Divergent Read-Along!Settima tappa!Divergenti!

Ciao a tutti e benvenuti alla settima Tappa della Divergent Read-Along!


Prima di iniziare, ecco i vincitori delle scorse tappe:

Valy P
Vanessa
Angharad
Jessica

Complimenti ragazze!Tra stasera e domani verrete contattati per i premi!

SETTIMA TAPPA
Questa sarà l'ultima tappa della Divergent read-along, dopodiché Juliette scriverà il post conclusivo nel quale verranno annunciati i vincitori di questa tappa e dove troverete un fantastico giveaway! Oggi però discuteremo ancora di un altro argomento. Non parleremo di Abneganti, né di Intrepidi o Pacifici. No, i protagonisti di oggi non sono nemmeno gli Eruditi e no, non sono i Candidi. Oggi parleremo di una categoria diversa, o meglio... Divergente!
CHI SONO I DIVERGENTI?
I Divergenti sono coloro che ai test attitudinali hanno ottenuto un risultato inconcludente, ovvero, tutte quelle persone che hanno più di un tratto dominante. Un esempio ne è proprio Tris, che secondo il test è sia Abnegante che Intrepida che Erudita. Quando Tris viene a sapere di essere una Divergente viene subito messa all'erta: se non vuole finire nei guai, dovrà tenere segreta la sua natura. Come si capirà chiaramente a partire dalla seconda metà del libro, l'essere Divergenti è visto come una minaccia per chi vuole raggiungere la vetta del potere, proprio per questo motivo tutti i Divergenti vengono uccisi.
L'ESSERE DIVERGENTE
Per noi essere "Divergente" è quasi normale. La nostra società non è divisa in fazioni, ognuno di noi ha caratteri diversi e varie qualità e a noi sembra scontato. Ma guardiamo la Chicago di questo futuro imprecisato. La società è fondata su una'organizzazione apparente. Sì, apparente. Perché? Perché se anche Christina, Tris o Quattro fanno parte della fazione degli Intrepidi, non è detto che non abbiano le loro paure e le loro debolezze. È vero che si impegnano per superarle e diventare più coraggiosi, ma non potranno mai farle svarire del tutto, e questo lato dell'animo umano (l'impossibilità di annullare certi sentimenti per quanto ci si sforzi) rende un Intrepido esattamente uguale a un Abnegante o un Erudito o chiunque altro. Lo stesso Quattro ha detto "Il punto non è non avere mai paura. Questo è impossibile". Il punto è che non si può dividere la popolazione in cinque fazioni, perché nessuno sarà mai, ad esempio, Intrepido al 100%. Questo è quello che i potenti vogliono far credere al popolo. Ed è proprio questo il nervo della distopia in Divergent: chi vuole comandare, vuole anche rendere inoffensivo il comandato. Per questo i Divergenti vengono eliminati: rappresentano un pericolo per la stabilità di questo sistema.
L'IDENTITÀ
Citando una frase di Veronica Roth in una sua intervista, Divergent "è un libro su una scelta, un'identità e sul provare ad essere la persona migliore che puoi". Quando ho ascoltato queste parole, mi sono soffermata sull'identità. In Divergent, Tris è continuamente in cerca della sua identità. Chi è? Di quale fazione fa parte? Come fa a decidere tra cinque opzioni se il suo test attitudinale gliene ha consigliate tre? E poi, sarà la scelta giusta? Ma anche dopo l'iniziazione continua a domandarsi queste cose. Quante volte ha avuto dubbi sulla sua scelta? E quante volte avrebbe voluto tornare tra gli Abneganti? Potremmo dire che Divergent è la ricerca dell'identità di Tris. Alla fine del libro lei sembra molto più decisa e consapevole, ma per confermarlo dovremo aspettare di leggere Insurgent, che verrà pubblicato tra pochi giorni!
CONTEST!
Per questa tappa ci sarà un contest unico per tutti quanti, quindi, partecipanti della read-along, armatevi di energia e cominciate a smanettare sulla tastiera del vostro computer. I vincitori per questa tappa saranno tre. La domanda è la seguente: Cosa vuol dire per noi oggi essere Divergenti e chi sono i Divergenti nella nostra società?

15 commenti

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  2. Non so se possiamo parlare di Divergenti nella nostra società.
    Di primo acchito potremmo dire "Tutti": invece non è così. D'accordo, Beatrice vive in un mondo diviso in fazioni e a lei stessa il suo modo di ragionare crea qualche difficoltà non trovando altri come lei.
    Nel nostro mondo siamo tutti falsi divergenti. Abbiamo più tratti della personalità però siamo come pecore di un gregge. C'è un conformismo spaventoso ed è come se ci fossimo autoimposti delle fazioni. Ad esempio chi si veste strano è anche guardato strano. Si parla tanto di libertà nel vestire ma poi si è pieni di pregiudizio. In contesti formali ci sta un pò magari(scuola, ufficio), ma non eravamo liberi?
    O ancora... Si parla di dire la propria opinione. Eppure quante volte stiamo zitti, non per prevenire discussioni, ma per timore?
    Si parla tanto di difendere i deboli e di intervenire. Quante volte invece capita di fare finta di nulla? Chiaro, una persona che assiste ad un pestaggio se non è cintura nera sicuramente va all'ospedale ma chiamare le autorità era così difficile?
    Sono pochi i veri divergenti che se ne infischiano delle etichette obsolete e false , ipocrite. Che dicono la loro, che anche se hanno paura sfidano le loro paure, che aiutano veramente il prossimo. Il resto è omologato.
    Un esempio di divergenti? La compagna di classe che un pò mi era antipatica ma che diceva sempre la sua,grintosa, piena di voglia di fare e di vivere e che una volta mi ha aiutato quando presi un 4 ed ero disperata anche se ero convinta di aver studiato bene. MI è stata vicina finchè non avevo capito i pezzi no.
    O anche chi è capace di andare controcorrente in maniera costruttiva. Ad esempio genitori che scelgono di educare in un certo modo il figlio e che fanno il meglio per lui anche se si tratta di opporre dei no e litigare. Quando invece tanti genitori di oggi pur di stare in pace accontentano ogni capriccio e che difendono a spada tratta il figlio anche se è in errore o che gli lasciano libero arbitrio nel piatto quando questi mangia solo fritti e dolci.
    Forse divergente è chi si mette in gioco consapevole che le cose possono andare bene o male.

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  3. Divergente significa contrastante, quindi una persona Divergente dovrebbe essere una persona che non è d'accordo con gli altri pareri. Ma non è così in Divergent. Un/una Divergente ha cose in comune con più fazioni, pur non essendo rappresentata da una fazione in tutti i suoi principi.
    Nella nostra società i Divergenti sono persone che non si adattano alla modernità, ai vestiti di oggi, alla tecnologia, quelli che rimangono un po' indietro. Corrispondono un po' con gli Esclusi. Divergente è una parola negativa per noi come lo è per la società distopica di Chicago. Questo termine non viene spesso usato, ma sta ad indicare coloro che non sono come tutti gli altri, quelli che non seguono la massa, ma restano se stessi. E per noi essere noi stessi anziché delle persone tutte uguali sembra un po' strano. Chi mai si vestirebbe da clown solo perché è divertente? O chi metterebbe un vestito che agli altri non piace ma a lui/lei piace? Bisogna avere coraggio, per fregarsene dei giudizi degli altri. Bisogna essere onesti, per vestirsi come ci si sente veramente e non come vorrebbe la moda. Bisogna essere sereni e convivere con la propria decisione, altruisti verso gli altri, aiutando anche loro ad essere se stessi e intelligenti nel capire che essere Divergenti non è un male, che non seguire la massa ed essere diverso significa solo essere ciò che si vuole.

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  4. La Roth non lo spiega mai con chiarezza e penso sia voluto: lascia spazio all'interpretazione, alle supposizioni e soprattutto spinge a riflettere.
    Fin dall'inizio ho pensato che essere Divergente significasse semplicemente essere umani. Nessuno è bianco o nero. Nessuno può essere solo Pacifico o Erudito. Nessuno è solo Abnegante o solo Intrepido. Certo, è così nella società di Tris e la mia riflessione scaturisce dal rapportarmi con la nostra condizione.Io credo che l'essere umano sia un amalgama di caratteristiche, pulsioni e inclinazioni contrastanti tra loro e per questo motivo penso che sia squilibrata la situazione in cui tutti sono uguali. Tutti sono solo bianchi, solo neri oppure sono Esclusi.
    È stato piuttosto spontaneo rapportare questa situazione alla nostra società e approfondire l'idea. In fondo, notiamo tutti quella tendenza alla omologazione a cui siamo spinti. Stessi vestiti, stessa moda, stesse aspirazioni (chi più, chi meno)... e chi non è uguale agli altri (ed è un fatto storico) perché non ha lo stesso colore della pelle, lo stesso taglio degli occhi, non è abbastanza magro, non è abbastanza alto, non segue la moda, viene da un altro paese, ama una persona dello stesso sesso è additato ed escluso. Chi è un divergente nella nostra società? È una persona che va controcorrente, ha il coraggio di affermare la propria opinione, la forza di difendere gli altri, chiunque essi siano e comunque la pensino. Un divergente sa di non essere perfetto (non si sta parlando di essere nuovi santi), ma vuole un mondo migliore per tutti. Finché lottiamo per essere noi stessi, intimamente e non solo esternamente, saremo tutti divergenti.

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    1. "Chi non è uguale agli altri (ed è un fatto storico) [...] è additato ed escluso". Vorrei soffermarmi un secondo su quel "è un fatto storico". Mentre scrivevo il post (ho scritto io il post :P), mi era venuta in mente proprio questa questione. In realtà il "diverso" è sempre stato escluso. Durante il fascismo e il nazismo gli ebrei e gli omosessuali venivano rinchiusi nei campi di concentramento o di sterminio, il Cinquecento e il Seicento sono stati periodi di grande pregiudizio e superstizione durante i quali le donne venivano messe al rogo e molti uomini di religione non cristiana venivano condannati a morte e torturati. E lo stesso vale anche per i secoli precedenti. Questo per dire che hai ragione, l'esclusione del "diverso" è una faccenda storica e se osserviamo bene le sue radici, ci accorgiamo che quasi sempre convergono in questioni di potere o pregiudizio. Scusate l'intervento, ma non ho proprio resistito ad aggiungere anche la mia opinione :P

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    2. Hai fatto assolutamente bene. È importante notare quante volte guardiamo con disprezzo alle persecuzioni storiche senza renderci conto di quanto il rischio di ricadere nella "barbarie" è sempre vicino.

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  6. Vediamo.. secondo me il termine Divergente applicato alla nostra società potrebbe essere attribuito a quelle persone che pensano fuori dagli schemi, o meglio a coloro che pensano e agiscono in base alle proprie idee, senza perciò farsi condizionare da quello che pensano gli altri o da quello che la società impone (anche implicitamente). Se fanno una cosa la fanno perché ritengono sia giusto farla e perché è ciò che vogliono e non perché è quello che fanno tutti. Se sbagliano, sbagliano con la loro testa. In pratica non si omologano alla massa ma ne emergono, si distinguono dagli altri proprio perché pensano, appunto, con la loro testa. Si potrebbe dire che siano delle mosche bianche dal momento che, proprio come loro, sono pochi ma ci sono. Per me essere Divergente nel nostro mondo significa questo, soprattutto se penso a ciò che significa esserlo nel mondo di Tris, dove le persone divergenti sono coloro che non seguono un'unica linea di pensiero e non coltivano un'unica qualità del proprio carattere, ma attingono a tutte le varie qualità di cui dispongo differenziandosi perciò dagli altri membri della fazione. Quindi, se penso a questo, il parallelo tra le due società mi sembra adeguato e anche concreto.
    Ps. Grazie per aver premiato anche il mio commento della scorsa tappa =)

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    1. Di nulla, Valy! Anzi, grazie a te per aver commentato tutte le tappe con così tanto entusiasmo! :)

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  7. Io credo che essere Divergenti nella nostra società voglia dire essere consapevoli delle nostre differenze e dei nostri difetti, significa cercare di essere sempre se stessi nonostante questo potrebbe portare ad essere giudicati, significa lottare per creare una società migliore dove ognuno possa sentirsi libero di esprimersi.

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  9. Una delle cose che mi spaventa della nostra società è il fatto che la maggior parte della gente segua il gregge, ma nonostante questo sia convinto di essere una persona originale o fuori dagli schemi. Basta guardare i più giovani: sono tutti vestiti allo stesso modo, ascoltano tutti la stessa musica, ma non c'è uno di loro che ammetta che sì, seguo e faccio tutto quello che fanno gli altri. Ognuno di loro vi sbandiererà mille ragioni profonde per cui si veste così, per cui segue il tal attore o il tal cantante, per cui fuma o beve. L'originalità e l'individualismo ormai si stanno estinguendo. Sono poche le persone che davvero si sentono libere di essere se stesse, senza seguire il branco, e per questo spesso vengono escluse. Soprattutto tra i giovani, un ragazzo/a vestito secondo i propri gusti, originale, creativo, brillante, è sempre trattato come l'ultimo sfigato per il suo rifiuto ad uniformarsi. Ora io ho fatto un esempio terra a terra, ma da sempre i 'diversi' sono esclusi, che si tratti semplicemente di vestiti o di cose più profonde, come la religione, la sessualità. Secondo me nella nostra società sono loro i divergenti. Quelli che non hanno paura di essere se stessi, di mostrarsi per quello che sono, di credere in quello che vogliono e amare chi vogliono!

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  10. cosa è essere divergente ora??essere fuori dagli schemi..in un modno che ci vuole fotocopie e omologati nel vestire, nel pensiero e nei sogni..essere diversi, seguire la propria natura e volare alto

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  11. Un divergente, oggi, sarebbe uno che non ha paura di affermare e portare avanti le proprie idee. La voce fuori dal coro nel grigiore che ormai accompagna la società moderna!

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Grazie mille per aver commentato il mio post!Apprezzo tantissimo i vostri commenti e cercherò di rispondervi al più presto =)