspettavo nemmeno che la stessa storyline venisse poi interrotta così bruscamente, per sfociare in un finale che, anche se riunisce tutte le questioni lasciate irrisolte, lascia diversi punti interrogativi. 

Hai deciso di iniziare a ignorare un mondo che non ha fatto altro che trattarti male. Non c'è cosa meno folle di questa. 

In definitiva posso dire che A Madness so Discreet è senz'altro un buon libro, che appassiona e riesce a coinvolgere. Ho amato l'ambientazione, lo stile scorrevole e a tratti poetico dell'autrice, e la menzione delle nuove correnti psicologiche e dei primi dibattiti sul trattamento dei pazienti nei manicomi. Lo consiglio a chi è alla ricerca di una lettura storica ben scritta e coinvolgente, a patto che la si affronti con una mente aperta e senza aspettative troppo alte.

Difficoltà di lettura in lingua-media
Lo stile della McGinnis non è difficile, ma si tratta pur sempre di un libro ambientato nell'800, quindi alcune parti potrebbero risultare complesse.






Mini-recensioni: Let It Snow, Le domande di Brian, Modern Monsters

Buongiorno, lettori!Alla fine sono riuscita a trovare un modo per accedere a internet (anche se per un'oretta al giorno), e visto che non volevo lasciare il blog vuoto tutta la settimana, per oggi ho pensato di proporvi tre mini-recensioni, tra le quali ho inserito anche la raccolta Let It Snow (so che di questo libro se ne è parlato ormai tantissimo, ma volevo farvi conoscere anche il mio parere). Ci sono poi due titoli che dovevo recensire da tantissimo: Le domande di Brian di David Nicholls (Starter for Ten), e Modern Monsters di Kelly York. Il primo molto carino (è pur sempre Nicholls), il secondo molto coinvolgente (anche se non la consiglio come lettura natalizia xD).
Me ne sono accorta solo alla fine, ma ho dato a tutti e tre i libri esattamente lo stesso voto xD


Let It SnowQuest'anno Let It snow è stata la mia unica lettura natalizia e anche se non mi ha conquistata del tutto, non posso nemmeno dire che non mi sia piaciuta. 
Probabilmente conoscerete già a grandi linee in cosa consiste questa raccolta, quindi salterò direttamente al mio parere. 
In ogni raccolta di storie c'è quella novella che trovi più bella delle altre, quella che ti piace ma da cui ti aspettavi un tantino di più, e quella che invece non ti convince dall'inizio alla fine. E questo è esattamente quello che è successo con le tre storie della Johnson, di Green e della Myracle. 
Non ho particolarmente amato i libri della Johnson, ma devo ammettere che con le novelle ci sa fare. The Jubilee Express è stata la mia preferita tra le tre storie. Una ragazza rimane bloccata in una cittadina in mezzo al nulla a causa di una bufera di neve, e da lì si snoda tutta una serie di eventi che la porta a riconsiderare la sua relazione con il ragazzo che pensava di amare. L'ho trovata una storia molto dolce e divertente, la protagonista è il classico personaggio sveglio e ironico che non puoi fare a meno di apprezzare. È vero, certe situazioni erano al limite del ridicolo, ma durante la lettura vieni semplicemente trascinato dagli eventi senza accorgerti di quanto questi possano essere irrealistici. 4 stelline!
Ammetto invece di essere rimasta un po' delusa da A Cheertastic Christmas Miracle. Sarà che da John Green mi aspettavo qualcosina in più, ma in generale l'ho trovata una storia si carina, si scritta bene, ma non così appassionante. La prima parte è stata un po' lenta e in realtà le scene che mi sono piaciute di più sono proprio le ultime. 3 stelline!
L'ultima novella, The Saint Patron of Pigs, è stata invece quella che mi è piaciuta di meno. L'idea di base, una ragazza egocentrica che si rende conto degli errori commessi e matura, il tutto a causa di una serie di eventi dallo sfondo natalizio, non era affatto male. Il problema è che la protagonista non è riuscita proprio a conquistarmi, nemmeno quando inizia a comprendere che il modo in cui si comporta è sbagliato e decide di fare qualcosa a riguardo. L'intera faccenda del maialino però l'ho trovata carinissima. 2,5 stelline!
Voto complessivo: 3,5 stelline
Difficoltà in lingua-bassa. Il fatto che sia una raccolta di short stories poi rende il libro molto adatto per principianti ^^



Starter for Ten
Starter for ten è (in Italia, Le Domande di Brian) il primo libro di David Nicholls, autore che, prima col bellissimo Un giorno, e poi con il più recente Noi, si è ormai fatto strada nella lista dei miei scrittori preferiti.Ero curiosa di leggere Starter for Ten, nonostante i pareri contrastanti, perché si trattava pur sempre di Nicholls, e perché ormai sono decisa a leggere tutti i suoi libri. E alla fine non mi ha esattamente deluso, ma non l’ho nemmeno amato come avrei voluto. In breve, si tratta di un libro lontanissimo sia da Noi che da Un Giorno, e che probabilmente deluderà i lettori che hanno amato i suoi ultimi lavori, perché leggendolo non si può fare a meno di paragonarlo all’uno o l’altro titolo-entrambi nettamente migliori di Starter for Ten.
Questo non significa che il libro non mi sia piaciuto, anzi. È una storia molto carina, che si legge velocemente e che diverte, ma a cui manca semplicemente quel qualcosa in più presente invece negli altri libri di Nicholls. 
La trama si incentra su un ragazzo alle prese col primo anno di college: Brian è disposto a tutto pur di rendere la sua esperienza universitaria perfetta. I suoi obiettivi?Far parte del team di un famoso show televisivo dedicato agli studenti, conquistare la ragazza dei suoi sogni, unirsi a decine di club e società. Ma tante cose possono andare storte, e l’anno si rivelerà completamente diverso da ciò che Brian si aspettava.

Come ho detto la storia è molto carina, ho apprezzato il modo in cui Nicholls ha sviluppato la trama e anche il finale mi è piaciuto abbastanza. Ma se c’è una cosa che mi ha dato fastidio sono le troppe situazioni inverosimili, quasi forzate, di cui è protagonista Brian. È difficile pensare che un personaggio cosi imbranato, goffo e ingenuo, possa esistere anche nella realtà. 
Starter for ten è dunque nel complesso un buon libro, ma se sono sicura che Noi, farà parte dei preferiti dell’anno, Starter for Ten rimarrà qualche gradino più in basso, e troverà il suo posto tra le letture piacevoli, ma non speciali. 
Difficoltà in lingua-alta. Lo stile in sé non è difficile, ma lo slang inglese non è affatto semplice da capire, quindi non la consiglio affatto come prima lettura!


Modern Monsters
Modern Monsters è una storia di stupro raccontata dal punto di vista del ragazzo accusato come responsabile. Quando l’ho visto ho subito pensato che sarebbe stato un libro interessante da leggere. E che dire, non l’ho trovata una lettura perfetta, e non l’ho nemmeno particolarmente amata, ma nel complesso mi è piaciuta. L’argomento affrontato poi è difficile e intenso e l’autrice è riuscita a trattarlo, molto bene, oltre da una prospettiva mai vista prima. 
Vic è il classico bravo ragazzo della porta accanto. Timido, riservato, solitario. Non penseresti mai che sarebbe capace di marinare la scuola, tanto meno di violentare una ragazza ubriaca a una festa. E poi la polizia si presenta davanti alla sua porta di casa, e compare una foto che lo mostra con la vittima, ed ecco che per tutti diventa un mostro e improvvisamente nemmeno sua madre riesce più a guardarlo negli occhi. Vic è innocente, ma non può provarlo, a meno che non trova il vero colpevole.
L’intera storia si concentra sulla ricerca del ragazzo che ha violentato Callie Wheeler, ricerca che si intreccia a problemi familiari di Vic e un legame con un’amica di Callie che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più. 
Modern Monsters si legge in mezza giornata, ha un ritmo veloce e incalzante e cattura il lettore sin dalla prima pagina. Non è di certo paragonabile a titoli come All the rage o Speak, ma nel complesso si è rivelata una lettura interessante e terrò sicuramente d’occhio l’autrice se mai scriverà altri libri.

Difficoltà in lingua-bassa. Il linguaggio è molto semplice e in generale il libro si legge velocemente.

Recensione Và, metti una sentinella di Harper Lee

Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo dell'attesissimo Go Set a Watchman di Harper Lee, pubblicato quest'estate negli USA e che uscirà a giorni anche qui in Italia. Solitamente non recensisco questo genere di romanzi ma ci tenevo a parlarvene e chiarire un po' di dubbi e false aspettative che tutta la pubblicità degli ultimi mesi ha generato. Nel complesso il libro mi è piaciuto, anche se non si è rivelata esattamente la lettura che mi aspettavo!


Go set a watchman è sostanzialmente un refuso, una delle prime bozze che la Lee ha scritto prima della storia che tutti noi conosciamo come Il buio oltre la siepe. È la bozza che vede una Jean Louise adulta come protagonista, e che ha poco in comune col libro pubblicato cinquanta anni fa. 
Sono state tante anche le critiche su come in Go set a watchman i personaggi siano cambiati radicalmente. Ci tengo a specificare che questo libro (che non ha subito modifiche dalla prima bozza e che dunque si definisce a stento un vero e proprio libro) non è un sequel, ma semplicemente un’altra versione della storia di Scout e Atticus, tanto che vi sono perfino piccole differenze a livello di avvenimenti (in Go Set A Watchman, per esempio, Atticus vince il processo di Tom Robinson). 

L'isola di ogni uomo, Jean Louise, la sentinella di ogni uomo, è la sua coscienza. Non esiste niente di simile a una coscienza collettiva.

In Il buio oltre la siepe osserviamo tutto dal punto di vista di una bambina. In Go set a watchman siamo catapultati nella mente cinica e ribelle di una Jean Louise ormai donna, abituata a una visione radicale di ciò che è giusto e sbagliato. Quando torna al Sud e si rende conto che le persone che l’hanno vista crescere, suo padre in primis, sono completamente diverse da ciò che ricordava, deve fare i conti con una realtà estremamente difficile da accettare. 
Atticus nel corso degli anni è cambiato e le sue idee ed opinioni non sembrano più riflettere la persona che Scout ricordava, e ciò getta la ragazza in uno stato di rabbia, confusione e incertezza. Ma Atticus è davvero cambiato, o è Scout che sta finalmente realizzando che suo padre non è l’essere perfetto che aveva idealizzato?

La parte più importante di To kill a mockingbird per me è sempre stata il modo in cui Scout, nel corso del libro, è cresciuta ed è arrivata alla realizzazione di tante piccole verità sulla vita e sul mondo, il tutto con a sfondo le vicende del processo di Tom Robinson. Go set a watchman invece si incentra sulla lotta interiore che la stessa Scout vive una volta giunta alla realizzazione che gli ideali in cui ha sempre creduto non corrispondono pienamente a quelli delle persone che ama. La Lee poi ci concede alcuni sprazzi dell’infanzia e dell’adolescenza di Scout, tutti ricordi che vengono reinterpretati dalla protagonista in maniera diversa alla luce degli avvenimenti che vive da adulta, ma che ho apprezzato moltissimo leggere.

Ti stava permettendo di far cadere i tuoi pilastri uno a uno. Ti stava permettendo di ridurlo allo status di essere umano. 



Questa è probabilmente  la citazione che riesce ad esprimere nel modo migliore il significato del libro. Scout, così come noi lettori, è costretta ad abbandonare tutte le idee che si era costruita su Atticus e Maycomb ed accettare la realtà che le viene presentata. 
Nel complesso sono felice di aver letto il libro, penso dia un buon senso di chiusura alla storia di Scout lasciando anche abbastanza all’immaginazione del lettore. Go Set a watchman è una sorta di lettura "complementare" a Il buio oltre la siepe che permette di comprendere meglio l'autrice e il processo di creazione della storia che l'ha resa famosa. 



Difficoltà di lettura in lingua-medio/alta-Non lo consiglio per le prime letture in inglese, il linguaggio usato dalla Lee è abbastanza complesso, oltre che pieno di slang. Tuttavia come libro è molto breve, quindi chi ha un po' di dimestichezza con l'inglese non dovrebbe incontrare particolari difficoltà.

Recensione Made You Up Francesca Zappia


Buongiorno, lettori, oggi vi parlo di un contemporaneo finito settimana scorsa, Made You Up di Francesca Zappia. Di questo libro si parla da mesi, era una delle letture che più mi ispiravano per quest’anno e, al contrario di 99 Days, Made You Up non mi ha affatto deluso. Se avessi finito questo libro prima di martedì, l'avrei consigliato sicuramente insieme agli altri titoli per le perfette letture estive: è carino, divertente, ma ha anche i suoi momenti intensi. Tutto sommato una bella lettura che consiglio un po' a tutti :)




Penso che a volte le persone vedono la realtà come qualcosa di certo, di garantito.

Quando Alex era bambina ha liberato un gruppo di aragoste in un supermercato, con l’aiuto di un ragazzino dagli occhi blu. Anni dopo, Alex scopre che niente di tutto ciò è mai accaduto, che l’intero fatto non era altro che un’allucinazione, e che soffre di schizofrenia. 
Da adolescente, Alex combatte ancora contro la sua malattia, e non sa distinguere tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Soffrendo di schizofrenia sin da bambina, Alex ha ormai imparato a non fidarsi della sua mente, e di tutto ciò che essa produce. Cose, persone, oggetti..qualsiasi cosa incontra il suo sguardo potrebbe essere semplice frutto della sua immaginazione, e la fotocamera che la accompagna ovunque ha il compito di guidarla nella sua ricerca della “realtà”.
Quando le cose sembrano finalmente migliorare, Alex incontra Miles, un ragazzo che assomiglia in modo impressionante al bambino di tanti anni prima. Se Miles è reale, cos’altro lo è? Improvvisamente il mondo di Alex viene stravolto, e ancora una volta deve fare i conti con le conseguenze della sua malattia.

Ponendoci dal punto di vista di Alex, anche noi lettori, come la protagonista, non sappiamo cosa è reale e cosa è pura immaginazione, ed è proprio la ricerca della verità che ci spinge a continuare a leggere per risolvere il mistero che la mente di Alex rappresenta. 
Alex è un personaggio molto complesso. All’inizio del libro si sente persa, confusa, e tutto ciò che desidera è essere normale. Ma sa bene che la sua vita sarà sempre diversa dalle altre, ed è per questo che cerca di diventare il più indipendente e libera possibile con i pochi strumenti “affidabili” che possiede. Una cosa che ho apprezzato molto è il modo in cui l’autrice non ha drammatizzato eccessivamente la situazione di Alex, non ha cercato di giocare con le emozioni dei lettori, ma ci ha semplicemente dato la possibilità di osservare il mondo dal suo punto di vista. 
Ho anche adorato il rapporto tra Alex e Miles. Sono entrambi due personaggi complessi, con passati difficili e che si ritrovano ad affrontare situazioni molto più grandi di loro, ma riescono a capirsi a vicenda, e stando insieme rendono le cose un po’ più facili per entrambi.

Made You Up è un libro appassionante e divertente da leggere, bizzarro e surreale e autentico al tempo stesso. E’ stata una lettura strana, particolare e decisamente inusuale, probabilmente non adatta a tutti, ma che io non ho potuto fare a meno di adorare.
Ha tanti momenti divertenti che vi faranno sorridere, altri molto intensi e profondi, e anche un mistero che accompagna il percorso di crescita di Alex. Personalmente non ho amato molto questa parte del libro, non ne ho capito il ruolo nella storia, e in effetti è l’unico elemento di Made You Up che non mi ha convinto.
Difficoltà di lettura in lingua-bassa. Molto semplice da leggere, lo consiglio come prima lettura in lingua :)


Per maggiori informazioni vi rimando ai link Goodreads & Amazon del libro.

Recensione The Paper Magician Trilogy di Charlie N.Holmberg

Buona domenica, lettori!Oggi vi parlo di una serie terminata qualche settimana fa, The Paper Magician di Charlie Holmberg. In realtà ho divorato la trilogia in pochissimi giorni, avevo tutti i libri già nel kindle e la storia (anche se lontana dall'essere perfetta) mi ha appassionato così tanto che ho letto i volumi uno dopo l'altro. Se siete alla ricerca di una serie originale e non troppo impegnativa, The Paper Magician potrebbe rivelarsi la perfetta lettura estiva ;)





The Paper Magician Trilogy 
Charlie N.Holmberg 
Amazon /Goodreads
Data di uscita: 1 settembre 2014 (USA)
Pagine (primo volume): 224
Trama: Ceony Twill arriva al cottage del mago Emery Thane col cuore spezzato. Appena diplomata con il massimo dei voti alla Scuola Tagis Praff, a Ceony è assegnata la specializzazione in magia di carta anche se il suo sogno era controllare il metallo. E una volta legata alla carta, la carta sarà il suo unico materiale...per sempre. Eppure gli incantesimi che Ceony impara con lo strano eppure gentile Thane si rivelano stupefacenti-animare creature di carta, portare storie alla vita, leggere il futuro. E poi una Excisioner, una praticante di magia oscura, invade il cottage e ruba letteralmente il cuore di Thane. Per salvare la sua vita, Ceony è costretta ad affrontare la maga malvagia e iniziare un'avventura che la porterà nelle profondità del cuore di Thane, e che rivelerà la vera anima di quest'ultimo.



My Review

The Paper Magician parte da una premessa a dir poco geniale: un mondo in cui la magia esiste, ma può essere esercitata solo attraverso determinati materiali, come il metallo, il vetro o la carta. 
La magia di carta è quella che, nell'Inghilterra di inizio 900' in cui vive Ceony, viene considerata la più inutile. E proprio perché i maghi di carta sono ormai così pochi, Ceony, una volta diplomatasi dalla scuola di magia, è costretta a scegliere la carta, nonostante il suo desiderio di legarsi al metallo, e a trasferirsi in un luogo sperduto per diventare l'allieva di Emery Thane. Ma qui Ceony scoprirà che la carta è un materiale a dir poco speciale. Piegandola e infondendola di magia, essa si anima e dà vita alle creazioni più uniche e meravigliose. Ma proprio quando Ceony inizia ad accettare il suo destino e ad amare la carta, una donna che pratica magia di sangue attacca il suo maestro e fa l'impensabile: gli strappa, letteralmente, il cuore per poi scappare. E da qui la vita di Ceony viene completamente stravolta: la ragazza decide di provare a salvare la vita del maestro, e ciò la conduce ad un viaggio nel suo cuore (anche qui, in senso letterale), dove incontra ogni ricordo, ogni momento, ogni emozione provata da Thane. 
Questa è in linee generali la trama del primo volume, che poi si sviluppa ulteriormente nel secondo, dove conosciamo meglio questo universo magico alternativo e il modo in cui la magia funziona, e in cui viene approfondita anche la magia del vetro (che riguarda principalmente gli specchi, e che ho apprezzato moltissimo). Nel terzo volume invece abbiamo un bel salto temporale, un altro cattivo da sconfiggere, e la risoluzione finale di ogni vicenda.

La storia aveva moltissimo potenziale, che però non è stato sviluppato al meglio. La serie, nel complesso, mi è piaciuta e anche tanto, ma avrei tanto voluto che la Holmberg avesse reso la trama più complessa, più lunga, e che avesse approfondito maggiormente il mondo da lei creato. Per molti aspetti, la storia mi è sembrata fin troppo semplice, gli eventi trovano una soluzione veloce e il fatto che ogni libro non superasse le 200/250 pagine non ha aiutato.
Ma parlando dei lati positivi, ho adorato l'idea di base, le diverse specializzazioni di ogni mago, e le creazioni di carta che incontriamo nei diversi capitoli (la mia preferita?il cagnolino che Thane crea per Ceony, e che Ceony ripiega in borsetta ogni volta che ne ha bisogno).
Ceony come protagonista mi è piaciuta abbastanza, all'inizio il suo comportamento può infastidire ma col progredire della storia, scopriamo di più sulla sua vita, sul suo passato, ed emerge un altro lato di lei che non si può non apprezzare. Emery Thane è un insegnante un po' eccentrico ma a dir poco grandioso a ciò che fa, e ha anche un passato oscuro che si va poi a legare agli eventi della serie. 

Ho adorato il fatto che il romance sia appena accennato nel primo volume e sviluppato meglio, ma sempre come elemento non centrale, negli altri libri. La storia d'amore mi è piaciuta, soprattutto nel secondo e terzo volume, ma nel primo mi ha lasciata un po' perplessa. Non avevo letto bene la trama e i primi capitoli del libro mi hanno fatto pensare che la relazione tra Ceony ed Thane non fosse altro che uno di quei classici rapporti insegnante-discepolo, e che Ceony avrebbe avuto un altro interesse amoroso. Scoprire che Ceony, in modo così improvviso, inizia a provare dei sentimenti per Thane mi ha abbastanza infastidito, anche se nei seguiti ho finito per adorare il loro rapporto.

Rating The Paper Magician-3.5 stelline
Rating The Glass Magician-4 stelline
Rating The Master Magician-3,5 stelline

Difficoltà di lettura in lingua-bassa. Lo stile è molto semplice, quindi ottimo per iniziare a leggere in lingua, ma ci sono delle scene che scorrono lente (soprattutto nel primo volume).

Recensione Going Vintage Lindsey Leavitt

Buongiorno, lettori!Oggi vi parlo di un altro contemporaneo che ho finito qualche giorno fa e che ho adorato, Going Vintage di Lindsey Leavitt. Si tratta di un libro carinissimo che consiglio un po' a tutti, perfetto per chi è in vena di una lettura leggera e divertente!



Going Vintage
Lindsey Leavitt
Editore: Scholastic
Pagine: 304
Data di uscita: aprile 2013
Trama:
La sedicenne Mallory ama il suo ragazzo, Jeremy. O almeno le piace più di quanto un ragazzo le sia mai piaciuto. E' sicura che lui prova lo stesso. Fino a che non trova il suo profilo di un giorno online e scopre che la sta tradendo...online. La vita di Mallory sta cadendo a pezzi ed è tutta colpa della tecnologia. E poi trova una lista, scritta da sua nonna quando aveva la sua età. Tutto ciò di cui si doveva preoccupare la nonna era cucire vestiti e programmare feste. Le cose erano così semplici negli anni 60. E non c'è niente nella lista che la stessa Mallory potrebbe fare. Forse è arrivato il momento per Mallory di diventare vintage e trovare le risposte ai suoi problemi moderni.


My Review

Going Vintage è, in una parola, un libro adorabile. Mi aspettavo una lettura leggera ma in realtà il libro si è rivelato davvero un bel contemporaneo, adatto un po' a tutti i lettori, capace di far sorridere e anche di far riflettere su come la tecnologia stia cambiando la nostra vita.

Sto cercando di abbandonare il presente, ma non sono nemmeno capace di ordinare il passato.

La storia inizia con una protagonista, Mallory, dal cuore spezzato. Ha appena scoperto che il suo ragazzo la tradiva con un'altra ragazza conosciuta su internet, e con la quale sembra aver instaurato un rapporto più saldo e profondo di quello che aveva con la stessa Mallory.
Dopo aver trovato una lista scritta da sua nonna negli anni sessanta, Mallory decide di rifiutare completamente l'era moderna e tutto ciò che ha portato con sé: telefono, computer, internet, social networks. Ritornare all'era vintage, dove tutto era più semplice, anche per un adolescente, è l'obiettivo di Mallory, che potrà dirsi concluso solo quando avrà completato la lista di sua nonna. Ma mettere in pratica i vari punti della lista si rivelerà più difficile del previsto, e anche abbandonare completamente l'età moderna, con tutte le sue comodità, porterà Mallory ad affrontare diversi problemi.

La loro relazione non è perfetta in tanti modi, ma è qualcosa di reale. E l'obiettivo dovrebbe essere proprio questo, non la perfezione. 

Mallory è una protagonista adorabile, non si può fare a meno di ammirarla per il suo tentativo estremo di abbandonare la tecnologia e per il modo in cui completa la sua lista punto per punto, decisa a non arrendersi. La sua storia mi ha fatto riflettere su quanto siamo ormai dipendenti dalla tecnologia, e sinceramente, non penso che al posto di Mallory sarei riuscita a passare così tanto tempo senza telefoni e computer, e soprattutto internet. Anche quando non apro blogger o i vari social network, in qualche modo uso sempre internet per vedere o cercare qualcosa e sono rari i giorni in cui   non mi connetto per niente. Mallory invece procederà col suo obiettivo e arriverà alla fine a capire come ci sono certe cose, come l'adolescenza e tutti i problemi e difficoltà che porta con sé, non cambiano mai, indipendentemente dal secolo in cui si vive. Da qui in poi Mallory riuscirà a lasciarsi alla spalle tutto ciò che è successo con Jeremy e guardare finalmente al futuro.

Mi piace pensare che sono importante, che conto qualcosa per me sola e non per ciò che gli altri pensano. 


Difficoltà in lingua-bassa. Stile semplice e scorrevole!

Recensione Dash & Lily's Book of Dares di David Levithan & Rachel Chon

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo una bella recensione a tema natalizio che ho terminato proprio ieri sera, quella di Dash & Lily's Book of Dares!Questo libro era in TBR dallo scorso Natale, e sono felice di esser finalmente riuscita a leggerlo!Felice perché, al contrario delle mie aspettative, Dash & Lily's Book of Dares mi ha piacevolmente sorpresa!

Dash & Lily's Book of Dares





Titolo: Dash & Lily's Book of Dares
Autore: David Levithan & Rachel Chon
Editore: Knopf Books
Pagine: 260
Trama:
Lily ha lasciato un notebook rosso pieno di libri su una delle sue mensole della sua libreria preferita, e sta aspettando che arrivi il ragazzo giusto e che accetti le sue sfide. Ma Dash è il ragazzo giusto?O Dash e Lily sono solo destinati a scambiarsi sfide, sogni e desideri in un notebook che si passano avanti e dietro per tutta New York?Riuscirebbero a conoscersi anche al di fuori delle loro versioni da notebook?










Come vi avevo già detto in qualche altro post, Dash and Lily's Book of Dares ha ricevuto tanti pareri negativi, e sono state proprio le varie recensioni lette in giro che mi hanno spinto a rimandarne la lettura per oltre un anno. Ho iniziato il libro con zero aspettative, e non solo si è rivelato migliore di quanto pensassi, ma l'ho trovato una lettura carinissima e molto dolce, che si legge in un giorno e che è davvero adattissima a questo periodo. 

Non si tratta certamente di un capolavoro, a tratti è poco realistico e ci sono alcuni capitoli un po' lenti che si fatica a superare, ma nel complesso è un'ottimo libro dallo spirito natalizio, che vi lascerà con un sorriso stampato in faccia e una gran voglia di vivere la stessa avventura di Dash e Lily. 

🌆❄️Ho lasciato qualche indizio per te.
Se vuoi risolverli, gira la pagina.
Se non ti interessa, rimetti il libro sulla mensola, per favore.


Lily ama il Natale. Dash è abbastanza indifferente al proposito, tant'è che ha deciso di passarlo in solitudine. Lily ha una famiglia unita che la amano più di ogni altra cosa. I genitori di Dash sono separati e non si parlano nemmeno. Lily ama i libri, e Dash ama le parole.

Quando Lily decide di lasciare un quaderno pieno di indizi in una delle tante librerie di New York, non si aspetta affatto che qualcuno risponda davvero alla sua sfida. Ma Dash trova il quaderno, e accetta la sfida, e decide di sfidare Lily a sua volta.
Dash e Lily iniziano a conoscersi cosi, tramite sfide e indizi lasciati in tutta New York.
Ma sono davvero destinati a stare insieme, o la magia del notebook rosso si spegnerà non appena si incontreranno nella vita reale?

Voglio credere che lì fuori c'è qualcuno solo per me. Voglio credere che io esisto per esserci per quel qualcuno.

Ho amato le sfide di Dash e Lily, tutte adorabili e divertenti, e le situazioni in cui i diversi personaggi si cacciavano per completarle. I due protagonisti sono estremamente diversi tra di loro, ma anche molto più simili di quanto si possa pensare. Entrambi credono che ci sia qualcuno fatto apposta per loro, ed entrambi credono nella magia dei libri e delle parole. I loro dialoghi sono tutti stupendi e non ho potuto fare a meno di sottolineare praticamente ogni discorso pronunciato da Dash, anche se fin troppo maturi per la sua età.

Un'altra cosa molto carina del libro è il fatto che, proprio come Dash e Lily, anche gli autori, Levithan e la Cohn hanno scritto il libro senza avere niente di programmato, passandosi i capitoli a vicenda e costruendo la storia rispondendo ognuno a ciò che aveva scritto l'altro. 

L'universo non decide cosa è giusto e cosa è sbagliato. Sei tu a scegliere.

Se cercate una lettura natalizia super veloce, leggera, originale, ma a modo suo, speciale, che vi metta di buon umore e che vi trasmetta lo spirito natalizio, Dash and Lily's Book of Dares è sicuramente il libro che fa per voi!


Difficoltà di lingua: Media. I capitoli narrati da Lily sono piuttosto semplici, ma quelli dal punto di vista di Dash si sono rivelati molto più difficili di quanto pensassi, usa termini abbastanza complessi e inusuali xD

Recensione My Soul to Take Rachel Vincent



Titolo: My Soul to Take (Soul Screamers #1)
Autore: Rachel Vincent
Editore: Harlequin
Trama (per evitare spoiler, inserisco la trama del prequel)

Doveva essere una giornata divertente, shopping al centro commerciale con la sua migliore amica. Poi arriva un attacco di panico, e Kaylee Cavanaugh si ritrova a urlare, senza essere in grado di fermarsi. Le sue paure segrete diventano realtà, e questo si rivela il giorno peggiore della sua vita.
Fino a quando non si sveglia nel reparto di psichiatria.
Kaylee erca di convincere tutti che sta bene - nonostante le ombre che vede formarsi attorno a un altro paziente e la voglia di urlare che non sparisce mai. Tutti pensano che sia pazza. Tutti tranne Lydia, che è un altro paziente con alcune abilità speciali ....




RECENSIONE:

Quando ho letto la trama di My Soul to take, ne sono rimasta immediatamente affascinata.
Solitamente non inizio serie lunghe più di tre libri, ma questa mi ha colpito sin da subito e l’ho adorata proprio come mi aspettavo.

My Soul to Steal (Soul Screamers, #4)
Quarto volume
Al momento non ricordo se l’autrice ha scritto la saga ispirandosi alla mitologia celtica o irlandese, ma in ogni caso io amo la mitologia nordica in generale e non potevo proprio farmi scappare una storia con una premessa del genere. Fino ad ora però ho trovato pochissimi libri che mi colpissero davvero, quindi ho iniziato Soul Screamers con delle aspettative molto alte.

Avendo comprato i primi due libri più il prequel (My soul to lose) in un unico volume, li ho letti tutti uno dopo l’altro e il mio giudizio su My Soul to take è stato inevitabilmente influenzato da My Soul to Save, che ho davvero amato.

My Soul to take mi è piaciuto tantissimo, ci sono delle cose che non mi hanno convinto del tutto, e si, sono presenti anche alcuni dei soliti cliché del genere, ma la storia è davvero originale, offre una mitologia mai vista prima e che mi ha decisamente conquistato.

My Soul to Save (Soul Screamers, #2)
Secondo volume
La protagonista, Kaylee, è all'apparenza un’adolescente come tante, ma in realtà possiede un’abilità piuttosto particolare. Lei riesce a sentire quando una persona sta per morire. Le piomba addosso questa improvvisa e inevitabile consapevolezza che qualcuno vicino a lei morirà, e presto.
Ma la parte peggiore è che, non appena si rende conto di cosa sta succedendo, è travolta da un vero e proprio bisogno fisico di gridare, un urlo le cresce dentro, e prova sempre a tutti i costi a non lasciarlo uscire, cercando di allontanarsi il più possibile dalla persona morente.

Solo una volta l’urlo ha avuto la meglio su di lei, e una volta che ha iniziato a gridare, non ha smesso più. Ha passato giorni in un ospedale psichiatrico, e ora è decisa a non ritornarci mai più.
Ma quando Kaylee, mentre si trova in discoteca con la sua migliore amica e un bellissimo ragazzo che sembra essersi improvvisamente interessato a lei, Nash, avverte di nuovo il bisogno di urlare, va nel panico.
Before I Wake (Soul Screamers, #6)
Sesto volume

E’ sicura che tutti la prenderebbero per pazza, e che a scuola verrebbe derisa da tutti, soprattutto da Nash, che uno dei ragazzi più popolari del liceo. Ma Nash da l’impensabile. Riesce a calmare Kaylee e lentamente le fa sopprimere l’urlo formatosi in gola. Il ragazzo sembra conoscere molte cose su di lei e su ciò che le sta accadendo, e Kaylee è decisa a scoprire ciò che sa, soprattutto ora che delle ragazze innocenti stanno morendo una dopo l’altra…

Kaylee mi è piaciuta sin da subito. L’ho adorata leggendo il prequel della serie, ma capisco perché a molti non è piaciuta in My Soul to take. 
Kaylee è la classica ragazza “normale” ma in realtà “speciale” dei libri YA. 
Non si accorge di essere bella e speciale fino a che non arriva il solito ragazzo di turno, affascinante, popolare e misterioso, del quale si innamora perdutamente.

Nash sinceramente non mi ha colpito molto, nel primo libro. Già in My Soul to Save ho iniziato ad apprezzarlo un pò di più, ma per adesso trovo comunque che gli manchi quel qualcosa in più che invece caratterizza Kaylee.

With All My Soul (Soul Screamers, #7)
Una delle cose che mi sono piaciute di meno è stato l’amore istantaneo tra i due. Si incontrano e…bum!Entrambi si innamorano perdutamente dell’altro!Quando vorrano capire gli autori che tra due persone non può nascere un amore del genere in cosi poco tempo?

Ho particolarmente amato Tod. E’ un personaggio decisamente interessante, molto più interessante di Nash, e spero di vederlo approfondito nei prossimi volumi. Non vorrei parlare troppo presto, ma penso proprio di aver intravisto una sorta di triangolo tra i tre ragazzi. Per adesso sono decisamente Team Tod, anche se, dalle recensioni che ho letto finora, potrei apprezzare molto di più Nash nei prossimi volumi della serie.

Voto, 3.5 stelline!Lo so, non è un voto altissimo, ma questo è solo il primo libro di una serie che si prospetta essere magnifica, quindi non fermatevi al mio giudizio (influenzato dalle decine di libri YA tutti uguali che ho letto), e date una possibilità a questa saga che non deluderà i lettori in cerca di una storia innovativa e originale!

Recensione Across The Universe Beth Revis





Titolo: Across The Universe
Autore: Beth Revis
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Trama:
Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori come membro del Progetto Arca Spaziale: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola senza cautele dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale che sta perdendo velocità, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?

RECENSIONE:

Across The Universe era nella mia wishlist da mesi e quando mi è finalmente arrivato l’ho subito iniziato. Ma a causa di altri libri da leggere (Vanish e Deity), ho dovuto abbandonarlo per un po’ e sono riuscita a finirlo solo qualche giorno fa, ancora non del tutto ripresa dalla lettura di Deity.

Across The Universe è una storia originale che mi ha decisamente conquistato. Non mi aspettavo una lettura eclatante, e infatti non lo è stato, ma il libro ha quella giusta dose di originalità, mistero e azione che cattura e affascina sin dalla prima pagina.

A Million Suns (Across the Universe, #2)
Secondo volume
Quando la diciassettenne Amy decide di ibernarsi con i suoi genitori nella nave spaziale Godspeed, per risvegliarsi in un nuovo pianeta 250 anni dopo, non ha idea di cosa l’aspetta. 
Lascia la terra, i suoi amici, il suo fidanzato, tutto ciò che ha sempre conosciuto per seguire la sua famiglia in un viaggio dal quale non ritornerà mai più. 
Durante il periodo d’ibernazione però qualcosa va storto. 50 anni prima dell’arrivo sul nuovo pianeta, Amy viene bruscamente risvegliata, rischiando di morire, da qualcuno che si nasconde nell’ombra e continua a scongelare e uccidere gli ibernati.

La realtà in cui si ritrova Amy è completamente diversa da ciò che la ragazza si aspettava. La Godspeed è ora guidata da Eldest, una sorta di capitano della nave che governa tutto e tutti e che ha il compito di mantenere la pace. Ma i suoi metodi sono alquanto discutibili. Sulla nave le persone sono vuote e apatiche, non sembrano nemmeno esser in grado di provare emozioni. Gli unici “normali” sono i presunti malati di mente che vivono in ospedale e che paradossalmente sembrano essere capaci di vedere come stanno veramente le cose sulla nave. Oltre a loro, Amy incontra Elder, il futuro Eldest, che è completamente diverso dal vecchio capitano della nave. Tra i due nasce ben presto un’amicizia che potrebbe anche trasformarsi in qualcosa di più…
Shades of Earth (Across the Universe, #3)
Terzo volume
Ma Amy può davvero fidarsi di Elder?Intanto l’assassino continua ad agire indisturbato, ed Amy deve fermarlo prima che arrivi ai suoi genitori…


Ho davvero apprezzato il modo in cui l’autrice ha sviluppato e costruito l’intera storia. Innanzitutto l’idea di base è decisamente originale, l’ambientazione nella Godspeed poi è fantastica!La descrizione delle stelle e della terra secondo gli abitanti della nave è davvero realistica e suggestiva.
 Il misterioso killer non era poi cosi misterioso, io ho capito facilmente chi fosse, anche se il finale mi ha lasciato davvero sorpresa.

I personaggi tutto sommato mi sono piaciuti tutti, ma sono Amy e Harley, il geniale e simpatico pittore migliore amico di Elder, ad avermi veramente conquistato.

Amy è una protagonista molto coraggiosa e testarda. Affronta Eldest quando tutti, perfino Elder, sono intimoriti da lui, cerca a tutti i costi di proteggere i suoi genitori e di riportare una parvenza di normalità nella sua vita cambiata ormai per sempre. In più ho adorato i primi capitoli in cui Amy descriveva lo stato di ibernazione in cui si trovava, davvero suggestivi.

Harley è un personaggio che mi ha colpito tantissimo!E’ cosi simpatico e bizzarro, con un grande talento ma anche con un grande dolore causato dalla morte della sua amata Kayleigh e che si porta dietro da anni. Mi sarebbe davvero piaciuto vederlo approfondito di più.
Across the Universe
brossura primo volume

Elder mi è piaciuto abbastanza, ma diciamo che mi è rimasto leggermente indifferente. E’ dolce e carino, ma purtroppo non mi ha colpito più di tanto. 
Ho amato invece la sua relazione con Amy. Il loro non è un rapporto che si instaura immediatamente, non è un insta-love, e ho apprezzato molto questa scelta dell’autrice. Tra di loro nasce subito un legame speciale, entrambi portano dentro se stessi un vuoto che vogliono disperatamente riempire. Ma sebbene Elder sia affascinato da lei sin dall’inizio, ciò che si sviluppa tra i due non è il classico amore adolescenziale, è un rapporto speciale che vedremo sicuramente approfondito nei prossimi volumi della serie.

Il finale come ho detto mi ha lasciato decisamente sorpresa, non me l’aspettavo per niente!Sono quindi curiosissima di leggere il seguito, A Millions Suns, sperando che la Piemme non ci faccia aspettare troppo!

3.5 stelline!

Featured Slider