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Recensione The Lunar Chronicles Marissa Meyer-Cinder, Scarlet, Cress & Winter

Buongiorno, lettori!Perdonatemi l'assenza degli giorni, questa settimana ho avuto esami più difficili del solito che mi hanno quasi distrutta (ma li ho passati e sono andati bene e non riesco ancora a crederci!), ma adesso che sono finiti ho tre giorni di assoluta libertà che dedicherò al blog e alla lettura *__* Come prima cosa, vi avevo anticipato di voler cambiare grafica, al momento sto preparando il nuovo header, e per domani/domenica dovrei riuscire a mettere tutto online!Seconda cosa, ho tantissime recensioni in arretrato e inizierò con il recuperare proprio quest'ultime. 
Oggi vi parlo di una serie che ormai è diventata una delle mie preferite in assoluto: The Lunar Chronicles della Meyer. Ho sintetizzato in un solo post il mio parere su tutta la serie, ma se non avete letto Cinder vi consiglio di leggere la recensione specifica (qui!).

Recensione Impulse e Perfect Ellen Hopkins

Buon sabato, lettori!Oggi vi parlo di due libri scritti da Ellen Hopkins (l'autrice del meraviglioso Crank. Cronaca di una dipendenza), appartenenti alla stessa serie ma totalmente indipendenti tra loro: Impulse e Perfect. Ho letto il primo l'anno scorso e il secondo all'inizio di quest'anno, li ho adorati entrambi e ho trovato lo stile della Hopkins migliorato moltissimo rispetto a Crank, quindi consiglio a  chiunque se la cavi con l'inglese di dare una possibilità a questa fantastica autrice!Non ho inserito trama e dati del libro perché si tratta di due storie diverse e non potevo mettere solo l'una o solo l'altra (di entrambe poi vi parlo già nella recensione), quindi vi rimando alle due pagine Goodreads (qui e qui) per ulteriori informazioni!




My Review

La cosa che rende unici i libri della Hopkins è sicuramente il suo stile. Ogni pagina dei suoi romanzi è scritta in versi, quasi come una poesia ma non proprio. Ogni parola è scelta in modo estremamente accurato e ha sempre più di un significato. Ciò che amo di più della scrittura della Hopkins è che per cogliere davvero ciò che vuole trasmetterti non basta fermarsi a una lettura veloce: le parole usate, la loro disposizione, le loro ripetizioni, gli spazi vuoti...ogni elemento viene messo insieme per dare al lettore un'esperienza sempre più diretta, intensa e concreta della storia.

Tre 
strade separate
si intersecano in un posto
dove nessuna persona sana di mente
vorrebbe mai andare.
Tre
persone, senza niente
in comune 
se non l'età, la vicinanza,
e il desiderio di morire.

Impulse si concentra su tre adolescenti che hanno cercato di suicidarsi. Tony, Vanessa e Connor si trovano al centro di Aspen Springs per guarire ed affrontare ciò che li ha spinti a tentare il suicidio, e durante la terapia i tre stringono un'amicizia che li lega sempre di più, fino a quando non sono costretti a scegliere di nuovo tra la vita e la morte. "A quale impulso si arrendersi?Quale scelta fare?" sono le due domande su cui si incentra l'intero libro e a cui i tre ragazzi cercano di dare disperatamente una risposta.

Finto
è ciò che sei
se decidi di cambiare
il tuo essere imperfetto?

Perfect narra la storia di 4 ragazzi che hanno in comune il bisogno di diventare perfetti, per se stessi, per le loro famiglie o per i loro amici. Tutti i personaggi si trovano davanti a una situazione difficile e oltre a dover fare i conti con la realtà esterna devono anche affrontare i demoni interiori che minacciano di distruggerli. Sin dalla prima pagina è chiaro il messaggio della Hopkins: la perfezione è un'illusione, e perdere se stessi, la propria identità, per qualcosa che nemmeno esiste è proprio ciò che fanno Kendra, Cara, Sean e Andre, ognuno per motivi diversi.

Un'altra cosa che amo della Hopkins è il modo in cui riesce a trattare temi difficili e delicati in modo così semplice eppure efficace, senza mai cadere nel banale e senza mai fare ciò che il lettore si aspetta. Come tutti i suoi libri, Impulse e Perfect sono due storie realistiche, dove il lettore viene messo di fronte alla realtà dei fatti e in cui non c'è nessun finale "felice" nel vero senso della parola. Alla fine dei suoi libri c'è speranza, ma c'è anche verità: la Hopkins scrive per diffondere dei messaggi e non solo per intrattenere. 

I miei ricordi più felici non trovano posto nel passato. 
Sono ricordi che devo ancora creare.

Impulse e Perfect sono sostanzialmente indipendenti tra loro (si può leggere anche solo il primo e viceversa), ma sono anche legate da un sottile filo e leggere le due storie in ordine sarebbe l'ideale, anche se io stessa ho preferito Perfect a Impulse. Ho trovato infatti un po' più difficile riuscire a comprendere e identificarmi con le storie di Impulse, forse perché si tratta di situazioni molto estreme rispetto a Perfect, che oltre a tematiche altrettanto difficili tratta anche argomenti con cui ogni ragazzo, chi più chi meno, ha avuto a che fare.
Consiglio entrambi i libri a chi è fan della Hopkins e dei romanzi in versi, ma anche a chi vorrebbe iniziare qualcosa dell'autrice e non sa da dove iniziare!



Difficoltà in lingua-molto bassa. La storia è narrata in versi, ma le parole usate sono semplici e chiunque abbia una conoscenza base dell'inglese non dovrebbe avere problemi!






Recensione Trilogia Splintered A.G. Howard

Buongiorno, lettori!Finalmente riesco a pubblicare la recensione sulla serie Splintered, ci ho messo giorni a scriverla e sono felice di essere riuscita a finirla proprio per oggi!Per chi non lo sappia, oggi il primo volume della serie esce nelle librerie italiane con il titolo di Il mio splendido migliore amico (su cui è meglio sorvolare), quindi vi propongo il mio parere sull'intera trilogia!
Nella recensione ho inserito pezzetti della mia vecchia recensione sul primo volume (ovvero, la parte riguardante la trama) perché dopo due anni non la ricordo nel dettaglio e non vorrei rischiare di fare spoiler sui seguiti xD



Titolo: Splintered
Autore: A.G. Howard
Editore: Amulet Books
Data di uscita: Gennaio 2013
Trama:
Alyssa Gardner riesce ad ascoltare i sussurri degli insetti e dei fiori, proprio come la madre che è finita in un ospedale psichiatrico un anno prima. Questa maledizione risale allla sua antenata Alice Liddell, la reale ispirazione per Lewis Carroll di "Alice nel paese delle meraviglie". Alyssa potrebbe diventare pazza, ma riesce a controllare i suoi poteri. Per ora.Quando la salute mentale della madre peggiora, Alyssa viene a sapere che quello che credeva essere finzione si basa su una realtà terrificante. Il vero paese delle meraviglie è un luogo molto più scuro e più contorto di quello che Lewis Carroll ha creato. Lì, Alyssa deve superare una serie di test, tra cui asciugare l'oceano di lacrime di Alice, movimentare un party addormentato, e sottomettere uno Bandersnatch vizioso, per risolvere gli errori di Alice e salvare la sua famiglia. Deve anche decidere di chi fidarsi: Jeb, il suo stupendo migliore amico e cotta segreta, o il sexy, ma sospetto Morpheus, sua guida attraverso il paese delle meraviglie, che può avere dei secondi fini oscuri.



a.g. howard | TumblrLa serie di Splintered è iniziata nel migliore dei modi possibili. Ho amato moltissimo il primo volume, probabilmente amato ancora di più il secondo, e anche se per il terzo provo sensazioni contrastanti, questa saga è e penso rimarrà sempre uno dei migliori retellings che abbia mai letto.

Alyssa riesce a sentire le voci dei fiori e degli insetti, che le sussurrano continuamente frasi e parole incomprensibili da quando aveva dieci anni. Anche sua madre Alison aveva la stessa abilità, che l'ha condotta alla pazzia e poco dopo ad un ospedale psichiatrico, dove si trova ormai da anni.
Alison crede fermamente che le donne della sua famiglia sono tormentate da una maledizione, una maledizione che risale ad Alice Lidell, che andando a Wonderland ha condannato tutte le sue discendenti.

Alyssa preferisce pensare di essere pazza che ammettere l'esistenza di Wonderland, nonostante tutte le strane cose che le stanno accadendo e che sembrano ricondurre tutte al paese delle meraviglie, ma quando suo padre, ormai disperato, decide di sottoporre Alison a un pericoloso trattamento che potrebbe addirittura peggiorare la situazione, Alyssa decide di fare l'impensabile: andare a Wonderland e rompere la maledizione di famiglia una volta per tutte.


Nel suo viaggio per Wonderland, Alyssa trascina accidentalmente anche Jeb, il suo migliore amico per il quale prova da sempre più che semplice amicizia, e incontra Morpheus, una delle tante creature che popolano Wonderland e che ha invaso i sogni di Alyssa nella sua infanzia, insegnandole tutto ciò che deve sapere per rompere la maledizione di Alice Lidell adesso che è un'adolescente.

Ma Wonderland è molto diversa da come l'aveva descritta Carroll, il mondo inquietante e pericoloso in cui si ritrova non è certo ciò che Alyssa si aspettava, ma più tempo passa e più si sente come se appartenesse a quel posto, e mentre cerca di sopravvivere, Alyssa dovrà anche decidere di chi fidarsi e cosa è disposta a sacrificare per salvare le persone che ama.

Ciò che ho più amato di questa serie è il modo in cui, sin dal primo volume, riusciamo a percepire la passione, la creatività e l'immaginazione con cui la Howard ha creato Wonderland. Si tratta di un mondo completamente diverso da quello di Carroll, pericoloso, contorto e oscuro, dai tratti macabri e grotteschi. Nella Wonderland della Howard, tutto è possibile, niente è lasciato al caso, ogni singolo dettaglio acquista importanza e anche la creatura più insignificante può rivelarsi mortale.

Se Splintered aveva fatto da introduzione a Wonderland e alla vita di Alyssa, Unhinged ci permette di scavare più in fondo nel passato della famiglia Gardner e pone la protagonista di fronte a una scelta dalla quale non potrà scappare. Non ho molto da dire su Unhinged. L'ho trovato perfetto e l'ho amato moltissimo.

Altra storia è invece Ensnared. Ho trovato meraviglioso il 95 per cento del libro. Cos'è successo, poi, che mi ha lasciata cosi confusa e perplessa e mi ha fatto riconsiderare l'intera saga?Sono arrivata al finale. 
Ecco da un lato, l'ho amato, e dall'altro, non posso che ammettere che una piccola parte di me l'ha odiato. A primo impatto, ero felicissima del modo in cui la Howard aveva concluso la storia. Un finale perfetto sotto tutti i punti di vista, un finale perfetto per Alyssa, per Wonderland, per i personaggi minori, per tutti. Poi mi sono ricordata di come tutta la serie sia stata incentrata sulla situazione particolare di Alyssa, sul suo essere in bilico tra il mondo mortale e Wonderland, tra Jeb e Morpheus, tra il suo lato umano e il suo lato soprannaturale. E nella mia testa si è insinuato il pensiero che, dopo gli avvenimenti dei tre libri, dopo tutte le scelte e le decisioni e le promesse, il modo in cui tutto è finito sia stato troppo comodo e conveniente. Mi dispiace dirlo, ma non posso ignorare il fatto che ci sono finali e finali, e quello scelto dalla Howard è un tipo di finale che ha funzionato per alcune serie, ma che ha funzionato solo in parte con Splintered.

Nel complesso, consiglierei questa trilogia?Assolutamente si. Sono tanti gli aspetti da amare, dalla meravigliosa wonderland al coraggio di Alyssa al fascino di Morpheus e delle altre creature folli magiche. Il finale della serie potrebbe deludervi, potreste amarlo e odiarlo allo stesso tempo, come me, o potreste semplicemente amarlo. Ma siate certi, questa è una serie che vale la pena di leggere in ogni caso.

Splintered-4.5 stelline
Unhinged-5 stelline
Ensnared-3 stelline
Voto complessivo


Difficoltà in lingua-Per chi volesse iniziare la serie in lingua o leggere Unhinged ed Ensnared prima della loro pubblicazione italiana, premetto che lo stile della Howard è molto complesso, sono tantissime le descrizioni e questo, insieme alla trama estremamente contorta, potrebbe causarvi qualche difficoltà durante la lettura!

Recensione Trilogia The Lynburn Legacy (Unspoken, Untold, Unmade) di Sarah Rees Brennan

Buon sabato a tutti, lettori!Scusatemi per l'assenza degli ultimi giorni, giovedi è stato il mio compleanno (a proposito, un grazie enorme a tutti i lettori che mi hanno fatto gli auguri su facebook!) e avendo organizzato una piccola festicciola in famiglia ho passato i due/tre giorni prima a preparare, e ieri a rimettere tutto a posto!Comunque, proprio giovedi mi è arrivato uno dei miei auto-regali di compleanno, un nuovo bel kindle touch che sostituirà il vecchio mezzo rotto e che ho già riempito di ebook *__*
Ma passando al post di oggi, volevo parlarvi (o meglio, riparlarvi), di una serie che ho iniziato e finito quest'anno e che si è rivelata una delle migliori dell'anno, la trilogia di Unspoken di Sarah Rees Brennan!Avevo già recensito Unspoken in primavera (qui), ma adesso che ho letto anche gli altri due libri vorrei parlarvi più nel dettaglio della serie in generale, e di Untold e Unmade, secondo e terzo volume!
Di seguito la trama del primo volume!


Unspoken (The Lynburn Legacy, #1)


Titolo: Unspoken
Autore: Sarah Rees Brennan
Editore: Random House
Pagine: 370
Data di uscita: 11 settembre 2012
Trama:
Kami Glass è innamorata di qualcuno che non ha mai incontrato-un ragazzo che il resto del mondo pensa sia immaginario. Ciò l'ha resa un'esclusa nella sonnolenta cittadina inglese di Sorry-in-the-Vale, ma lei non si lamenta. Dirige il giornalino scolastico e si tiene in disparte per la maggior parte del tempo-fino a quando allarmanti eventi non iniziano ad accadere. Ci sono state grida nel buio della foresta, e la villa abbandonata sulla collina si è accesa per la prima volta in dieci anni.La famiglia Lynburn, che governava la città una generazione prima e che se ne è andata improvvisamente, è ritornata. Mentre Kami inizia a investigare per il giornalino, scopre che la città che ha amato per tutta la vita nasconde molti segreti, e un assassino, e la chiave per capire tutto potrebbe essere il ragazzo nella sua testa. Il ragazzo che tutti credevano immaginario potrebbe essere reale...e potrebbe essere pericoloso.



La serie della Brennan è ormai conosciuta in tutto il mondo, ed è dall'uscita del primo volume che se ne parla tantissimo e benissimo. Dopo aver letto Unspoken mi sono aggiunta anch'io al coro di pareri positivi sulla serie, e adesso che la trilogia si è finalmente conclusa posso affermare con assoluta certezza che The Lynburn Legacy è uno dei migliori urban fantasy scritti negli ultimi anni.


In Unspoken, le premesse per una serie meravigliosa c'erano tutte. Con un'idea di base a dir poco geniale, una trama unica e intrigante, dei personaggi forti e ben caratterizzati e un'ambientazione estremamente dark e gotica, il primo libro della Brennan mi aveva conquistata e si era già aggiudicato il titolo di migliore urban fantasy dell'anno.

Kami riesce a sentire delle voci nella sua testa, o meglio, una sola voce che la accompagna sin da quando lei riesce a ricordare, la voce appartenente al ragazzo di cui è innamorata. Ma lei non lo ha mai incontrato e pensa costantemente al fatto che il ragazzo potrebbe essere semplicemente frutto della sua immaginazione, e che da un momento all'altro possa abbandonarla per sempre.
E poi Kami scopre che il ragazzo che ama non solo è reale, ma è improvvisamente più vicino di quanto potesse mai immaginare, e fa parte della famiglia dei Lynburn.

Nient'altro mi è mai importato, e tu non eri nemmeno reale. Tutto ciò che ho sempre voluto sei stata tu.

Sveglia e intelligente, Kami sogna da sempre di diventare giornalista e, proprio in virtù di questa passione, passa il tempo a scavare nel passato della cittadina inglese in cui vive, Sorry-in the-Vale.
Il problema?Sembra che a Sorry-in the-Vale non succeda mai niente degno di nota, almeno fino a quando i Lynburn, la famiglia che ha fondato la città, non fanno ritorno a casa, stravolgendo completamente le vite degli abitanti, prima fra tutti Kami, che deve affrontare il suo ragazzo non più immaginario e tutto ciò che porta con sé.

Improvvisamente, Sorry-in the-Vale si trasforma in una cittadina piena di segreti e pericoli ben lontana dal paesino in cui Kami è cresciuta. Adesso, Kami non può fidarsi di nessuno, nemmeno delle persone che le sono state accanto per tutta la vita e che la conoscono da sempre.

Si era preoccupata che, se il suo cuore si fosse spezzato, sarebbe successo lo stesso a lei, ma si sbagliava. Aveva perso tutto, ma non aveva perso se stessa.

Kami è diventata una delle mie eroine preferite, mi ha conquistata sin dalla prima pagina. E' un po' strana e fuori dal comune, ma sa certamente farsi valere in ogni situazione e con la sua intelligenza e astuzia riesce a risolvere qualsiasi problema. La cosa che ho amato di più di Kami?Il coraggio con cui affronta ogni pericolo, anche se sa di non potercela fare, e il modo in cui cerca sempre di proteggere le persone che ama mettendo a rischio la propria vita. 

Ho amato il modo in cui la Brennan ha caratterizzato anche ognuno dei personaggi secondari, e di come tutti abbiano lottato per salvare Sorry-in the-Vale e allo stesso tempo abbiano combattuto le proprie personali battaglie, e le proprie debolezze. 

Una cosa su cui la Brennan ha ricevuto tante critiche è stato il fatto che l'intera serie è piena di ironia e sarcasmo, cosa che per molti avrebbe peggiorato notevolmente la storia. Io invece ho amato l'ironia della Brennan e anzi, è stato uno degli elementi che ho apprezzato di più. 
La Brennan è infatti riuscita a mescolare ironia e drammaticità in modo a dir poco perfetto, e il fatto che i personaggi facciano battute sarcastiche anche nei momenti peggiori per me non ha affatto rovinato l'atmosfera dark e un po' tragica della storia, al contrario l'ha arricchita.


Unmade è stata un'ottima conclusione della trilogia, e anche se Unspoken rimarrà sempre il mio volume preferito tra i tre, ho amato il modo in cui la Brennan ha riunito tutte le storylines e ha rivelato ogni segreto di Sorry-in the-Vale.

Quella di The Lynburn Legacy è stata sicuramente la serie rivelazione dell'anno, per quanto riguarda l'urban fantasy. Era da tempo che non trovavo una saga cosi appassionante e originale, e non posso fare a meno di consigliarla a chiunque sia alla ricerca di una lettura misteriosa, dark e intrigante ma allo stesso tempo ironica e divertente.



Difficoltà in lingua-Medio-bassa. La scrittura della Brennan è scorrevole e il linguaggio usato abbastanza semplice, ma vi sono molte descrizioni che potrebbero rivelarsi un po' difficili da comprendere!

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