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Recensione The Cruel Prince di Holly Black


Holly Black è negli ultimi anni diventata una garanzia per me. Ho amato più o meno ogni suo libro e The Cruel Prince non fa eccezione. Si tratta di una lettura abbastanza unica nel suo genere: una storia dark, colma di twists e colpi di scena che non ti aspetti e con personaggi di cui non puoi fare a meno di entrare in sintonia. 

Recensione Fates and Furies Lauren Groff




Fates and Furies è il terzo libro che leggo di Lauren Groff e posso dire che quest'autrice non smette mai di stupirmi. I romanzi che scrive sono tutt'altro che perfetti, i protagonisti delle sue storie sono molto spesso  complicati, difficili da capire ed apprezzare. C'è sempre qualcosa che non mi convince del tutto dei libri della Groff, e c'è sempre qualcosa che amo alla follia (che di solito prevale, e Fates and Furies non fa eccezione). 

Arcadia Lauren Groff-Recensione


I mostri di Templeton, uno dei primi libri (se non il primo in assoluto) di Lauren Groff mi aveva affascinato sin dalla prima pagina per la sua prosa meravigliosa, per la complessità dei personaggi e per quell'alone di realismo magico che circondava la storia. Non l'ho amato completamente, ma si è rivelata sicuramente una delle letture più interessanti fatte quest'anno. E direi che adesso posso dire lo stesso di Arcadia.

The Library at Mount Char Scott Hawkins-Recensione




The Library at Mount Char è senza dubbio uno dei libri più strani e anti-convenzionali che abbia mai letto. Talmente unico, infatti, che trovo difficile perfino porlo in una categoria specifica. Se dovessi fare un tentativo, direi che Fantasy e Horror sono forse i generi che gli si avvicinano di più, il tutto unito forse a un pizzico di Science Fiction. 
La trama ufficiale è davvero molto vaga e anticipa poco sulla storia (ed effettivamente si tratta di uno di quei libri che apprezzi di più leggendolo senza sapere molto su cosa accadrà), quindi a inizio lettura non avevo idea di cosa aspettarmi. Non ero affatto sicura che il libro mi sarebbe piaciuto ma la premessa era troppo interessante per non fare un tentativo: la storia ruota attorno a questa donna, Caroline, che insieme ai suoi fratelli fa parte di una biblioteca decisamente inusuale. Molto tempo fa, Caroline e gli altri sono stati adottati da Father, una figura potente e sinistra che li ha introdotti ai segreti della Biblioteca di Mount Char. 

The Library at Mount Char non fa sicuramente parte del tipo di libri che leggo di solito. È estremamente dark, certe scene non sono facili da leggere-uccisioni, torture, violenza e lotte all’ultimo sangue sono all’ordine del giorno-e non è semplice comprendere i vari personaggi o le loro azioni. Le prime 100 pagine sono abbastanza confusionarie, non è semplice capire cosa stia succedendo o perché stia succedendo, ma superata questa prima parte la storia inizia a delinearsi in modo sempre più chiaro. Arrivata a metà libro, sapevo di avere tra le mani qualcosa di davvero unico e originale, e a quel punto è diventato letteralmente impossibile smettere di leggere.

Per quanto riguarda i personaggi, come ho detto è difficile immedesimarsi in Caroline, che è la protagonista, o anche negli altri personaggi principali, perché pur essendo umani non pensano o non si comportano come tali, ma hanno sicuramente un punto di vista unico sugli eventi (nel libro vi sono diversi punti di vista).
Ho amato la mitologia e il background che Hawkins è riuscito a creare per noi lettori. Ho amato anche la sua scrittura, e ammetto che scoprire che si tratta del suo primo libro pubblicato mi ha sorpreso abbastanza, perché è sicuramente uno dei migliori autori scoperti quest’anno.

The Library at Mount Char è stato paragonato ai lavori di Joe Hill e all’American Gods di Gaiman, e se da un lato non conosco Hill, posso dire che molte scene del romanzo di Hawkins mi hanno effettivamente ricordato di American Gods e di Gaiman in generale (anche se le due storie non potrebbero essere più diverse). 


Difficoltà di lettura in lingua-medio/alta. 


Recensione Uprooted Naomi Novik


Uprooted è  stato definito come un retelling di La Bella e la Bestia, ma anche se il punto di partenza è molto simile, penso non abbia niente a che vedere con la fiaba originale. La trama, almeno nei primi capitoli, mi ha ricordato molto Cruel Beauty e A court of thorns and roses, ma ancora si tratta di una storia completamente diversa da qualsiasi altra rivisitazione. 
Rispetto ai libri della Hodge e della Maas, ho trovato Uprooted molto più dark e gotico, più vicino a fantasy classici che a vere e proprie rivisitazioni e con una mitologia molto lontana da quella comunemente associata a The beauty and the beast. 

In Uprooted, la storia parte con una breve introduzione al mondo creato dall'autrice. Si tratta di un mondo minacciato da La Foresta, una forza così oscura e potente che è capace di corrompere qualsiasi creatura entri in contatto con essa, e che sta avanzando sempre di più sul regno di Polnya.
Il villaggio in cui vive la protagonista, tuttavia, è protetto da uno stregone (The Dragon), che porta con sé una giovane ragazza ogni 10 anni in cambio della sua protezione. Nessuno sa cosa succede alle ragazze che il Dragone sceglie, se non che allo scadere dei 10 anni ognuna di loro torna profondamente cambiata. 
Questa è la premessa (volutamente) molto generale del libro, che in realtà nasconde una trama estremamente complessa in cui ogni tassello viene gradualmente svelato. 

Una delle cose che ho più apprezzato di Uprooted è il modo in cui la Novik ha completamente stravolto le aspettative create dalla sinossi ufficiale. Da lettore, ti aspetti un certo tipo di storia, e poi l'autrice inverte tutte le tue convinzioni su chi è il cattivo e su chi sono gli eroi. Finisci col leggere una storia che ha tutti gli elementi che ti erano stati promessi-magia, mostri, cattivi, principi e stregoni-ma trattati in modi nuovi e originali. 

Nessuno entrava nella foresta e riusciva a venirne fuori, o almeno chi ne veniva fuori non era più intero e non era più se stesso. A volte le persone venivano fuori urlando, ciechi, a volte venivano così distorti e cambiati che nessuno riusciva a riconoscerli; nel peggiore dei casi venivano fuori e sembravano proprio loro, ma dietro le loro facce si nascondeva l'oscurità.

L'ambientazione è sicuramente uno degli elementi più affascinanti del libro. La foresta, questa forza viva e razionale, capace di attrarre umani e usarli per seminare oscurità e dolore, è descritta in modo così vivido e intenso che al lettore sembra quasi di essere lì, tra gli alberi insieme ai protagonisti.
Accanto all'interessantissima ambientazione, abbiamo anche dei personaggi molto realistici e umani, che alla fine non puoi far a meno di apprezzare. 
La protagonista, Agnieszka, non è la più bella ragazza del villaggio, né la più intelligente. Ma possiede a modo suo qualcosa di speciale, ed è per questo che Il Dragone la sceglie. E parlando dello stregone, ho adorato la relazione di amore/odio che si sviluppa tra i due. Dal punto di vista del romance, direi che è molto meno presente rispetto ad ACOTAR e Cruel Beauty, in quanto la Foresta e Agnieszka rimangono sempre i punti focali del libro, ma i momenti che gli dedica l'autrice sono alcune delle migliori parti del libro.

La verità non significava niente se non avevi nessuno con cui condividerla. 

4,5 stelline!Uprooted è un libro a metà tra ACOTAR e Cruel Beauty, ma che personalmente ho trovato migliore di entrambi. Lo consiglio ai fan dei fantasy e a chi è alla ricerca di una lettura diversa dal solito.

Difficoltà in lingua-medio/alta. Il libro è molto lungo (450 pagine circa) e ci sono tantissime parti descrittive. Non il miglior libro per chi si sta avvicinando adesso alla lettura in inglese. 

Recensione Fall for Anything Courtney Summers

Buona domenica a tutti, lettori!Scusatemi per l'assenza degli ultimi giorni, settimana prossima ho tre esami, ed essendo i primi e non sapendo bene cosa aspettarmi sto studiando giorno e notte da settimane xD Ho trascurato moltissimo il blog (e non voglio nemmeno aggiornarvi sulla situazione "letture", ottobre è quasi finito e ho letto solo un libro!), ma giovedì dovrei liberarmi e spero di potermi dedicare alla blogosfera per qualche giorno.
Oggi comunque vi lascio il mio parere su Fall for anything della Summers, letto ad aprile e amato moltissimo ^^



Ho letto Fall For Anything qualche mese fa, prima di All the Rage e Cracked up to be (altri libri della Summers), quindi di fatto questo è stato il mio primo contemporaneo dell'autrice dopo This is not a test e il suo seguito, che ho amato moltissimo. Al contrario degli altri romanzi della Summers, la serie di This is not a test non è un contemporaneo ma una sorta di dispotico-apocalittico, e se l'ho amata così tanto è proprio perché l'autrice è riuscita a distinguersi creando una storia che ha molto poco di distopico e davvero tanto di umano.
Fall for Anything mi è piaciuto più o meno per lo stesso motivo. La storia non potrebbe essere più diversa, ma alla base troviamo gli stessi sentimenti, le stesse tematiche. Perdita, dolore, e sopravvivenza fanno da motore a una storia difficile da leggere ma facile da amare. 

Milo esita. "Prima."
"Non farlo,"Dico.
"Non fare cosa?"
"Non dividermi in prima e dopo."

Il padre di Eddie è appena morto. Si è suicidato. Ed Eddie non sa cosa fare. Improvvisamente anche lei si ritrova a lottare per trovare una ragione di vita. La cosa peggiore?Suo padre ha deciso di andarsene senza nessun motivo apparente, ed è questo ciò che fa star più male la ragazza. Sua madre non è affatto in condizioni migliori, e l'unico che sembra parzialmente risollevarla è il miglior amico di sempre, Milo. Ma quando il tentativo di ritornare alla vita "normale" non funziona, ecco che Eddie si allontana sempre di più da sua madre, e da Milo. E poi incontra Culler, allievo di suo padre, l'unico che riesce a capire il suo dolore, è l'unico che in questo momento riesce a farla sentire viva.
Culler vede il mondo attraverso la macchina fotografica ed è solo con le sue foto che riesce ad accettare e comprendere la realtà che gli si presenta davanti: il suo idolo, il suo maestro, è morto e non c'è niente che abbia lasciato indietro che possa aiutarlo. Perché lo ha fatto?Perché era tanto infelice da lasciare tutte le persone che lo amavano?Perché nessuno si è accorto di niente?Il perché di tutto è la domanda su cui si incentra l'intero libro e nessuno dei personaggi, né Eddie, né sua madre, né Culler, sembrano essere capaci di lasciarla andare.

Colgo me stessa allo specchio e realizzo che mio padre non mi vedrà mai così. Sto diventando una persona che mio padre non conoscerà mai.

Come sempre lo stile dell'autrice è magnifico. La Summers riesce a catturare perfettamente il dolore, la solitudine e la rabbia di Eddie e non solo, riesce a trasmettere tutto ciò al lettore tanto da farci entrare nella testa di Eddie, farci sentire come se camminassimo al suo fianco e come se, insieme a lei, anche noi potessimo precipitare da un momento all'altro. Ho amato moltissimo anche i dialoghi e le situazioni che la Summers ha creato. Spesso nei libri accade la cosa giusta al momento giusto, e i personaggi dicono ciò che sentono nel momento in cui lo desiderano. E invece le storie della Summers sono piene di silenzi dolorosi, parole non dette, abbracci rimpianti e conversazioni strazianti. 

I libri di quest'autrice non sono tanto storie d'amore, storie di crescita, ma più storie di sopravvivenza. I suoi personaggi affrontano morte e distruzione e in qualche modo trovano la forza di andare avanti, di vivere nonostante tutto. Ed è questo che mi fa apprezzare i suoi romanzi così tanto. Fall for Anything è un ottimo libro per iniziare a leggere quest'autrice, e non posso fare a meno di consigliarlo.


Difficoltà di lettura in lingua: medio-bassa. Non la consiglio come primo libro, ma è decisamente fattibile per chi ha già un minimo di esperienza di lettura ;)




Recensione A Court of Thorns and Roses Sarah J.Maas

Buongiorno, lettori!Oggi torno finalmente a scrivere una recensione, e tra i tanti titoli di cui ancora devo parlarvi ho scelto la mia lettura preferita di giugno, A Court of Thorns and Roses della Maas. Che dire di questo libro, la storia è magnifica, la scrittura è magnifica, l'intero romanzo è una meraviglia e la Maas non avrebbe potuto far di meglio. Assolutamente da leggere!




A Court of Thorns And Roses
Sarah J.Maas
Amazon /Goodreads
Editore: Bloomsbsury Children's
Data di uscita: 5 maggio 2015
Pagine: 416
Trama:
Quando la cacciatrice diciannovenne Feyre uccide un lupo nei boschi, una creatura dalle sembianze di lupo si presenta per chiedere un compenso. Trascinata in una terra magica e insidiosa di cui conosce solo leggende, Feyre scopre che colui che la tiene prigioniera non è un animale, ma Tamlin... uno dei Faerie immortali che una volta regnavano sul suo mondo. Durante il soggiorno nella sua tenuta, i sentimenti per Tamlin si trasformano, da una fredda ostilità arrivano a un  passione che brucia ogni bugia e ogni avvertimento le sia stato fatto riguardo il bellissimo e pericoloso mondo dei Fae.Ma un'antica, malvagia ombra avanza sulle terre dei Faerie, e Feyre deve trovare un modo per fermarla... oppure condannerà Tamlin, e il suo mondo, per sempre.

My Review

Piccola premessa: prima di iniziare il libro avevo completamente rimosso dalla mente il fatto che si trattasse di un retelling. E' vero che quando leggo un libro di un'autrice che già conosco e apprezzo, tendo a trascurare trama e genere letterario e mi lancio a capofitto nella lettura senza nemmeno sapere di cosa esattamente tratti la storia, ma in questo caso non so davvero come mi sia sfuggito un dettaglio così importante. Comunque, durante la lettura sono arrivata poi a capire che si trattava di una rivisitazione di La bella e la bestia, e ciò mi ha fatto amare ancora di più il libro. Adoro i retellings, alcuni dei miei romanzi preferiti sono delle rivisitazioni e questa serie è entrata sicuramente a far parte della lista. Come richiamo a La Bella e la Bestia ho letto solo Cruel Beauty di Rosamund Hodge, che ho adorato comunque, ma rispetto a A Court of Thorns and Roses gli manca decisamente qualcosa. 

A Court of Thorns and Roses è probabilmente la serie più promettente dell'anno. I richiami a La Bella e la Bestia sono evidenti, piccoli e grandi dettagli affiorano di tanto in tanto per ricordarci la base da cui il libro parte, ma la Maas allo stesso tempo riesce a portare la storia ad un altro livello rendendola molto più di una semplice rivisitazione. 

La Maas scrive in modo meraviglioso, è un dato di fatto. Con questo libro è riuscita a creare un mondo fatato pieno di vita, tangibile e reale, un mondo in cui ogni dettaglio cattura e attrae maggiormente il lettore alla storia. 

Protagonista è una ragazza che, pur di prendersi cura della sua famiglia, commette un errore fatale. Il prezzo da pagare?Lasciare tutto ciò che ha sempre conosciuto per entrare in un mondo pieno di pericoli di cui sa poco e niente, insieme a una creatura fatata che la terrà prigioniera per il resto della sua vita. 


Feyre ha dovuto crescere in fretta e da anni protegge suo padre e le sue due sorelle, ha sacrificato tutto per loro e continua a farlo fino alla fine, quando è costretta a lasciarli assicurandogli ciò che non è mai riuscita a fargli avere. Il regno fatato in cui viene portata non è di certo fatto per gli umani, e i limiti che Feyre possiede le impediscono di vivere al sicuro, nemmeno sotto la protezione della creatura che l'ha condotta lì in primo luogo. Ma lasciarsi intimidire e nascondersi è qualcosa che Feyre non ha mai fatto, e le sue azioni, molto spesso sventate e pericolose, sono la causa per cui Feyre non è piaciuta a molti. Si tratta di una di quelle eroine che ami o odi, e io ho finito per amarla perché tutto ciò che ha fatto, alla fine, lo ha fatto per coloro che amava, per cui si è sacrificata ancora e ancora anche quando non ne aveva nessun motivo.

La storia d'amore è centrale nel romanzo, ha un ruolo a dir poco fondamentale per lo svolgimento dell'intera storia e ho adorato il modo in cui si è dispiegata. Proprio perché quest'ultima è stata così importante in A court of thorns and roses, escludo (o almeno, spero che la Maas abbia escluso) la possibilità di un triangolo amoroso, perché qui davvero non avrebbe senso. 
Per quanto riguarda i personaggi maschili, è impossibile non amarli. Tamlin ha tutte le qualità per diventare uno dei migliori protagonisti mai incontrati, e Lucien è un personaggio che ha grandi potenzialità, che spero vengano esplorate meglio nei seguiti. Rhysand è uno di quei cattivi non proprio cattivi che prima odi e che poi si rivelano molto più complessi di quanto sembravano inizialmente, e adesso non vedo l'ora di scoprire di più nel resto della serie.

Come primo volume, ho trovato A Court of thorns and roses migliore di Throne of Glass. Throne of Glass è stato fantastico ma gli mancava quel qualcosa in più che poi ho trovato in Crown of Midnight, e poi ancora in Heir of Fire. Viste dunque queste premesse, le mie aspettative per i prossimi libri della serie sono altissime e sono sicura che la Maas non deluderà.


Difficoltà in lingua-medio/alta. La scrittura della Maas non è tra le più semplici, ma se si ha già qualche esperienza di lettura in lingua, non dovreste avere grandi problemi. 

Recensione Half Wild Sally Green

Buongiorno, lettori!Oggi vi propongo la recensione di Half Wild di Sally Green, seguito di Half Bad, libro che ho letto l'estate scorsa e che ho a dir poco adorato!Half Wild non mi ha deluso affatto e sono contenta che non abbia sofferto della classica "sindrome da secondo libro".Adesso non vedo l'ora di scoprire come si concluderà la storia in Half Lost!







Titolo: Half Wild
Autore: Sally Green
Pagine: 400
Data di uscita: 24 marzo 2015 (USA)
Trama:
In un Inghilterra moderna dove due fazioni di streghe vivono tra gli umani, il diciassettenne Nathan è un abominio, figlio illegittimo della strega più potente e pericolosa al mondo. Nathan è in fuga da tutto: nessun posto è sicuro e chiunque potrebbe tradirlo. Ora, Nathan ha acquistato il suo Dono magico-ma i cacciatori lo inseguono, e non si fermeranno finché non lo cattureranno e distruggeranno suo padre.








Selvaggio è una parola interessante. Immaginiamo qualcosa di selvaggio come indomabile e fuori controllo, ma di certo la natura non è cosi;la natura è controllata, ordinata, estrememente disciplinata in tutti i suoi elementi. 

Half Bad è stato probabilmente il libro rivelazione del 2014: originale, coinvolgente, intenso..ho finito per adorare ogni singolo elemento della storia di Nathan e del mondo creato dalla Green. Half Wild è una delle uscite del nuovo anno che più aspettavo e non mi ha affatto deluso. Per certi versi l'ho trovato migliore di Half Bad, per altri no, ma nel complesso è un ottimo sequel che ho adorato sin dalla prima pagina.

La storia riprende proprio dove si era interrotta in Half Bad. Nathan, che ha ricevuto i suoi doni e che sta imparando a controllarli, cerca di un modo per ritrovare Gabriel e per salvare Annalise prima che sia troppo tardi, combattendo al tempo stesso i cacciatori che sono disposti a tutto pur di catturarlo ancora. Durante la sua ricerca incontrerà un gruppo di streghe decise a cambiare le cose e a portare avanti una guerra contro il Consiglio. Ma opporsi al Consiglio si rivelerà più difficile del previsto e presto Nathan dovrà cercare di trovare un modo per continuare la rivolta e allo stesso tempo salvare le persone che ama.

E' come se ci fosse qualcuno, qualcosa, che vive dentro di me. E viene fuori e prende il controllo.  So che sono sempre io, che è semplicemente un'altra parte di me, ma si tratta di un me completamente selvaggio e incurante.

Half Wild è stata una lettura ancora più coinvolgente e veloce di Half Bad. Nathan, ormai libero e in fuga dalle streghe bianche, sta imparando a controllare il suo potere e a scendere a compromessi con esso, il tutto cercando di proteggere Annalise e Gabriel. Ho apprezzato molto il fatto che questo libro si concentra sul lato più selvaggio e violento di Nathan che, se in Half Bad era vittima della crudeltà delle streghe bianche, ora agisce e trova un modo per sistemare le cose, pur conservando la propria umanità. E' un personaggio cosi concreto, reale e per l'appunto umano: non si può dire che sia cattivo, ma uccide per ciò che crede sia giusto e non è nemmeno completamente buono. E' proprio il fatto che si trovi in questa "area grigia" che rende questa serie cosi bella. La meravigliosa scrittura della Green poi rende la voce di Nathan unica e distinta, sempre coerente con le sue azioni e la sua mentalità, che tra l'altro vediamo riflessa non solo in ciò che accade ma anche nella scrittura stessa. 

L'unica cosa che non mi è piaciuta, e per cui non ho dato al libro le 5 stelline piene, è stato il personaggio di Annalise e il suo rapporto con Nathan. La maggior parte delle persone che hanno letto il libro non hanno sopportato Annalise e anche se io non sono arrivata esattamente ad odiarla, sono riuscita a capire, o meglio, intuire,solo alla fine il perché della sua presenza,che per la maggior parte del tempo è risultata inutile e in completo contrasto con ciò che stava accadendo. Capisco perché Nathan si sia innamorato di Annalise e perché voglia salvarla a tutti i costi, ma in Half Wild la ragazza è diventata una vera e propria ossessione e se in Half Bad la loro relazione mi era piaciuta, qui l'ho trovata troppo "fuori posto". Il finale ha ovviamente cambiato le carte in tavola e sono curiosa di scoprire come andrà a finire tra i due in Half Lost. 

Prima di chiudere la recensione non posso non spendere due parole per Gabriel che è stato probabilmente il mio personaggio preferito in questo libro. Se non ho apprezzato il rapporto di Nathan con Annalise, ho amato invece quello con Gabriel. Si tratta di una delle relazioni più interessanti di cui abbia mai letto, e che in questo libro in particolare si sviluppa in modo meraviglioso e intenso. 

Il punto di essere buoni è fare la cosa giusta quando è difficile, non quando è semplice.

Non posso che consigliare di leggere questo libro a chiunque abbia amato Half Bad. Alcuni non l'hanno apprezzato come il primo volume, ma personalmente l'ho amato e sono curiosissima di leggere l'ultimo libro. Half Wild porta gli estremi tutti gli elementi che erano stati introdotti in Half Bad, quindi non piacerà sicuramente a chi già non era rimasto convinto dal primo volume. 







Recensione The Sin Eater's Daughter Melinda Salisbury

Buona domenica a tutti, e tanti auguri a tutte le lettrici del blog :) Sono finalmente tornata a casa, e anche se il mio proposito di continuare a pubblicare qualcosa anche in mia assenza è fallito miseramente, sono pronta a ripartire e ho già tanti bei post in programma per i prossimi giorni!Per oggi ho deciso di non fare il solito Weekly Recap perché la scorsa settimana ho letto un solo libro, e sono rimasta indietro con praticamente ogni cosa relativa al blog, quindi ho pensato di proporvi la 
recensione del bellissimo The Sin Eater's Daughter!


The Sin Eater’s Daughter (The Sin Eater’s Daughter, #1)

Titolo: The Sin Eater's Daughter
Autore: Melinda Salisbury
Editore: Scholastic Children's Books
Pagine: 336
Trama:
La diciassettenne Twylla vive a corte. Ma nonostante sia la promessa sposa del principe, Twylla non è esattamente un membro del castello. Lei è l'esecutore. Come Daunen Embodied, Dea incarnata, Twylla uccide chiunque lei tocchi. Ogni mese viene portata nelle prigioni ed è costretta ad appoggiare le sue mani su quelle degli uomini accusati di alto tradimento. Nessuno potrà mai amare una ragazza come lei. Anche il principe, che in teoria dovrebbe essere immune al tocco fatale di Twylla, evita la sua compagnia.Poi un giorno arriva una nuova guardia, un ragazzo il cui sorriso contraddice la sua abilità nel maneggiare una spada, e che è capace di vedere oltre l'abilità di Twylla, che è capace di vederla come una comune ragazza e non come una Dea. Ma Twylla è promessa al principe, e sa bene cosa succede a chi tradisce la regina. La regina stessa ha un piano per distruggere i suoi nemici, un piano che richiede un enorme sacrificio. Twylla farà tutto ciò che è in suo potere per proteggere il suo Regno?O abbandonerà il suo compito in favore di un amore segnato dal destino?


The Sin Eater's Daughter è uno dei libri che più mi ispiravano tra le uscite di quest'anno. Il titolo, la cover, la trama..tutto sembrava promettere una lettura meravigliosa e la Salisbury non mi ha affatto delusa. The Sin Eater's Daughter è un fantasy dalle tinte dark, appassionante e originale, con una trama tanto complessa quanto avvincente, e una mitologia tra le migliori di cui abbia mai letto.

Ciò che più mi ha colpito del romanzo è sicuramente l'imprevedibilità dell'intera storia. Ho iniziato il libro conoscendo vagamente la trama, ma con un'idea abbastanza chiara di cosa sarebbe successo. In realtà tutte le mie previsioni sono crollate dopo pochi capitoli, e The Sin Eater's Daughter ha continuato a sorprendermi ancora e ancora fino alla fine. Non si tratta della classica storia semplice e lineare dove tutto è chiaro e ha un senso, al contrario, The Sin Eater's Daughter ha una trama contorta, difficile da anticipare ma che riesce a catturarti sin dalla prima pagina.

Uno degli aspetti che più ho amato del libro è sicuramente l'ambientazione. Lormere è un piccolo regno alla cui base vi è l'adorazione di due Dei dai caratteri opposti. L'uno rappresenta la luce, il bene, e l'altro, rappresenta l'oscurità, il male.
Ma ancora più antica della religione, fondamentale per la vita del regno è la Sin Eater, letteralmente la "mangia-peccati". La Sin Eater libera le anime dei morti mangiando i cibi che rappresentano tutti i peccati commessi in vita. Se a un defunto viene negata la cerimonia, la sua anima non troverà mai pace.

Twylla è la figlia dell'attuale Sin Eater, ma è anche Daunen Embodied, la personificazione della figlia del Dio della luce e della Dea dell'oscurità.
Da Daunen, Twylla è destinata a portare pace e speranza alla popolazione, ma allo stesso tempo ha il compito di punire chiunque tradisca il regno. Ed è per questo che ogni mese beve un particolare veleno, che scorre nelle sue vene e le permette di uccidere con un solo tocco.
Quando la regina le offre di vivere al castello, di sposare suo figlio, e portare avanti il suo destino da Daunen Embodied, Twylla, per evitare una vita da Sin Eater, accetta, senza rendersi conto del futuro che la attende.

Twilla non è la tipica eroina forte e coraggiosa, al contrario è una comunissima ragazza che sogna la libertà, la possibilità di scegliere chi essere, e che crede di averla raggiunta, solo per poi vedersela strappata via una seconda volta. Non ha mai voluto la vita a cui era destinata una volta, e alla prima occasione ha abbandonato tutto per la sicurezza e il comfort che il castello offriva. Ma il castello si rivela ben presto una prigione, una dalla quale non potrà mai scappare, e che la trasforma, giorno dopo giorno, in una persona ben lontana da ciò che era e ciò che voleva diventare. Quando una sconvolgente verità si abbatte su di lei, il suo mondo, tutto ciò in cui ha sempre creduto, sembra cadere a pezzi, e Twylla sarà costretta a compiere finalmente la scelta che per tutta la vita le è stata negata.

Ho amato lo sviluppo del suo personaggio nel corso della storia. Twylla passa dall'essere una protagonista passiva, che subisce e segue gli ordini della regina, sicura che sia l'unico modo per salvare se stessa e la sua famiglia, a una ragazza consapevole di ciò che accade intorno a lei e che fa di tutto per rimediare agli errori commessi in passato. La storia d'amore in questo caso è la chiave di tutto, l'elemento dal quale parte l'intero svolgersi della storia, ma è stata inserita all'interno della storia in modo cosi realistico e naturale che non mi è dispiaciuta per niente anzi, si è rivelato uno degli aspetti migliori del romanzo.

Ho trovato il finale, privo di cliffhanger, a dir poco stupendo e anche se sono felice che vi sia un seguito, ho apprezzato il fatto che il libro possa essere letto benissimo come uno stand-alone.



Difficoltà in lingua: medio-bassa. La scrittura della Salisbury di per sé è abbastanza semplice, e potrebbero causare delle difficoltà solo alcune descrizioni e particolari passaggi dove la trama si fa più complessa.

Recensione Angelfall (L'angelo caduto) Susan Ee

Buon pomeriggio, lettori!In questi giorni sto cercando di recuperare un po' di post in arretrato, e Angelfall di Susan Ee Ã¨ un libro che devo recensire ormai da gennaio!Oggi quindi ve ne propongo finalmente la mia opinione!
Questo libro è diventato ormai famoso per la sua terribile traduzione italiana, e io che l'ho letto in lingua e non ho incontrato nessun problema con la scrittura, non posso fare a meno di consigliare anche ai lettori con una conoscenza base dell'inglese di prenderlo in versione originale, perché Angelfall merita assolutamente di essere letto!

Angelfall (Penryn & the End of Days, #1)




Titolo: Angelfall (L'angelo caduto)
Autore: Susan Ee
Editore italiano: Fanucci
Trama:
Un esercito di angeli sterminatori ha attaccato la Terra: dopo poche settimane la violenza dilaga ovunque, insieme alla paura e alla superstizione. Nella Silicon Valley ostaggio delle gang, la diciassettenne Penryn cerca di sopravvivere e proteggere la sua famiglia, fino a quando gli angeli guerrieri non rapiscono sua sorella minore, la più fragile, la più indifesa. L’unico modo per salvarla è affidarsi a un nemico, un angelo che ha perso le ali in combattimento e ora ha bisogno, come Penryn, di raggiungere la roccaforte delle crudeli creature alate a San Francisco. Nel viaggio che li porterà alla città, Penryn e Raf impareranno a contare solo l’una sull’altro, in un deserto in cui regnano la devastazione e il sospetto e in cui il pericolo è dietro ogni angolo.



Ho sentito parlare molto nei mesi passati di Angelfall. Prima che uscisse in Italia, non facevo altro che leggere pareri entusiastici sul libro, mentre quando è stato pubblicato anche qui c'è stato chi l'ha amato nonostante la pessima traduzione e chi invece non ne è rimasto colpito più di tanto. Io comprai il libro quasi due anni fa, ma nonostante fossi curiosissima di scoprire se mi sarebbe piaciuto o meno, l'ho cominciato solo a inizio anno, e ora che l'ho finito, non so perché abbia aspettato cosi tanto.

Il 2014 sembra proprio il mio anno fortunato, è da gennaio che non faccio altro che leggere libri fantastici, e L'angelo caduto è uno di questi. Con una storia originale e un tema di partenza unico, Angelfall non ha mancato di conquistare anche una lettrice come me che, sugli angeli, ha incontrato ormai di tutto.
E quando dico di tutto, intendo davvero di tutto, dagli ormai classici Fallen e Il bacio dell'angelo caduto, ai meno conosciuti Sweet Evil e Unearthly , fino ad arrivare agli angeli vendicatori della Weatherly.
E' diventato quasi impossibile trovare qualcosa di originale, e anche se Angelfall prometteva davvero bene, prima di leggerlo non facevo che ricollegarlo a Angel (qui la recensione) che aveva un'idea di base molto simile. Ma durante la lettura, ho realizzato che l'idea di base è l'unica cosa che hanno in comune, e che è Angelfall è sicuramente una delle migliori letture sugli angeli che abbia mai fatto.

Susan Ee propone una visione degli angeli completamente opposta a quella che è la concezione comune, una visione che, almeno inizialmente, non può che cogliere un po' alla sprovvista, nonostante si conosca già la trama.
Si tratta di angeli crudeli, malvagi, senza pietà, approdati sulla terra per portare la distruzione. Nessuno riesce a capire perché siano arrivati proprio ora, o perché abbiano attaccato l'umanità, ma tutti cercano disperatamente di sopravvivere e adattarsi a questa nuova realtà post-apocalittica.
Quando gli angeli portano via la sorella minore di Penryn, la ragazza è disposta a tutto pur di raggiungerla e portala in salvo. E' disposta anche ad allearsi al nemico, ad un angelo ferito a cui hanno tagliato le ali, per riavere sua sorella. Ad aspettarla c'è un viaggio alla volta di San Francisco, la "roccaforte" degli angeli, un viaggio in cui Penryn troverà molto di più di ciò che cercava.

Qualche volta, mentre incespichiamo nel buio, incontriamo qualcosa di buono.



Fin dalla prima pagina il lettore entra a far parte di questo nuovo mondo devastato dalla crudeltà degli angeli. Ho apprezzato molto il fatto che l'autrice, senza nessuna premessa, sia arrivata immediatamente all'azione e che ci abbia subito introdotti alla vita e alla realtà di Penryn, trascinandoci completamente nella lettura e facendoci arrivare alla fine prima ancora di avere il tempo di realizzare in pieno cos'è successo.

Entrambi i protagonisti sono fantastici. Penryn è una ragazza sorprendentemente forte, abituata non solo a sopravvivere da sola ma anche a prendersi sempre cura della sorellina, costantemente bisognosa del suo aiuto, e di sua madre, che soffre di problemi mentali da anni. Penryn è intelligente ed estremamente leale alle persone a cui tiene, per le quali è sempre disposta a sacrificarsi, anche se questo significa mettere a rischio la propria vita.
Anche Raffe è un personaggio costruito molto bene. Non è esattamente il tipico angelo che ci si potrebbe aspettare, ma non si può fare a meno di adorarlo in ogni caso.
Ho amato il fatto che il romance non sia stato per niente forzato e che, almeno in questo primo volume, sia quasi inesistente. Il rapporto tra Penryn e Raffe si sviluppa molto lentamente e non passa bruscamente dall'ostilità all'amore. Prima che tra i due nasca davvero qualcosa, Penryn e Raffe imparano a conoscersi, a fidarsi l'uno dell'altro e a sviluppare quella lealtà che va a rivestire uno dei temi fondamentali del libro.


Voto, 4 stelline!Angelfall è un romanzo originale, pieno di azione, con una trama fuori dal comune e dei personaggi costruiti in modo fantastico!Un libro assolutamente da leggere per tutti i fan degli angeli e dei post-apocalittici!


Recensione If I stay (Resta anche domani) Gayle Forman

Buongiorno a tutti!Oggi vi propongo la recensione di If I stay di Gayle Forman, una delle mie letture di gennaio che ho adorato!La mia storia con questo libro è un po' travagliata, l'ho comprato circa due anni e fa e l'ho iniziato poco dopo, poi l'ho abbandonato (senza una ragione precisa). L'ho ripreso solo qualche settimana fa, e ora che l'ho finito non capisco perché ho aspettato cosi tanto a leggerlo, è un libro semplicemente meraviglioso!


If I Stay (If I Stay, #1)


Titolo: If I stay (Resta anche domani)
Autore: Gayle Forman
Editore: Speak
Trama:
Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?



Ancor prima di iniziarlo, sapevo che If I stay è una storia speciale, una di quelle che non dimentichi facilmente e che ti restano nella mente anche dopo averle finite, una storia che non puoi fare a meno di amare, una storia che ti fa sorridere e soffrire al tempo stesso e che ti fa riflettere come poche altre.
If i stay è un romanzo breve, veloce da leggere, ma che si abbatte sul lettore con la forza di una tempesta e che, a partire dalla prima pagina, lo trascina in un vortice di emozioni, ricordi, momenti perduti e dolore.


Qualche volta tu fai delle scelte, e qualche volta le scelte fanno te.

Mia ha tutto ciò che una ragazza può desiderare. Ha una famiglia che le vuole bene più di ogni altra cosa e che la supporta in ogni sua scelta, una migliore amica sempre pronta ad aiutarla e un meraviglioso ragazzo che condivide la sua grande passione per la musica. Ma tutto questo cambia radicalmente quando un incidente stradale le porta via i suoi genitori e il suo fratellino, e Mia si ritrova in coma, a lottare tra la vita e la morte, a dover scegliere se restare e affrontare un mondo senza le persone che ama, o andarsene per sempre e seguire i suoi cari.

Adesso capisco che morire è semplice. Vivere è difficile.

Nel corso della storia, ripercorriamo insieme a Mia tutta la sua vita, tutti i momenti importanti per lei cosi come quelli che vorrebbe dimenticare. La vediamo innamorarsi per la prima volta, incontrare la sua migliore amica, scoprire la musica e capire che è quello il mondo a cui appartiene. La vediamo crescere con la sua famiglia, assistere alla nascita del suo fratellino, passare ogni giorno con i suoi genitori sempre accanto.
E in tutto questo, è proprio la musica che riveste il ruolo più importante. La musica che continua a suonare anche dopo che qualcosa di orribile è accaduto. La musica che è sempre stata parte della vita di Mia e che le fa da sostegno ogni volta che ne ha bisogno. La musica che, adesso che Mia deve compiere la scelta più difficile che abbia mai fatto, la tiene ancorata al mondo più di ogni altra cosa. 

E' cosi che riusciamo a sopravvivere alle nostre perdite. Con l'amore. L'amore non muore mai, non scompare mai, fino a che tu continui ad aggrapparti ad esso. L'amore può renderti immortale.

If I stay è una storia tanto delicata quanto potente, che ti fa riflettere non solo sul significato della vita e della morte, ma anche a tutte quelle piccole cose quotidiane che diamo per scontate, alla persone che pensiamo avremo sempre accanto fino a quando non scompaiono improvvisamente dalla nostra vita, e alla speranza che, anche nei momenti più tragici e orribili, può salvarci.




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