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Recensione Kissing Shakespeare Pamela Mingle

Ciao a tutti!Come promesso ecco la recensione di Kissing Shakespeare, un libro davvero carinissimo che consiglio un po' a tutti ;)







Titolo: Kissing Shakespeare
Autore: Pamela Mingle
Data di uscita: 18 agosto 2012
Trama: Miranda ha Shakespeare nel sangue: spera che un giorno possa diventare un attrice shakespeariana proprio come i suoi famosi genitori. Almeno, fino a quando non fa la sua disastrosa performance nella messa in scena della sua scuola di "La bisbetica domata". Umiliata, Miranda salta la festa notturna di apertura. Tutto quello che vuole fare è nascondersi.Membro del cast Fellow, Stephen Langford, ha altri piani per Miranda. Quando esce dalle ombre del backstage e le chiede se le piacerebbe incontrare Shakespeare, Miranda crede che sia un pazzo totale. Ma prima che possa opporsi, Stephen la spedisce nel 16 ° secolo in Inghilterra, il mondo da cui lui proviene veramente. Vuole usare le doti di recitazione di Miranda e il suo fascino moderno sul giovane Will Shakespeare. Senza il suo aiuto, sostiene Stephen, il mondo perderebbe il suo più grande commediografo.Miranda non è convinta di essere la ragazza giusta per questo lavoro. Perché a Shakespeare dovrebbe importare di lei? E chi è questo irritante viaggiatore del tempo, Stephen Langford? A malincuore, accetta di aiutare, sapendo che è la sua unica possibilità di tornare al presente e alla sua vita "reale". Miranda però non pensava di poter trovare il vero amore...senza nessun atto di recitazione richiesto.

RECENSIONE:

"Siamo nel Lancashire, Inghilterra," disse Stephen. "L'anno è il 1581, il periodo in cui Shakespeare si trova in pericolo." 
Alzai le braccia esasperata. "Stephen, sei davvero fissato. Ma diciamo che ti credo. Cosa ha a che fare con me tutto questo?"
"Dovrai sedurre William Shakespeare."


Sono pochi i libri sui viaggi nel tempo che ho letto finora, ma tra questi Kissing Shakespeare è sicuramente il primo che combina questo elemento con un’ambientazione storica cosi antica (1500) e le opere di Shakespeare che fanno da sfondo all’intera storia.
Questa premessa cosi interessante mi ha catturata sin da subito, e il libro è riuscito non deludere le mie aspettative. Kissing Shakespeare è una lettura leggera e divertente in cui la poesia e la letteratura si respirano ad ogni pagina, ma dove non manca azione, mistero, colpi di scena e un sorprendente e imprevedibile romance.

Miranda ama recitare, e sogna di lavorare nel mondo del teatro una volta finito il liceo, proprio come i suoi genitori. Ma dopo uno spettacolo andato male, lontanissimo dalla perfezione con cui si esibisce sua madre, Miranda, pronta a tornare a casa e dimenticare l’orribile serata, inizia a contemplare l’idea di abbandonare la recitazione e dedicarsi a qualcosa dove non deve competere con nessuno. 
Ma Stephen, un misterioso e strano ragazzo che segue le lezioni con lei, interrompe il suo treno di pensieri chiedendole di aiutarlo a salvare William Shakespeare. Miranda pensa che sia impazzito, ma quando si ritrova improvvisamente in un luogo sconosciuto, pieno di persone vestite in modo strano che parlano un inglese ben diverso dal suo, non può far altro che credere a ciò che dice Stephen.
Trasportata nell’Inghilterra del 1500, Miranda, per tornare a casa, dovrà convincere il giovane Will Shakespeare a continuare a scrivere e abbandonare l’idea di diventare un gesuita, o il suo futuro, e quello del mondo intero, verrà irrimediabilmente cambiato.

Intelligente, ironica e divertente, Miranda è quel tipo di protagonista che ti conquista sin dall’inizio e che ti fa sorridere con le sue battutine sarcastiche, il suo modo di parlare moderno (che ovviamente nessuno comprende) e le sue azioni impulsive e semplicemente esilaranti. 
Stephen è dolce e gentile e anche se sa che Miranda è solo di passaggio ci tiene davvero a lei e fa il possibile per farla ambientare nella situazione in cui lui stesso, per dovere, l’ha portata.

Ho adorato Will. Prima che diventasse il famoso scrittore che tutti conosciamo, era solo un giovane ragazzo alle prese con la sua vita e il suo futuro, alla ricerca della scelta giusta da compiere. Non ha avuto la parte centrale a che mi aspettavo, ma ricopre comunque un ruolo importante per Miranda e nella storia in generale.

Ho amato il finale, che avevo intuito ma che mi ha comunque spezzato il cuore. Non è esattamente ciò in cui speravo, ma era l’unica conclusione possibile ed è perfetta per la storia di Miranda.
Per adesso il libro è autoconclusivo, ma sarei più che felice se l’autrice decidesse di scrivere un seguito e risolvere le poche cose lasciate in sospeso in Kissing Shakespeare.

Voto, 4 stelline!

Recensione A Wounded Name Dot Hutchison

Finalmente sono riuscita a scrivere la recensione di A Wounded Name, una splendida rivisitazione di Amleto in chiave YA narrata dal punto di vista di Ophelia, che uscirà a settembre in America :)






Titolo: A Wounded Name
Autore: Dot Hutchison
Editore: Carolrhoda Lab
Pagine: 320
Data di uscita (USA): 1 settembre 2013
Trama
C'è una ragazza che riesce a buttarsi nella vita e creare un nome infrangibile, un'identità che si regge da sola senza padri o fratelli o ragazzi che la divorano e la distruggono. NON SONO MAI STATA QUELLA RAGAZZA. La sedicenne Ophelia Castellan non sarà mai semplicemente un'altra studentessa all'Accademia di Elsinore. Vedere i fantasmi non è un'abilità apprezzata tra le altre ragazze. Anche quando prende le sue pillole, le Bean Sidhe la tormentano, ricordandole di una promessa fatta a sua madre, ormai morta. Adesso, dopo l'improvvisa morte del direttore, l'intera accademia è in tumulto, e Ophelia non può più ignorare le fate. Soprattutto quando inizia a vedere il fantasma del direttore.Al centro di questo mondo in crisi c'è Dane, il figlio del direttore. Anche lui comprende il potere di una promessa fatta a un genitore, anche a uno morto. Per lui, Ophelia è l'unica persona non macchiata dall'inganno e dalla ipocrisia, uno specchio della sua anima spezzata. SAI COME FINISCE QUESTA STORIA.

RECENSIONE:

Strano, come le parole possano essere cosi precise eppure avere cosi tante sfumature di significato. Parole, parole, parole, è sorprendente che abbiano perfino un significato, quando cosi spesso non lo hanno.

La prima cosa che mi ha colpito di A Wounded Name è stata la cover, cosi delicata ma allo stesso tempo abbastanza intensa da attirare subito la mia attenzione tra i tanti titoli di Netgalley. C'è qualcosa in quell'immagine-nella ragazza che sembra quasi camminare sull'acqua, un attimo prima di affondare, nel modo in cui è rivolta al laghetto, come se non avesse paura di ciò che l'aspetta, nei fiori che stringe al petto e nell'abito bianco che sembra gridare innocenza-che ti cattura e che ti spinge a voler scoprire la sua storia, la storia di Ophelia. 
Dopo secoli in cui è stata in silenzio, questo personaggio trova finalmente una sua voce per raccontare la tragedia di cui ha fatto parte, in un libro appassionante, fresco e delicato che infesterà irrimediabilmente la mente di ogni lettore.

Come dice la trama, sappiamo tutti come questa storia finisce. Avendo recentemente riletto Amleto, riuscivo ad anticipare quasi ogni scena, eppure non riuscivo a staccarmi dal libro.
A Wounded Name è, come struttura, abbastanza simile all'opera a cui si ispira, ma allo stesso tempo è su molti piani lontanissimo dalla storia originale.
La Hutchison ha aggiunto piccoli elementi, dettagli e caratterizzazioni che hanno reso A Wounded Name un libro unico, profondo e che esplora in modo meraviglioso il personaggio di Ophelia, per la prima volta viene posta in primo piano, rivelando una personalità tormentata e sofferente che sfiora la pazzia.

L'amore non può essere follia. Poi, penso che si, è dolce e doloroso e logorante, un modo di affogare cosi deliziosamente che non ti accorgi nemmeno che hai bisogno di ossigeno.

Ophelia è sempre stata considerata da tutti "la figlia di sua madre", folle e malata, nonostante i suoi continui sforzi per diventare la brava ragazza che suo padre e suo fratello hanno sempre voluto. Ma le pillole che prende giornalmente non le impediscono di vedere i fantasmi che si aggirano inquieti per l'accademia di Elsinore, le Bean Sidhe che gridano e si disperano contro le mura della scuola per la morte del direttore Amleto, o sua madre che di tanto in tanto emerge dal lago in cui si è tuffata e in cui ha perso tutta la sua umanità per ricordarle della promessa che Ophelia le ha fatto, e che presto dovrà portare a termine.
Ma anche Dane, il figlio del direttore, ha fatto una promessa al fantasma di suo padre, una promessa che ha intenzione di mantenere a tutti i costi.
Dane sembra l'unico a comprendere Ophelia, e Ophelia è per Dane l'unica a Elsinore Academy che è capace di condividere ed alleviare il suo dolore per la perdita del padre. Ma il suo piano di vendetta lo conduce in una spirale di rabbia e pazzia, in cui presto trascinerà anche Ophelia e tutte le persone che lo amano.

La Hutchison ha caratterizzato in modo meraviglioso tutti i personaggi, a partire dalla protagonista. Ophelia è una grande osservatrice, ha sempre preferito rimanere nelle ombre e guardare ciò che accade intorno a lei in silenzio, senza mai prenderne veramente parte.
Cerca disperatamente di essere la figlia che suo padre vuole, la buona sorella che tutti si aspettano sia, e infine la ragazza di cui Dane ha bisogno, ma presto realizza che non può fare a meno di arrendersi al suo destino e attenersi alla promessa fatta a sua madre.


"Sei l'unica cosa che è reale" dice alla fine. "L'unica cosa che rende tutto questo reale, che mi fa sentire reale. Ho bisogno di te, Ophelia. Ho bisogno di sapere che non andrai via." Ma io non sono mai stata quella che va via. Sono sempre stata la ragazza che aspetta che gli altri tornino, perché non ho nessun altro posto dove andare.

La sua relazione con Dane è tormentata e dolorosa, e il loro amore è condannato a finire tragicamente, ma non si può fare a meno di sperare, durante la lettura, in una soluzione o in una qualche sorta di happy end.
Dane è uno di quei personaggi che ami e odi allo stesso tempo. Il dolore e la rabbia lo distruggono sempre di più, giorno dopo giorno, e trascina sempre più persone con sé, perfino il lettore che viene irrimediabilmente travolto dalla sua pazzia.
Ci sono momenti in cui è il ragazzo di cui Ophelia si è innamorata, quel ragazzo dolce e protettivo che vuole prendersi cura di lei e tenerla lontano dal pericolo, e altri in cui lui stesso diventa il pericolo, momenti in cui non fa altro che usarla senza nemmeno rendersene conto, portando via la sua innocenza e la brava ragazza che tentava a tutti i costi di diventare. 
Eppure Ophelia non può fare a meno di perdonarlo, ogni singola volta. 

Horatio, il migliore amico di Dane e Ophelia, è stato uno dei personaggi che ho amato di più.
Più volte la protagonista dice che lui è "il migliore tra noi tre", ed è vero. E' ben lontano dalla follia che travolge Dane e che lentamente si insinua anche in Ophelia, e non condivide la maggior parte delle loro scelte, eppure le accetta, cerca di prendersi cura di Ophelia e ama segretamente Dane, anche se sa che lui non potrà mai ricambiarlo.

Sono una cicatrice nella luna, una fragile creatura con ombre sotto gli occhi che affogano nei sussurri dei suoi capelli color notte. Sono una ferita vivente sull'anima. Sono un fantasma che non ha lasciato il suo corpo all'eterno riposo. Sono una cicatrice, e Dane è chi mi ha fatto diventare cosi.

Lo stile della Hutchison è bellissimo, e fin dalla prima pagina me ne sono innamorata, come testimoniano le diverse citazioni che ho inserito nella recensione. Sono rimasta davvero sorpresa che questa fosse il suo primo libro, il suo stile è cosi delicato e ricercato che all'inizio mi sembrava impossibile che non avesse scritto nient'altro.

Voto, 5 stelline!A Wounded Name è un libro meraviglioso, è pazzia, è bellezza, è tormento, una dolce ossessione per chi, come me, ama le storie tragiche e tormentate prive del classico lieto fine e che aleggiano nella mente anche dopo aver voltato l'ultima pagina.




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